L’importanza dei contenuti di qualità per una startup

Antonio Parlato, co-founder di Spidwit, ci illustra la web application per individuare contenuti di qualità e come muoversi nel mercato delle startup.

L’importanza dei contenuti di qualità per una startup

Obiettivi, competenze, progettualità e tanta voglia di mettersi in gioco al servizio del consumatore: sono questi i pilastri per una startup di successo. L’esperienza condotta dal team di Spidwit, web application che aiuta i social media manager ad individuare contenuti di qualità, è un esempio lampante.

Muoversi in un ambiente sempre più competitivo richiede skills capaci di evolversi insieme al contesto di riferimento, che nel caso dei social media trova quotidianamente nuovi punti di svolta.

Confronto e nuovi stimoli, insieme alla costante ricerca di qualità per i propri utenti, sono le linee guida principali di Antonio Parlato, ingegnere informatico con grande esperienza nel settore media, co-founder di Spidwit. Nel mercato altamente competitivo delle startup è necessario procedere per fasi ben integrate tra loro, infatti “si tratta di una bella torta a strati e, se solo uno degli strati non funziona, la torta intera diventa inservibile“, come afferma Parlato. Lo strato base di questo processo è il prodotto stesso, seguito dal team, l’execution, per poi approdare al marketing così da comprendere come far emergere il prodotto.

Il progetto di Spidwit nasce in Sicilia, una regione, come il resto del Meridione, controversa e segnata da vari disagi. Quali sono state le difficoltà principali nell’avviare un’attività imprenditoriale?

Credo che la difficoltà nell’avviare un’attività digitale in Sicilia non sia oggi dissimile dal farlo altrove in Italia. Non si può estendere probabilmente lo stesso ragionamento ad altri tipi di attività, specialmente quelle commerciali offline’: se le infrastrutture siciliane fossero state un elemento fondante del nostro piano di sviluppo, probabilmente staremmo già sventolando bandiera bianca da un pezzo. Le difficoltà iniziali sono state legate principalmente al posizionamento del prodotto: trovare il proprio mercato significa essere veloci e reattivi nel cambiare rotta dopo aver creato un MVP (Minimum Viable Product). È dal comportamento di chi utilizza la piattaforma che si evince se si sta andando o meno nella direzione giusta. Con i miei due soci siamo passati attraverso un pivot importante che ha spostato il mercato di riferimento di Spidwit da quello consumer a quello business, un’operazione non indifferente che richiede anche il coraggio di abbandonare delle idee preconcette. È così che Spidwit è passato da semplice aggregatore di news, pensato per un pubblico di massa, a uno strumento utile per Agency e Social Media Manager.

Miglioramento della brand awarness e dell’identità d’azienda: quali sono gli step principali per portare a termine la missione?

Diventare un marchio riconoscibile nel grande rumore di fondo non è un compito facile. I social oggi hanno un potenziale altissimo perché consentono di entrare in qualunque punto del funnel di vendita di un prodotto e collateralmente aiutano a diventare una voce autorevole all’interno del mercato di appartenenza. Acquisire credibilità e riconoscibilità accelera il passaggio da semplice visitatore incuriosito a cliente fidelizzato, in chi entra in contatto col brand. Gli step principali sono: scegliere un tono di voce corretto e coerente nella comunicazione, creare una strategia di contenuti ben fatta, implementarla – curando anche gli aspetti di community management – e, ovviamente, misurarne le performance. I contenuti sono da sempre al centro di una buona strategia di comunicazione.

I social media sono il luogo preferenziale dei cosiddetti link da click baiting. Qual è la reale utilità di contenuti simili?

Personalmente evito qualunque forma di clic su articoli come ‘Guarda qui cos’è successo a questa star‘ o Ecco il segreto massimo per perdere peso che il vostro dietologo non vi svelerà mai‘. Dietro queste headline sensazionalistiche spesso si celano articoli di bassa lega, se non addirittura tentativi di scam e raggiri. Con la nostra startup abbiamo operato una scelta chiara attingendo da un set di migliaia di fonti di qualità che non pubblicano articoli orientati al click baiting. Ovviamente sta anche all’utente decidere se utilizzare o meno queste tecniche da quattro soldi e quindi accompagnare i propri contenuti con status acchiappa-clic. In generale tendiamo ad evangelizzare i nostri utenti, spiegando loro che questo tipo di approccio è miope: il prezzo di qualche clic guadagnato oggi corrisponde alla poca credibilità di domani, una fiducia che viene meno proprio dopo aver cliccato.

Per i giovani imprenditori, dunque, risulta essenziale rivolgere a se stessi domande focali prima di intraprendere un percorso imprenditoriale, perché “il primo passo è sicuramente quello del confronto, e ci sono alcune domande da cui cominciare: come hanno fatto gli altri? Qual è l’iter corretto da seguire?“, come sottolinea Antonio Parlato, evidenziando l’importanza dell’aggiornamento professionale per evitare di incappare in pregiudizi e idee retrograde.


A firma di: Laura Olivazzi Contributor
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