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Giovedi 13 Dicembre 2018
IntervisteTwLetteratura: la letteratura ai tempi di Twitter

TwLetteratura: la letteratura ai tempi di Twitter

Twitter, la TwLetteratura e la sharing culture: inventarsi riscrittore per scoprire la letteratura attraverso un tweet.


Angela Rita Laganà
A cura di: Angela Rita Laganà Autore Inside Marketing
TwLetteratura: la letteratura ai tempi di Twitter

Cosa può nascere dall’incontro fra Twitter e un libro? Le combinazioni potrebbero essere tante ma quella che preferisco si chiama TwLetteratura ed è una forma di sharing culture che permette ai lettori registrati sulla piattaforma di diventare riscrittori di opere letterarie. TwLetterattura nasce nel 2012 da un’idea di Paolo Costa, Edoardo Montenegro e Pierluigi Vaccaneo ed è un esempio di come nuove tecnologie possano far bene alla cultura. Il social reading comincia dalle persone e scopriamo come con Iuri Moscardi, project manager di Twletteratura.

I social network come strumento capace di rivoluzionare la fruizione della cultura da parte del pubblico. L’esperienza di TwLetteratura potrebbe essere la conferma che questa è la strada da percorrere per avvicinare e riavvicinare al libro e alla lettura?

Quando TwLetteratura è nata, pensavamo che l’utilizzo di Twitter avrebbe incrementato la produzione scritta, mentre invece a risultare fortemente potenziata è stata la lettura: infatti, per partecipare ai nostri “giochi seri” è necessario partire dal libro che noi proponiamo di riscrivere, che quindi viene letto. La cosa bella, anzi, è che più di uno dei partecipanti ai nostri giochi ci ha confermato di avere non solo letto ma anche riletto i libri: nel caso di un testo apparentemente difficile come I dialoghi con Leucò, per esempio, una nostra amica ci ha confermato di averlo riletto ben cinque volte nell’arco di due mesi. Inoltre, pur non essendoci mai stata – da parte nostra – l’imposizione di una regola ferrea, chi partecipa ai nostri progetti ha capito che non leggere il libro renderebbe la partecipazione meno significativa e meno sensata. Per questo, appunto, leggono e rileggono. In sostanza, dunque, sì: un medium all’apparenza lontanissimo dalla letteratura può riavvicinare i lettori al libro.

Nadia Terranova, in un recente articolo, afferma che un romanzo può ancora far paura. Un tweet di letteratura lo può fare?

Speriamo che lo faccia in positivo, nel senso che sia altrettanto significativo come un articolo o un dibattito dedicato alla letteratura. Il senso dei nostri esperimenti non è mai sostituirsi al libro ma parlarne, discuterne, entrarvi dentro in un modo che difficilmente altri mezzi permetterebbero. Più che fare paura, quindi, crediamo che i tweet con gli hashtag dei nostri progetti possano fare riflettere non solo i partecipanti ma anche chi scorre la timeline di Twitter in un momento qualsiasi.

Educare alla lettura e alla riscrittura sintetica attraverso Twitter. Come si diventa narratori in 140 caratteri?

Il processo è molto divertente ma all’inizio un po’ spiazzante: durante i nostri workshop notiamo infatti che, inizialmente, questa griglia così limitata viene percepita come qualcosa di difficile da utilizzare. “Ma come faccio a scrivere in così poco spazio qualcosa che ho appena letto in una forma tanto più lunga?”. Ma basta davvero poco e, sarà per la facile accessibilità o per la mancanza di formalità che un tweet (o un breve messaggio) sembrano avere in sé, e subito tutti si lanciano nella riscrittura. In questi anni, le tattiche che i nostri utenti hanno utilizzato sono state tra loro molto diverse: da quelle più immediate, come le citazioni o il riassunto, a quelle invece più artistiche e creative. Tra queste ultime, per esempio, l’uso di lingue diverse dall’italiano.  Se in #PetitPrince – riscrittura dedicata al “Piccolo principe” di Saint-Exupéry  – la lingua straniera privilegiata è stata quella francese, in altre occasioni il dialetto ha giocato un ruolo notevole, riscoperto ed utilizzato anche da utenti giovani come i ragazzi delle medie e dei licei di Calabria e Sicilia che, durante #TwSposi (la riscrittura dei “Promessi sposi” di Manzoni), lo hanno usato come insolito mezzo espressivo ma anche come modo per attualizzare – nell’ottica dell’emigrazione forzata alla ricerca di lavoro – l’altrettanto forzato Addio ai monti di Lucia. Altre tattiche possono essere l’immedesimazione dell’utente nei protagonisti del libro, i paragoni con l’attualità,l’accostamento ad altri media come foto, video e anche disegni (bellissimi quelli delle scuole elementari e dell’infanzia che hanno partecipato a #TwPinocchio).

Dall’analisi dei tweet e degli utenti è possibile osservare un’evoluzione dei comportamenti di lettura e interazione con i social. Quali sono le caratteristiche tipiche dei vostri utenti?

Diciamo che i nostri utenti tipici sono soprattutto donne, fascia d’età 35-55, istruzione e lavoro medio-alti: questo dicono le statistiche che tra di noi abbiamo elaborato. Ma, grazie a #TwSposi, #TwPinocchio  e #PetitPrince, stanno crescendo moltissimo anche gli studenti, quelli che in teoria – perlomeno per ragioni anagrafiche – dovrebbero essere più domestici di Twitter e social network. Diciamo che queste due categorie sono quelle più numerose e che entrambe mettono nei nostri progetti una passione, una dedizione,un impegno e anche una creatività incredibili e bellissimi: leggere i loro tweet è riscoprire miriadi di sfaccettature diverse di testi che pensavamo non avrebbero avuto più nulla da rivelarci.

Da “la Twitteratura non esiste, i libri e i lettori sì” a “Il social reading inizia dalle persone”. Veste grafica rinnovata, nuovo pay off ed eventi che coinvolgono scuola, turismo e imprese. Quali sono le novità in programma per l’estate?

Non è ancora estate ma il primo evento che dedicheremo alle nostre novità sarà il 18 maggio al Salone del Libro di Torino: durante un evento dedicato a #TwPinocchio sperimenteremo, insieme alla nostra comunità, un modo ancora più coinvolgente di riscrittura, sul quale non dico nulla se non che sarà davvero una sorpresa (che sperimenteremo riscrivendo “Il viaggio in Italia” di Goethe con l’hashtag #TwGoethe). Inoltre, implementeremo il nostro sviluppo come startup beneficiando del supporto del Progetto di Innovazione Culturale di Fondazione Cariplo, per il quale siamo stati selezionati nel 2014. Il cambio di slogan ci è sembrato fondamentale per segnare maggiormente l’importanza delle persone: con loro riscriviamo libri, quadri, territori, paesaggi, città, opere d’arte; con loro sperimentiamo ogni giorno modi nuovi di interpretare quello che ci circonda. E a loro pensiamo sempre, quando progettiamo i nostri progetti: perché, senza di loro, i nostri esperimenti sarebbero ben poco.

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