Giovedì 22 Ottobre 2020
MacroambienteMentre il voto americano si avvicina, Twitter ha aggiornato (ancora) le policy per la campagna elettorale

Mentre il voto americano si avvicina, Twitter ha aggiornato (ancora) le policy per la campagna elettorale

L'obiettivo è evitare la circolazione di informazioni fuorvianti che scoraggino gli elettori dall'andare a votare o attribuiscano erroneamente la vittoria a un candidato o a un altro. Nelle nuove linee guida di Twitter, però, attenzione anche a bufale che diventano virali e a chi le diffonde.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore
Mentre il voto americano si avvicina, Twitter ha aggiornato (ancora) le policy per la campagna elettorale

Si tratta in qualche caso di misure già adottate da tempo dalla piattaforma e ora appositamente riviste o ampliate e, in altri, di feature e impostazioni copiate da competitor , come Facebook soprattutto. La notizia è, però, che Twitter ha aggiornato le policy per la campagna elettorale in vista del voto americano del 3 novembre 2020 e lo ha fatto avendo bene in mente la sua «civic integrity», ossia «il ruolo critico che gioca in tutto il mondo nel favorire una conversazione democratica, guidare la partecipazione civica, facilitare un dibattito politico significativo e aiutare le persone a chiedere più responsabilità e trasparenza a chi sta al potere».

Twitter ha aggiornato le policy per la campagna elettorale: le novità

Queste le parole scelte dal team di Dorsey per presentare le nuove impostazioni che permetteranno a Twitter di «proteggere le elezioni». Si parte dalla possibilità di rimuovere completamente quei tweet che, in vari modi, incitano gli utenti a interferire sul corretto svolgimento delle operazioni di voto. Forte l’attenzione anche sui tweet che, dopo le elezioni, attribuiranno senza prove la vittoria a uno o l’altro candidato: un’apposita etichetta li segnalerà agli utenti e un link dovrebbe rimandare a fonti ufficiali da cui ricevere gli ultimi aggiornamenti o seguire in diretta lo spoglio. La ratio di una decisione come questa è la stessa per cui Facebook ha annunciato di voler bloccare la pubblicità politica dopo il 3 novembre 2020. «Per determinare il risultato delle elezioni negli Stati Uniti c’è bisogno di un annuncio di un ufficiale di Stato o che almeno due testate nazionali autoritarie diano delle election call indipendenti», sottolineano gli sviluppatori, suggerendo che se Twitter ha aggiornato le policy per la campagna elettorale anche in questo senso è per evitare che si attribuisca preventivamente e infondatamente la vittoria a uno o l’altro candidato, con la possibilità che, una volta smentita, si creino dubbi e contestazioni riguardo al conteggio dei voti o al corretto svolgimento delle intere elezioni.

Naturalmente Twitter continuerà a segnalare i tweet che contengono informazioni non verificate o controverse o media manipolati e a fornire agli utenti, tramite un apposito pop-up, più informazioni di contesto rispetto allo specifico argomento e fonti affidabili tramite cui informarsi.

pTwitter ha aggiornato le policy per la campagna elettorale

Da qui all’election night americana Twitter intensificherà gli sforzi per etichettare i tweet che contengono notizie controverse o media manipolati e per fornire ai propri utenti informazioni di contesto o fonti affidabili tramite cui poter approfondire gli argomenti in questione. Fonte: Twitter

Nei mesi scorsi e per scongiurare un’ infodemia da coronavirus prima e che le proteste di piazza legate alla morte di George Floyd e alle rivendicazioni del movimento Black Lives Matter poi infuocassero ancora di più i toni della campagna elettorale per le presidenziali americane, Twitter ha molto intensificato gli sforzi in questo senso, facendo in modo tra l’altro che i tweet contenenti informazioni ingannevoli fossero penalizzati dall’algoritmo e non finissero tra quelli raccomandati. Nelle settimane a venire e fino all’appuntamento alle urne del 3 novembre 2020, osservati speciali saranno soprattutto i profili vip, quelli con più di 100mila follower e che fanno registrare alti tassi di engagement o riconducibili a personaggi pubblici, leader o partiti politici e anche nel caso di profili verificati o creati appositamente per la campagna elettorale: qualunque contenuto pubblicato da profili di questo tipo ha infatti una visibilità maggiore e potenzialmente sconfinata e non è raro che gli stessi si trasformino in super spreader di cattiva informazione o informazione manipolata ad arte.

Twitter ha aggiornato le policy per la campagna elettorale

Twitter segnalerà con un’apposita etichetta i contenuti controversi anche quando a pubblicarli saranno profili verificati di politici, vip o personaggi in vista. Non di rado questi ultimi si sono dimostrati, infatti, “super spreader” di fake news e disinformazione. Fonte: Twitter

Perché Twitter ha bannato dalla piattaforma lo scandalo dI THE New York Post sul figlio di Biden

Proprio in questi giorni, come riportano molte testate anglofone, Twitter ha bloccato un presunto scoop di The New York Post sul figlio di Biden, generando non poca polemica, ma dando anche occasione di riflettere appunto su come account di alto profilo possano avere, consapevolmente o meno, un ruolo chiave nel creare disinformazione. Lo scandalo in questione riguarderebbe un incontro, risalente ai tempi in cui Biden era vicepresidente di Obama, tra il candidato democratico e un pezzo grosso del settore energetico ucraino per cui Hunter Biden avrebbe fatto da tramite: a confermarlo sarebbero delle email ricevute da quest’ultimo e ritrovate da un tecnico informatico su un dispositivo portato in assistenza. Fonti poco affidabili e mai confermate sono, insomma, ciò che ha convinto alcune piattaforme (anche Facebook si è accodato, infatti, alla decisione di Twitter) a dare poca visibilità a quello che più che uno scoop sembra il tentativo di The New York Post – che, del resto, sottolinea Vox, non ha mai fatto mistero di avere un certo orientamento repubblicano – di mettere in cattiva luce il candidato democratico, possibilmente agendo su sondaggi che lo danno al momento favorito. La decisione di Twitter e Facebook ha ovviamente aperto un caso e rinvigorito le vecchie accuse ai social di soffrire di una sorta di “bias anti-conservativo”. Anche a voler credere alla versione di The New York Post, però, ha spiegato in un lungo thread il team di Twitter specializzato in sicurezza, l’articolo in questione contiene materiale (immagini delle email scambiate, eccetera) che è stato hackerato o ottenuto comunque senza autorizzazione e che viola per questo privacy e dati personali dei coinvolti. Da qui la decisione di far visualizzare a chiunque provasse a condividere il link in questione un messaggio di errore e di rimandare all’Help Center per avere maggiori informazioni o consultare altre fonti sull’argomento.

perché Twitter ha bloccato il pezzo del new york post sul figlio di Biden

Il team di Dorsey che si occupa di sicurezza ha spiegato che la decisione di impedire agli utenti di ricondividere il link di “The New York Post” contenente un presunto scandalo sul figlio di Biden dipende anche dalla presenza, nello stesso, di materiale hackerato e ottenuto senza autorizzazione. Fonte: Twitter/@TwitterSafety

Quello che è successo con il presunto scoop sul figlio di Biden mostra chiaramente che se Twitter ha aggiornato le policy per la campagna elettorale è anche e soprattutto per evitare i post troppo virali, soprattutto se, come spesso accade, sono post che contengono fake news , informazioni scorrette, finte notizie. Allo stesso scopo, almeno fino al voto del 3 novembre 2020 e in roll out progressivo, gli utenti non visualizzeranno più tra i tweet suggeriti quelli selezionati in base a contenuti a cui si è messo like o account seguiti. Da qualche tempo la piattaforma proponeva, infatti, ai propri iscritti una selezione di tweet raccomandati “perché ti piace…” o “perché già segui…” che avrebbe dovuto dare una mano contro filter bubble ed echo chamber e, cioè, aiutare i twitterer a scoprire di cosa stessero parlando anche bolle diverse dalle proprie. Non sempre, però, chi mette like a un tweet lo fa perché lo considera di valore; qualche volta potrebbe farlo semplicemente per segnalarlo a qualcuno o per ricordarsi di leggerlo più tardi per esempio e, allo stesso modo, tra i following di ognuno ci sono profili che semplicemente ci si è dimenticati di aver iniziato a seguire per una qualche ragione in passato: dalla piattaforma sembrano essersi accorti, insomma, che suggerire un tweet a partire semplicemente dai like che ha ricevuto è un modo troppo poco contestualizzato.

Perché twitter vuole rendere più di qualità l’ambiente informativo al suo interno (e non è il solo)

Proprio contestualizzare le informazioni sembra essere, tra l’altro, al momento la priorità della compagnia: per «garantire un processo democratico sicuro, equo e legittimo» – come si continua a leggere nella presentazione delle misure intraprese da Twitter in vista dell’election night americana – sicuramente, ma, cosa non meno importante, anche per assicurarsi un ambiente di qualità e che incoraggi gli utenti a restare e possibilmente a trascorrere ancora più tempo al suo interno. Non molto tempo fa, per la stessa ragione, Twitter ha cominciato a spiegare perché un argomento, un hashtag si trovi tra i trending topic e, da qui al 3 novembre 2020, chiunque visiti la sezione “Per te” dei trend Twitter vedrà solo fatti, argomenti, thread di tendenza accompagnati da articoli, link o fonti che diano loro più informazioni o spieghino perché quegli stessi fatti, argomenti, thread si trovino lì.

tendenze personalizzate trending topic Twitter

Fino al giorno del voto americano, tra le tendenze Twitter della sezione “Per te” si vedranno solo argomenti e hashtag accompagnati da informazioni di contesto o link e fonti utili per approfondire la notizia in questione. Fonte: Twitter

Tra le novità principali, comunque, il fatto che non si potrà più semplicemente ritwittare un tweet: più propriamente, se al momento chi vuole ricondividere con i propri follower un cinguettio che trova interessante ha a disposizione due alternative, il tasto “retweet” e quello “cita il tweet”; tra qualche giorno, e almeno fino alla fine della campagna elettorale per le presidenziali americane, il primo scomparirà e si potrà solo citare il tweet originario. È una spinta gentile (in gergo ” nudging “) con cui la piattaforma invita a prestare più attenzione ai contenuti che si condividono, un po’ come quando Twitter ha cominciato a chiedere di aprire i link prima di fare retweet.

Un passaggio in più, quello dall’editor che permette di scrivere del testo che accompagni la condivisione, che dovrebbe funzionare da frizione e scoraggiare i ritwittatori compulsivi da cui non di rado partono catene che rendono virali contenuti falsi, non verificati, controversi (mentre, va da sé, chi è davvero e genuinamente interessato a retwittare qualcosa può semplicemente limitarsi a non aggiungere alcun testo una volta cliccato sul tasto “quote”).

Su Twitter scomparirà il tasto “ritwitta” e, almeno fino al voto americano del 3 novembre 2020, chi è intenzionato a ricondividere un tweet dovrà usare la funzione “cita il tweet”. Questo passaggio in più dovrebbe scoraggiare, secondo la compagnia, i ritwittatori complusivi. Fonte: Twitter

A guardarle bene, insomma, le policy aggiornate per la campagna elettorale si aggiungono ad altre azioni già intraprese nei mesi scorsi, che avevano visto Twitter bloccare account fake russi, cinesi e turchi che facevano propaganda o bannare la pubblicità politica su Twitter e Google e Facebook aggiornare le linee guida dedicate ad annunci pubblicitari e sponsorizzazioni politiche e le policy sul fact-checking sui post dei politici. L’obiettivo è scongiurare che, come durante alcune tornate elettorali precedenti, piovessero sulle big tech accuse di lassismo nei confronti dei tentativi di alcuni soggetti, anche molto diversi tra di loro, di esercitare forme di ingerenza sul voto e sulla vita democratica dei paesi.

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