Venerdi 22 Giugno 2018
MarketingUniversal Analytics: le funzionalità e i vantaggi dell’utilizzo

Universal Analytics: le funzionalità e i vantaggi dell'utilizzo

Molto più di codice di tracciamento: Google Universal Analytics ha cambiato l'approccio al monitoraggio e all'analisi dei dati di navigazione.


Gerardo Grasso

A cura di: Gerardo Grasso Autore Inside Marketing

Universal Analytics: le funzionalità e i vantaggi dell'utilizzo

Universal Analytics è una nuova modalità di raccolta e organizzazione dei dati dell’account Google Analytics lanciata nel 2014 per comprendere meglio le interazioni di utenti e clienti in una vasta molteplicità di ambienti, guidata da una visione olistica e comprensiva dell’audience e dall’analisi integrata di dati provenienti da siti, device e app fino al tracciamento delle email e delle transazioni offline.

Scoprire se una proprietà web utilizza Universal Analytics è semplice: è sufficiente collegarsi al proprio account, precisamente nella pagina Amministrazione e selezionare l’omonima colonna Proprietà; un account Universal Analytics presenta una voce di menu, chiamata Informazioni di monitoraggio, mentre un account Google Analytics classico presenta, al contrario, la mera voce Codice di Monitoraggio. Le proprietà di applicazioni utilizzano di default Universal Analytics.

La maggior parte delle aziende e dei brand ha già effettuato lo switch dalla versione classica di Analytics a quella Universal, ma quali sono le differenze principali e i vantaggi di una simile implementazione?

Novità e funzioni di Universal Analytics

  • La prima, macroscopica differenza, consiste nel codice di monitoraggio: per entrambe le versioni si tratta di un applicazione Javascript, ma nella versione classica il codice è nominato ga.js mentre nella nuova versione Universal è anaytics.js. Entrambe le versioni, come è noto, elaborano e trasmettono una vasta quantità di dati che i server di Google trasformano in report; la differenza sostanziale rispetto alla versione classica di Google Analytics risiede tutta nella customizzazione avanzata, che consente di plasmare l’analisi e le metriche sulle specifiche esigenze di ogni brand o azienda.
  • Ricordiamo, tra le principali novità presenti nel menu dedicato Informazioni sul Monitoraggio, Elenco Esclusioni Referral, che consente di eliminare una lista di siti referral dal computo del traffico; Elenco Esclusioni Termini di Ricerca, che invece permette di eliminare specifiche ricerche di parole chiave organiche per un periodo particolare e imputarle come traffico diretto (è il caso, ad esempio, delle keyword brand o degli URL). Inoltre, il menu prevede l’opzione Sorgenti di Ricerca Organica, per aggiungere altri motori di ricerca all’elenco predefinito delle sorgenti di ricerca organica e le Impostazioni di Sessione: di default il timeout di una sessione di trenta minuti, mentre il timeout di una campagna è di sei mesi: ma è possibile customizzare il timing in base alle specifiche esigenze di ogni proprietà.
  • Una delle nuove funzioni più interessanti è User ID, che consente di associare più sessioni con un unico ID: ciò si traduce in un’analisi e un monitoraggio più accurato degli utenti e dell’esperienza di navigazione complessiva, con un’ottica squisitamente cross-device. In altri termini, è possibile avere un quadro completo del coinvolgimento generato dal sito integrando in un unico ID le sessioni provenienti da più dispositivi ed effettuate in momenti diversi. In questo modo è possibile collegare dati solo apparentemente indipendenti: è tipico l’esempio di un utente che esegue una ricerca da smartphone in un determinato giorno, effettua un acquisto dal proprio laptop tre giorni dopo e compila un form di richiesta assistenza dal proprio tablet dopo una settimana. Nella versione standard di Analytics non è possibile analizzare le interrelazioni tra tali comportamenti, che sono considerati come azioni relative a tre utenti unici e per questo conteggiati in maniera separata. L’implementazione della funzione User ID consente invece di unificare azioni e dispositivi correlati e l’analisi è decisamente più contestualizzata, oltre che più precisa nello sviscerare il comportamento degli utenti e le abitudini di navigazione.
  • Non ultima, tra le funzionalità da menzionare vi è il Measurement Protocol che consente – mediante ovviamente una minima capacità di programmazione sul codice – di inviare dati a Google Analytics provenienti da qualsiasi punto di accesso a Internet: non solo i device mobili e i pc ma anche i call-center, gli scanner per codici a barre, i punti informativi, ecc. È evidente che in un simile scenario le possibilità sono infinite: si pensi alle opportunità per i punti vendita fisici che vogliano accedere alle funzionalità di Analytics per monitorare il flusso quotidiano di clienti, o ai call center che abbiano necessità di tracciare e mettere in relazione le sessioni di visita ad un sito e le relative telefonate al centro assistenza, così come le pagine o le campagne o gli eventi (come il download di un documento o la visualizzazione di un video) che hanno portato ad un contatto diretto. Un sistema di monitoraggio così integrato è indispensabile in un contesto di iper-connessione crossdevice; in questa direttiva, Google Universal Analytics ha definitivamente aperto la strada a un nuovo, complesso, universo per il tracciamento di comportamenti, abitudini, sistemi e relazioni.
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