Turista 2.0: always connected

Ci si affida sempre meno alle agenzie di viaggi e sempre di più ad internet, ma come fa il turista digitale a orientarsi in un mercato così dispersivo?

Turista 2.0: always connected

Il turista del terzo millennio sta cambiando. Merito di questo lo si deve soprattutto alla rete, ai social network e all’economia collaborativa. Nell’era del prosumerismo, il consumatore che è allo stesso tempo Producer e Consumer non si accontenta più di essere un mero utilizzatore, ma al contrario intende essere parte attiva del mercato e dell’offerta.

Per questo motivo, sono sempre meno le persone che per organizzare un viaggio o una vacanza si affidano alle agenzie di viaggi. Si stima che nei 45 giorni precedenti alla prenotazione di un viaggio, l’utente esegua una media di ricerche su 38 siti in totale. Vale a dire che il consumatore non si accontenta più di pacchetti già pronti, ma bensì vuole confrontare autonomamente le offerte ed essere in grado di scegliere la più vantaggiosa avendo un quadro completo ed esaustivo. Il turista digitale ha a disposizione tutta una serie di mezzi un tempo impensabili e la sua esperienza di viaggio, dalla ricerca della destinazione, alla prenotazione, all’imbarco, al periodo di permanenza, fino al post viaggio, si effettua interamente in rete, da desktop o da mobile, in questo secondo caso, solitamente, tramite applicazioni.

Prima di partire: ricerche e metasearh

Si stima che nel 2014 sono stati prenotati viaggi su internet per un totale di 18,3 miliardi di euro in tutto il mondo. Sono dati importanti, indice che il mercato sta cambiando e che bisogna trovare nuovi modi per assecondarlo. La prenotazione avviene tramite internet perché, come già accennato, questa opzione consente di avere largo accesso all’offerta globale, senza contare il fatto che cresce parallelamente l’economia basata sullo scambio di beni tra privati e  il consumo collaborativo C2C (Consumer to Consumer). Siti come Airbnb, Booking e BlaBlaCar rispondono proprio a questo, creando un punto di incontro tra la domanda e l’offerta al miglior prezzo. Siti di questo si pongono in questo circuito di democratizzazione degli affitti vacanze come intermediari o terze parti, mettendo in comunicazione i privati in un modo diretto e capillare mai visto prima. Si creano dei veri e propri network in cui è possibile offrire, richiedere, scambiare e ovviamente scambiarsi messaggi o commenti.  Un mercato che tuttavia può diventare dispersivo per i consumatori e che ha creato il bisogno di una regolamentazione. Tale ordine arriva dai metasearch, motori di ricerca tematici in grado di raggruppare sotto di sé l’offerta specifica di un settore, offrendo così all’utilizzatore un servizio di indicizzazione e una panoramica globale sull’argomento ricercato. Nel settore turistico sono molti i metasearch, dai voli (Skyskanner, Momondo), agli hotel (Trivago, Kayak), agli alloggi vacanze in affitto (Likibu), alle auto a noleggio (Rental cars). Questi motori rispondono al bisogno del viaggiatore contemporaneo che è quello di trovare il meglio a meno, avendo a disposizione tutta la scelta sempre e dovunque in piena autonomia ma senza restare solo di fronte all’immensità della rete.

Partenza e permanenza digitale: App & Social

Ma l’esperienza in rete non si esaurisce alla ricerca e prenotazione del soggiorno. Qualora si decida di non utilizzare mezzi privati, la rete torna ancora una volta alla ribalta e allora via libera a check-in online, biglietti aerei, di treni e navi in formato PDF con i relativi QR code. Tutto si smaterializza ed è accessibile ovunque nel mondo, purché si disponga di uno smartphone o di un tablet e di una connessione a internet.

L’apoteosi del turismo 2.0 si raggiunge una volta raggiunta la meta. Qui è tutto un fiorire di post, selfie, ricerche geolocalizzate per attrazioni, parchi e musei da visitare, ristoranti e bar dove poter sostare. Si condivide sui social network, Instagram diventa il proprio diario fotografico di bordo, mentre su Facebook si raccontano le proprie emozioni di viaggio. In questa fase si consultano anche i commenti presenti sulle varie community (parliamo di siti come Trip Advisor o Yelp) per orientarsi tra le centinaia di offerte di locali e attrazioni sul posto.

Dopo le vacanze: i commenti

E una volta tornato, il nostro viaggiatore dell’era digitale è pronto a continuare la sua esperienza ancora tramite la rete per andare ad accrescere ancor di più i dati presenti sulle varie community virtuali. Allora grande corsa a commenti, stellette, voti e quant’altro per premiare o punire le strutture in cui si è soggiornato. In questa fase il turista digitale ritorna al punto di partenza, sui siti iniziali dove ha effettuato la prenotazione, stavolta per commentare il suo soggiorno e nel caso abbia scelto di alloggiare in casa con privati, racconterà la sua esperienza con questi, come è stato accolto e l’ospitalità ricevuta. Un turismo trasparente  in cui nulla resta nell’ombra, tutto viene a galla ed è difficile rifilare squallidi alberghi di periferia presentandoli come resort da sogno.

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