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MacroambienteC’è un truffa in criptovalute che cavalca l’onda del successo di Squid Game (e non è l’unica nel suo genere)

C'è un truffa in criptovalute che cavalca l'onda del successo di Squid Game (e non è l'unica nel suo genere)

La moneta virtuale, a cui è stato dato lo stesso nome della serie Netflix, è arrivata a valere in pochi giorni quasi 3mila dollari: chi ha comprato Squid Game avrebbe dovuto accorgersi subito, però, che qualcosa non andava.

truffa della criptovaluta squid game

Anche la stampa di settore ha cominciato a parlare della truffa della criptovaluta Squid Game come di un disastro annunciato e soprattutto per molti versi evitabile. Un po’ più di cura per i propri investimenti, specie se in un settore tentacolare come quello delle monete virtuali, avrebbe però davvero potuto proteggere le finanze di tanti gamer appassionati? Quello che di certo c’è è che al momento gli scammer che avevano dato vita al token del gioco del calamaro (questa la traduzione letterale del titolo della serie Netflix, ndr) sono spariti nel nulla con un bottino di quasi 3.4 milioni di dollari.

Come un token ispirato alla serie Netflix è arrivato a valere migliaia di dollari in pochi giorni

Altrettanto dal nulla la criptovaluta Squid Game era comparsa il 26 ottobre 2021 – e in pre-sale dal giorno 20 dello stesso mese – nel mondo delle monete virtuali.

Rapidamente si è diffusa la voce secondo cui la criptovaluta avrebbe permesso agli investitori di partecipare a un pay-to-play, uno speciale gioco ispirato alla serie sudcoreana fenomeno del momento in cui i partecipanti si sfidano in alcune prove mortali per provare a vincere un montepremi di diversi miliardi di won, che si sarebbe tenuto in un non precisato giorno di novembre e i cui vincitori sarebbero stati premiati con altri token Squid Game.

Facendo leva sulla curiosità dei più appassionati di gaming, ma anche  soprattutto sull’inconscio quanto immediato collegamento con Netflix – per quanto non ci sia alcun legame ufficiale con la serie, né la piattaforma di streaming l’abbia naturalmente mai autorizzata –, la criptovaluta “di” Squid Game aveva visto velocemente crescere il proprio valore di mercato: tra l’83% e l’86%[1] a circa una settimana dalla propria nascita, secondo alcune stime, o di almeno il +210%, secondo altre.

Proprio la stampa, come sottolineato tra gli altri da Mashable, è stata involontariamente complice degli ideatori della truffa della criptovaluta Squid Game[2]: anche testate generaliste come BBC o CNBC, solo per citarne alcune, hanno per giorni raccontato infatti lo «strano» caso di una moneta virtuale ispirata a una serie TV che era arrivata a competere con le più in voga tra le criptocurrency, alimentando l’hype e senza mai (o quasi) sollevare il dubbio che si potesse trattare in realtà di una truffa o comunque di un’operazione poco trasparente.

Com’è stata scoperta la truffa della criptovaluta Squid Game

Nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre 2021 la criptovaluta Squid Game ha toccato il picco con un valore di 2861 dollari e un market cap, ossia in breve un introito dalle vendite sul mercato azionario, di 2.1 milioni di dollari[3], come scrive Il Sole 24 Ore.

Solo qualche ora dopo, intorno alle 05.40 del mattino del 1° novembre, lo stesso valore sarebbe di colpo crollato a zero o, più precisamente, a 0.003 dollari[4]. Pochi dubbi erano rimasti, a questo punto, tra gli addetti ai lavori.

Mentre secondo Bloomberg non si poteva escludere, non del tutto almeno, che qualcuno si fosse intrufolato nei sistemi IT usati per la gestione di Squid Game viziandone il valore di mercato[5], da più voci la truffa della criptovaluta Squid Game veniva bollata dai più come un rug pull. È, in gergo, uno di quei casi in cui gli sviluppatori di una criptovaluta smettono improvvisamente di lavorare al progetto, rendendo impossibile per chi aveva in precedenza acquistato coin di quel tipo di rivenderli e recuperare almeno in parte il proprio investimento e, di fatto, appropriandosi indebitamente di un certo quantitativo di denaro. L’espressione “rug pull” parla già da sé: chi aveva investito nei token omonimi della serie di Netflix si è letteralmente visto «mancare improvvisamente la terra sotto ai piedi», è questo il significato figurato del verbo frasale inglese[6].

La truffa della criptovaluta Squid Game non è, però, unica nel suo genere e appartiene a una categoria di scam e rischi digitali da cui gli esperti mettono in guardia soprattutto neofiti e chi per la prima volta investe in monete virtuali. I rug pull, continua Mashable, sono nel mondo delle criptovalute più comuni di quanto si immagini e non di rado riguardano coin nati sull’onda lunga di fenomeni di costume, com’è presto diventata appunto la serie sudcoreana del gioco del calamaro, o ossessivamente pubblicizzati da vip, personaggi noti, influencer del mondo finanziario e non solo.

Perché la moneta virtuale Squid Game non avrebbe potuto essere una criptovaluta stabile

Qualcosa, per tornare alla domanda iniziale, avrebbe dovuto però destare dei sospetti fin da subito nella storia della criptovaluta Squid Game. È Gizmodo a elencare, più delle altre testate, alcune «bandierine rosse»[7] che avrebbero dovuto allertare gli investitori e che, molto più pragmaticamente, fanno apparire quello delle vittime della truffa della criptovaluta di Squid Game qualcosa di molto più simile a un incauto acquisto.

Non è mai stato molto chiaro, innanzitutto, chi fossero gli sviluppatori della moneta virtuale Squid Game, non essendo mai stato diffuso neanche un nickname o uno pseudonimo come pure spesso accade nel settore. Il dominio del sito ufficiale della criptovaluta era stato registrato solo pochissimi giorni prima del lancio del token Squid Game e lo stesso sito, ora non più raggiungibile[8], era pieno di sviste, refusi, errori grammaticali, ma anche imprecisioni impossibili da non notare per individui con un po’ di familiarità con il mondo delle criptocurrency.

Errori e imprecisioni che non mancavano, tra l’altro, anche nel white paper di Squid Game, una sorta di documento riassuntivo delle caratteristiche tecniche che accompagna ogni singola valuta digitale. Piuttosto controversa, nelle forme almeno, era anche la presenza digitale degli sviluppatori della criptovaluta “di” Squid Game: sul canale Telegram non erano abilitati i commenti e su Twitter, dopo che l’ hashtag #$SQUID era stato usato in diversi messaggi in cui gli utenti cominciavano a paventare l’ipotesi della truffa della criptovaluta Squid Game, l’account aveva disabilitato il reply, fino a che Twitter non è intervenuto addirittura per limitarne temporaneamente la funzionalità a causa delle attività sospette, come si legge su Il Sole 24 Ore.

Il principale campanello d’allarme, però, avrebbe dovuto essere il fatto che, fin da subito, fosse impossibile per chi lo volesse rivendere i propri token Squid Game per trarre profitto dalla crescita del valore di mercato della moneta. Se un coin non può essere scambiato in altro, riprendendo Gizmodo, ha infatti più o meno lo stesso valore dei soldi del Monopoli.

La moneta virtuale Squid Game e gli altri memecoin (che non sempre sono truffe)

Agli occhi di chi ha meno familiarità con il mondo delle criptocurrency sicuramente già il fatto che avesse lo stesso nome di una delle serie più popolari del momento senza che ci fosse ragione di pensare a un legame ufficiale con la sua produzione avrebbe dovuto destare qualche dubbio o spingere almeno l’investitore a informarsi meglio prima di acquistare Squid Game coin.

Né l’uso improprio di quello che è un marchio a tutti gli effetti e su cui non si può pensare non esistano diritti d’autore, né il fatto che si trattasse di una valuta digitale “piccola” e ancora poco nota valuta digitale avrebbero potuto davvero insospettire un investitore amatoriale.

Tra chi frequenta almeno un po’ il mondo delle criptovalute molto note, infatti, sono le sorti (rosee) di Mando o Shiba Inu, solo per fare due esempi recenti: la prima è una criptovaluta nata sull’onda lunga del successo di una serie fantascientifica di Disney+, The Mandalorian, mentre la seconda della popolarità di un personaggio come Elon Musk o, meglio, del suo cucciolo di shiba.

A inizio ottobre 2021, in particolare, la criptovaluta Shiba Inu era risultata decima nella classifica delle monete virtuali più popolari e con valore complessivo maggiore[9], sorpassando Dogecoin, altra moneta virtuale – come scrive tra gli altri Il Post – nata originariamente per scherzo e ispirandosi al meme del cane di razza shiba con espressione stupita molto virale in Rete, arrivata nel momento del picco a valere complessivamente oltre dieci miliardi di dollari[10].

Alla notizia di un nuovo token “di” Squid Game si poteva essere ragionevolmente convinti, insomma, di trovarsi di fronte a un nuovo caso di memecoin, ossia di criptovaluta nata appunto per scherzo o per provare a cavalcare un trend social o un fenomeno di costume del momento, ma non per questo destinato a rimanere un investimento di serie B in termini finanziari. Non di rado infatti, come è possibile leggere su Bloomberg, «progetti di criptovalute in cui persone che se ne intendono hanno investito tempo ed energie […] vengono superati da criptovalute apparentemente create senza alcun impegno».

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