Un ritratto dei Millennials

Una generazione multiforme e un'opportunità incredibile per aziende e brand: i Millennials.

Un ritratto dei Millennials

Non è facile tracciare un ritratto della generazione Millennials e il fatto che gli studi in materia siano così vasti ed eterogenei è un indice significativo del peso di questa audience nello scenario economico mondiale e di quanto sia urgente il bisogno di comprenderla. Un interessante tentativo di sintesi è stato realizzato da Goldman & Sachs, che ha realizzato un’analisi approfondita dei desideri, abitudini e valori della generazione dei nativi digitali, puntando l’attenzione su una chiave di lettura fondamentale per comprendere i giovani nati dagli anni 80 in poi: è l’accesso, infatti, anziché il possesso di beni uno dei focus di questa generazione. È la possibilità di fruire di servizi,  dal car sharing al retail on-line, a regolare le relazioni con brand e aziende e a plasmare le abitudini di acquisto, seppur in uno scenario liquido, in costante trasformazione e strettamente connesso alle evoluzioni tecnologiche.

Del resto, la generazione Millennials è certamente molto istruita rispetto al passato.  Secondo uno studio del Pew Research Center, i Millennials americani sono più istruiti rispetto alla Silent Generation –la generazione che include i nati dagli anni ’20 ai ’40 . Aumenta il numero dei laureati – dal 12 al 21% per gli uomini, dal 7% al 27% per le donne– ma per quanto riguarda l’occupazione, la percentuale si è abbassata di ben 10 punti, dal 78% delle generazioni precedenti al 63% di oggi. Un dato, questo, da mettere in relazione con percorsi di studio certamente più complessi e prolungati e che incide notevolmente sulla costituzione di nuovi nuclei familiari: solo 7 Millennials su 10 sono sposati, con un conseguente innalzamento dell’età di matrimonio, dai 21 ai 27 anni in media.

E per quanto riguarda l’Italia? Un interessante ritratto della generazione Millennials italiana, con un focus specifico sugli studenti universitari, emerge da una recente indagine svolta da University2Business: un quadro certo non confortante, se si pensa che solo uno studente su 5 ha gestito un blog o un canale YouTube e manca di un adeguato spirito imprenditoriale. Sembrerebbe emergere una generazione di nativi digitali, cresciuti a pane e internet, sempre connessi con il mondo dei Social ma ignari che questa loro sensibilità possa trasformarsi in un concreto strumento di lavoro. Lo studio infine ha evidenziato una fetta consistente di studenti -ben il 42%- che stanno in panchina; hanno cioè una bassa preparazione in termini di competenze digitali e imprenditoriali: il 34% ha una buona preparazione teorica ma scarsa imprenditorialità, il 10% ha avviato qualche progetto -dallo sviluppo web ad applicazioni mobile- il 9% ha avviato progetti imprenditoriali ma non nel campo digitale e solo il 5% dei giovani Millennials può effettivamente considerarsi imprenditore digitale. Una generazione in attesa, probabilmente formata in maniera non adeguata dalla scuola e dalle università, eppure sempre connessa. Basti pensare che secondo una ricerca effettuata da Sos – Il Telefono Azzurro Onlus in collaborazione con Doxakids, un adolescente su 4 in Italia non riesce a staccarsi da smartphone e social, 1 su 2 si connette più volte al giorno e addirittura 1 su 5 è afflitto da vamping: si sveglia, cioè, durante la notte per controllare i messaggi ricevuti. Del resto 4 adolescenti su 5 chattano continuamente su Whatsapp.

Ebbene, se questa è solo una delle facce del multiforme scenario della generazione Millennials, qual è il modo più efficace con cui approcciare questo pubblico? È chiaro che le vecchie logiche del marketing invasivo non sono più valide: brand e aziende devono essere in grado di stabilire connessioni stabili e durature con i Millennials, se vogliono attirare la loro attenzione e conquistare la loro fiducia. È per questo motivo che oggi più che mai l’attenzione dei marketer deve essere orientata alla creazione di contenuti, alla valorizzazione di prodotti, al racconto di storie in grado di raggiungere una audience multiforme, in costante movimento, con una logica cross-mediale e puntando sui valori della personalizzazione, dell’unicità, dell’autenticità.  Una sfida particolarmente ardua per le imprese, ma, al tempo stesso, un’opportunità incredibile per la conquista di nuovi mercati.


Gerardo Grasso
A cura di: Gerardo Grasso Autore Inside Marketing
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