Martedi 23 Ottobre 2018
MacroambienteUnioncamere e la crescita delle imprese italiane

Unioncamere e la crescita delle imprese italiane

In Italia, finalmente, il numero di imprese torna a salire, con un risultato, secondo Unioncamere, per il 2015 paragonabile solo al 2007


Francesca Paola Esposito

A cura di: Francesca Paola Esposito Autore Inside Marketing

Unioncamere e la crescita delle imprese italiane

In Italia, finalmente, il numero di imprese torna a salire, con un risultato per il 2015 paragonabile solo al 2007. Tra apertura e chiusura, l’anno finisce in positivo e con 45mila aziende in più rispetto al 2014 (372mila nuove iscrizioni a fronte di 327mila cancellazioni): «dopo sette anni di crisi (interrotti dalla breve fiammata del 2010-2011), lo scorso anno il tessuto imprenditoriale ha visto un ritorno del ritmo di crescita delle imprese ai livelli pre-crisi del 2007 (+0,75%)», dopo il bilancio reso pubblico dall’Unioncamere-InfoCamere. Oggi, quindi, il numero delle aziende ammonta a 6 milioni e 57 mila unità.

Il merito lo si deve in particolar modo a giovani, stranieri, donne: solo il saldo delle aziende under 35 supera nettamente l’intero saldo annuale, mentre 32.000 unità sono quelle create dagli stranieri e 14.300 quelle da donne. L’analisi condotta, però, mette in evidenza per lo più specifici settori come il commercio, il turismo e servizi alle imprese, mentre in negativo ancora l’agricoltura, le costruzioni e le attività manifatturiere. Ciò su cui le imprese si stanno basando sono per lo più società di capitali e cooperative, mettendo da parte le aziende individuali e le società di persone, che guadagnano le retrovie.

Il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, si sente di dichiarare che «i momenti più difficili della lunga crisi che ha attraversato il Paese sono probabilmente alle spalle» grazie alla «vivacità con la quale il sistema imprenditoriale ha ricominciato a crescere» e che conta soprattutto sugli under 35 che «hanno scelto di scommettere sulle proprie capacità, dando vita a una nuova impresa. Il sistema camerale intende lavorare per fare in modo che tutte queste nuove realtà, molte delle quali sono sicuramente innovative e promettenti, superino con successo la delicata fase di start-up e si affermino sul mercato».

Insomma, l’intera penisola mostra segni di ripresa, nonostante alcune regioni come Basilicata, Marche, Piemonte, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia continuino a registrare saldi formalmente negativi, secondo una statistica del Sole24ore. Di contro, la regione più dinamica (seppur con un lieve rallentamento rispetto all’anno precedente) è il Lazio, con il suo tasso di crescita pari all’1,7%. Che sia realmente possibile tirare un sospiro di sollievo?

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