ComunicazioneÈ stato riattivato il profilo Twitter di Donald Trump

È stato riattivato il profilo Twitter di Donald Trump

trump di nuovo su Twitter

Elon Musk aveva promesso di riportare Trump su Twitter già prima di completarne l'acquisizione. Al momento il politico non sembra voler tornare a twittare, ma potrebbe essere tentato dalla campagna per le presidenziali 2024.

Trump di nuovo su Twitter è l’ultima delle novità dell’era Musk.

Tutto era iniziato quando, ai tempi della prima miliardaria proposta di acquisizione di Twitter, l’imprenditore aveva promesso tra le novità in arrivo sulla piattaforma la riabilitazione di una serie di profili, tra cui appunto quello dell’ex presidente americano, precedentemente bloccati per averne violato policy e linee guida.

Gli ambienti digitali dovrebbero garantire a tutti libertà di parola e di poter esprimere liberamente il proprio pensiero: è stata questa la tesi difesa nei lunghi mesi di trattative con vertici della compagnia dal patron di Tesla e SpaceX che, già ai tempi del ban di Trump da Twitter e dalle altre piattaforme digitali, aveva più volte sostenuto pubblicamente come impedire al politico di cinguettare o postare significasse «alienare gran parte del paese».

Elon Musk sta riattivando alcuni account Twitter controversi e precedentemente bannati

Nei giorni scorsi, così, da nuovo CEO della compagnia Musk ha cominciato a ripristinare[1] una serie di account Twitter precedentemente bloccati per aver violato le regole della piattaforma sui comportamenti violenti od offensivi.

Tra i “depiattaformizzati” riammessi su Twitter ci sarebbero Jordan Peterson e il sito satirico The Babylon Bee, entrambi con precedenti di comportamenti e tweet transfobici, ma anche la comica Kathy Griffin, sospesa insieme ad altri che hanno cambiato il proprio nome utente e la propria immagine di profilo in quelli di Elon Musk nel tentativo di mostrare quanto pericoloso possa essere rendere a pagamento la spunta blu su Twitter.

Nel riattivare questi e altri account controversi, forse anche e soprattutto per rassicurare investitori e brand che spendono in pubblicità sulla piattaforma e che – com’è successo con Balenciaga che ha lasciato Twitter – potrebbero essere scoraggiati dal caos in cui si trova al momento il social media , Musk ha sottolineato comunque che «la nuova politica di Twitter è libertà di parola, ma non libertà di essere raggiunti»[2].

Con questo Musk intende dire che i tweet violenti e più controversi continueranno a essere nascosti dai feed e irraggiungibili, a meno di non visitare direttamente i profili dei loro autori, ed esclusi[3] dalle possibilità di monetizzazione.

L’ultima parola nel ripristinare gli account oggetto di provvedimenti disciplinari sarà di un apposito comitato per la moderazione dei contenuti composto da persone «con punti di vista completamente diversi»[4] e che si esprimerà solo dopo un iter standard, ha ribadito l’imprenditore.

La scelta di bannare Trump da Twitter in seguito alle rivolte del Campidoglio prima e quella di confermare in un secondo momento che Trump non sarebbe stato riammesso su Twitter neanche nell’ipotesi di una ricandidatura per le presidenziali del 2024, del resto, era stata ampiamente criticata ed era valsa alla stessa piattaforma le accuse di soffrire di una sorta di “bias democratico” soprattutto perché sembravano essere state applicate al politico misure non previste – e ben più gravi di quelle vigenti – per gli utenti comuni.

Che ruolo abbia avuto il nuovo comitato nel portare Trump di nuovo su Twitter non è comunque molto chiaro.

Trump di nuovo su Twitter: com’è successo

Sabato 19 novembre 2022 è stato lo stesso Elon Musk a chiedere ai propri follower se fossero d’accordo alla riattivazione dell’account Twitter di Trump.

Lo ha fatto con un sondaggio dal proprio profilo, una modalità con cui negli scorsi mesi l’imprenditore ha spesso provato a rendere partecipata la definizione delle nuove regole di Twitter, indipendentemente che fossero legate alla user experience , come l’introduzione del bottone per modificare i tweet, o avessero una natura più politica.

Screen da social: Twitter

Fonte profilo Twitter: Elon Musk

Al sondaggio hanno risposto poco più di 15 milioni di utenti, votando “sì” nel 51.8% dei casi. Pur non essendo stata una maggioranza schiacciante a voler far tornare Trump di nuovo su Twitter, «voce di popolo, voce di Dio»[5], ha commentato a caldo Elon Musk.

L’imprenditore ha espresso solo più tardi il dubbio che buona parte degli utenti che hanno votato possano essere dei bot[6].

L’ipotesi che Twitter sia frequentata da più profili fake di quanto si immagini sembra essere, del resto, un tarlo dell’imprenditore, che proprio per questa ragione ha più volte fatto dietro front nella trattativa per l’acquisizione della piattaforma e provato a trattare sul prezzo iniziale di 54.20 dollari ad azione prima di essere chiamato in causa da Twitter davanti alla Corte di Delaware.

Trump non sembra intenzionato a tornare a twittare (al momento)

Subito dopo essere stato ripristinato, domenica 20 novembre, l’account di Donald Trump su Twitter avrebbe contato poco più di 25 milioni di follower[7]: molti meno di quelli che l’ex presidente americano aveva prima di essere bannato con l’accusa di aver fomentato la violenza durante l’irruzione al Campidoglio del 6 gennaio 2021, a latere di una campagna elettorale in cui le big tech avevano assunto spesso un atteggiamento “interventista”.

In poco tempo, però, @realDonaldTrump è tornato a contare numeri simili a quelli del passato con oltre 87 milioni[8] di follower riguadagnati in fretta – già lunedì 21 novembre – nonostante non sia arrivato ancora nessun nuovo tweet. E non è detto che lo farà.

Nonostante abbia ricondiviso sul social network di proprietà il sondaggio di Elon Musk e chiesto alle proprie community di votare a favore della riattivazione del profilo Twitter, intervistato in occasione della Republican Jewish Coalition Trump ha ribadito sabato di «non vedere nessuna ragione» per tornare su Twitter.

A dispetto di un esordio vacillante e piuttosto chiacchierato, infatti, il social di proprietà di Trump gode di una certa popolarità soprattutto presso i simpatizzati della destra repubblicana: lo stesso profilo di Donal Trump su TRUTH Social avrebbe raggiunto nel tempo quattro milioni e mezzo di follower, un numero inizialmente impensabile. Al momento TRUTH Social ha l’esclusiva di sei ore sui post del politico che solo in un secondo momento possono essere diffusi altrove.

Rimane da capire però se, quando la campagna per le presidenziali americane del 2024 entrerà nel vivo, Trump continuerà ad accontentarsi dei numeri limitati di TRUTH Social e della copertura garantita da un social «speciale» – come lo ha definito lo stesso repubblicano –, che lo è più per ragioni affettive più che per reali possibilità di parlare a un elettorato ampio o di influenzare l’agenda politica del giorno. La notizia di Trump di nuovo su Twitter arriva, infatti, a pochi giorni di distanza dalla conferma della ricandidatura alla corsa presidenziale.

Lo stesso Elon Musk ha ironizzato su per quanto tempo Trump, noto, prima del ban, per essere un twitterer compulsivo, riuscirà a non farsi indurre dalla tentazione: lo ha fatto postando un meme con un’illustrazione di Milo Manara.

Screen da social: Twitter

Fonte profilo Twitter: Elon Musk

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