Venerdì 27 Novembre 2020
MacroambienteL’Università di Macerata su Animal Crossing: il primo atollo universitario virtuale parla di inclusione (in tempi di lezioni a distanza)

L'Università di Macerata su Animal Crossing: il primo atollo universitario virtuale parla di inclusione (in tempi di lezioni a distanza)

L'isola dell'ateneo marchigiano è in perfetto stile Animal Crossing: ci sono ambienti colorati e che imitano aule universitarie, sale studio, spazi esterni per lo svago. L'obiettivo è, infatti, sfruttare ambienti e meccanismi di gioco per favorire le interazioni, anche informali, tra docenti, tutor e studenti anche con disabilità e disturbi dell'apprendimento.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore
L'Università di Macerata su Animal Crossing: il primo atollo universitario virtuale parla di inclusione (in tempi di lezioni a distanza)

L’Università di Macerata su Animal Crossing è la prima università al mondo ad avere un’isola ufficiale sul popolare gioco di second life per Nintendo Switch.

Perché tutti amano animal crossing, l’ambiente di second life per nintendo switch

Animal crossing può essere considerato un “simulatore di vita” dall’estetica un po’ naïf e quasi cottagecore verrebbe da dire, considerato che l’obiettivo del gioco è costruire la propria isola di pace, in cui trovare rifugio (virtuale) dalla vita di tutti i giorni, da personalizzare con dettagli colorati, divertenti ed espressivi della propria personalità. Il gioco ha vissuto un vero e proprio boom nei mesi scorsi. Solo nel primo quadrimestre 2020 sono stati superati i 22 milioni di download per Animal Crossing e, complici l’emergenza sanitaria e le diverse misure anticontagio adottate dai governi, come in molti altri ambienti virtuali di gioco, al suo interno sono proliferati bookclub, gruppi di preghiera, circoli di sostenitori di una o dell’altra fazione politica e, naturalmente, gruppi di studio. C’è addirittura un’isola ufficiale di Joe Biden su Animal Crossing (New Horizons), creata appositamente per la campagna elettorale in vista delle presidenziali americane 2020; inoltre, chiese di diverse confessioni hanno ovviato all’impossibilità delle celebrazioni dal vivo costruendo atolli, anche architettonicamente apprezzabili, riservati a fedeli e riti. Grandi assenti, tra i soggetti ufficiali sbarcati sulla saga per Nintendo un po’ per cavalcare il fenomeno del momento e un po’ attratti dalla possibilità di raggiungere più facilmente un pubblico di giovanissimi, erano stati invece finora gli atenei: l’isola dell’Università di Macerata su Animal Crossing ha colmato questo vuoto.

Cosa c’è e cosa si può fare sull’isola dell’università di macerata su animal crossing

Al momento sull’atollo universitario ci sono aule, aree studio, ma anche zone all’aperto e dedicate allo svago e alle interazioni informali tra utenti. La creazione di un’isola dell’Università di Macerata su Animal Crossing fa parte infatti di un percorso più ampio, quello del progetto “Inclusione 3.0”, con cui l’ateneo marchigiano prova da tempo a favorire «politiche e pratiche inclusive […] a misura degli studenti con disabilità, nonché per tutta la comunità universitaria», come si legge nella presentazione ufficiale dello stesso. È innegabile, del resto, che la didattica a distanza e lo spostamento online e in remoto della maggior parte delle occasioni formative, in questi mesi di emergenza coronavirus, abbiano reso complicato per atenei, docenti, tutor rispondere alle esigenze di tutti gli studenti e in particolare degli studenti con disabilità, disturbi dell’apprendimento o bisogni educativi speciali. Sfruttare grammatica e logiche d’interazione di un ambiente ludico e interattivo come Animal Crossing, in cui l’obiettivo da raggiungere è – come già si accennava – semplicemente costruire un’isola virtuale che rispecchi la propria personalità e condividerne gli spazi con altri gamer od ospiti del gioco, può permettere insomma, soprattutto agli ultimi e più in generale a tutta la comunità universitaria maceratese, di «interagire grazie a modelli personalizzati. Dalla costruzione dell’isola, alla condivisione di argomenti importanti per il periodo che stavano vivendo – scrivono in un comunicato stampa dal gruppo che ha curato la realizzazione dell’isola dell’università di Macerata su Animal Crossing – l’isola ha permesso di dar voce ai diversi potenziali espressivi, sfruttando le modalità preferite di interazione di ciascun studente. Il progetto ha permesso di valorizzare gli svariati stili comunicativi e creare diversi percorsi di personalizzazione per continuare a incontrarsi, in un periodo così delicato come quello che gli studenti, soprattutto con disabilità, stavano attraversando».

Studenti-avatar che interagiscono tra loro virtualmente e in sicurezza: è il futuro della vita universitaria?

Già da tempo ci sono segnali che i giovanissimi usino i videogiochi anche per chattare con persone che conoscono e frequentano dal vivo e sono segnali che, a guardare bene, parlano della poca propensione dei cosiddetti “nativi digitali” a distinguere quello che avviene online da quello che avviene offline (c’è un neologismo, ” onlife “, indicativo proprio di questa condizione) o quello che avviene sull’instant messaging da quello che avviene sui videogame e via di questo passo. Costretti a casa e con molto tempo libero in più che quasi sempre si è trasformato in più tempo trascorso connessi durante il lockdown, fare incontrare e interagire i propri avatar in ambienti di gioco virtuali, fossero anche quelli istituzionali della prima isola universitaria su Animal Crossing, è stato per molti giovanissimi una sorta di rimedio all’isolamento fisico forzato del periodo. Non è un caso del resto che, dal beauty all’arte e passando per la comunicazione politica , la corsa sembra essere in questi mesi quella generalizzata a sfruttare i vantaggi dell’avatar economy.

Anche una volta superata la contingenza del momento, comunque, l’atollo virtuale dell’ateneo maceratese potrebbe continuare a essere utilizzato per sperimentare formule nuove e ibride per gli eventi universitari, specie se internazionali e che coinvolgono studenti e docenti di diversi paesi, o per l’orientamento e per aiutare i futuri studenti a capire quale percorso di studio sia quello più su misura e, ancora, come prima occasione per familiarizzare con gli ambienti universitari per esempio. L’isola dell’Università di Macerata su Animal Crossing è del resto in versione 2.0 e, già fin qui, quello per la sua realizzazione è stato un processo di crowdsourcing che, come racconta una delle docenti responsabili a Mashable, non avrebbe potuto fare a meno dell’apporto di studenti e gamer professionisti: dai primi l’idea di usare le tipiche isole di questo ambiente di gioco per riuscire a mantenere, seppur virtualmente e in remoto, le interazioni con colleghi, tutor e docenti universitari e dai secondi una mano indispensabile nel dar forma all’isola stessa. Non è secondario neanche, vista la particolare demografia degli utenti che lo frequentano, il discorso su sicurezza e cyber hygene : al momento l’atollo dell’ateneo maceratese su Animal Crossing è chiuso e accessibile solo attraverso un codice personalizzato che, secondo le ricostruzioni della stessa testata, è condiviso con poche decine di utenti; anche quando la presenza di UniMc su Animal Crossing si espanderà e si farà più stabile, comunque, è probabile che l’accesso rimarrà limitato e su invito (già la saga in sé prevede, del resto, una serie di path di sicurezza, tra cui proprio un numero limitato di utenti che possono trovarsi contemporaneamente sulla stessa isola, per tutelare i propri gamer, soprattutto i più piccoli).

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