Lunedì 26 Ottobre 2020
MacroambienteUsare Google Ads per la prevenzione dei suicidi: la missione del ricercatore Sandersan Onie

Usare Google Ads per la prevenzione dei suicidi: la missione del ricercatore Sandersan Onie

L'obiettivo del ricercatore indonesiano è sfruttare le funzionalità di Google Ads per la prevenzione dei suicidi, indirizzando le persone "a rischio" verso iniziative di supporto pensate per aiutare chiunque affronti situazioni di crisi.


Raquel Baptista
A cura di: Raquel Baptista Autore
Usare Google Ads per la prevenzione dei suicidi: la missione del ricercatore Sandersan Onie

Sandersan Onie è un ricercatore indonesiano che vuole sfruttare lo strumento per l’inserimento di spazi pubblicitari sulle pagine di ricerca di Google per una buona causa: l’idea è quella di usare Google Ads per la prevenzione dei suicidi, cercando di raggiungere le persone che, sul motore di ricerca, inseriscono delle parole chiave collegate al suicidio.

Come si potrebbe usare google ads per la prevenzione dei suicidi?

«Specialmente in questo momento di pandemia ci basta solo guardarci intorno: ci sono tantissime persone a cui possiamo offrire supporto» ha spiegato Sandersan Onie in un video pubblicato sul canale YouTube dell’Università New South Wales di Sydney. Per perseguire questo obiettivo il ricercatore lavora attualmente a un progetto con altri colleghi, presso il Black Dog Institute dell’università di appartenenza. Lo scopo del è aiutare persone potenzialmente a rischio di suicidio, reindirizzandole verso iniziative, risorse e interventi online che possano essere per loro d’aiuto in momenti di crisi: per far ciò, i ricercatori intendono sfruttare le potenzialità di Google Ads. Questo software viene utilizzato dagli inserzionisti per posizionare un sito web in cima ai risultati di una ricerca effettuata da un utente su Google, usando delle parole chiave specifiche, collegate all’argomento del sito che si vuole mettere in evidenza. Essi vogliono usare lo stesso meccanismo per raggiungere le persone che effettuano delle ricerche collegate al suicidio, promuovendo invece, tramite gli annunci di Google Ads, dei siti in cui questi utenti possono trovare il supporto adatto.

Come ha spiegato a Forbes il ricercatore specializzato nella prevenzione del suicidio, diversi studi hanno rivelato che le ricerche di termini collegati al suicidio possono essere collegate ai tassi di suicidio. Partendo da questa premessa, sembra plausibile che alcune delle persone che effettuano queste ricerche stiano affrontando delle situazioni di depressione o stiano pensando realmente di suicidarsi.

La volontà dei ricercatori di usare Google Ads per la prevenzione dei suicidi si ricollega alla necessità di mostrare a questi utenti “a rischio” che esistono delle alternative. Questo progetto è stato inserito nel programma Google Grants che permette alle organizzazioni no profit ritenute idonee di fare pubblicità su Google Ads in maniera gratuita.

La tecnologia al servizio della salute mentale: un’iniziativa che vuole raggiungere un grande numero di persone

Nel video di Forbes Onie parla anche di un altro progetto, attualmente in fase di realizzazione presso il Black Dog Institute, in cui vengono usate «differenti tecnologie per cercare di raggiungere delle persone che si ritrovano in situazioni di crisi». Egli fa riferimento per esempio all’uso di telecamere di videosorveglianza per studiare e individuare i comportamenti degli individui che generalmente portano poi al suicidio, comportamenti che possono variare a seconda del contesto (una stazione di treni oppure un ponte, per esempio). Come spiegato dal ricercatore, il team che lavora con lui si occupa attualmente dell’analisi e dell’uso di questi dati per allenare algoritmi di machine learning in modo da poter identificare questi comportamenti e raggiungere le persone «prima che sia troppo tardi».

Sono tanti gli episodi di suicidio che, per diverse ragioni, sono stati in qualche modo associati all’uso delle tecnologie e in particolare dei social network. Allo stesso tempo, però, gli strumenti digitali si sono rivelati utili per la promozione della salute mentale e per offrire supporto a persone che affrontano situazioni difficili. Proprio a questo si ispira il giovane ricercatore che, sfruttando Google Ads per la prevenzione dei suicidi, vuole fornire una risposta alla mancanza di azioni di supporto, comune a molti paesi, tra cui l’Indonesia, dove non esiste una linea di assistenza e di ascolto riservata ai cittadini per situazioni di emergenza (come il Telefono Amico Italia, per esempio). Il suo obiettivo, dunque, è anche quello di aumentare la consapevolezza sull’importanza della salute mentale in paesi in cui c’è scarsa informazione a riguardo.

Con alle spalle una storia familiare e personale caratterizzata da ansia e depressione, il ricercatore indonesiano ha nutrito il desiderio di migliorare la propria vita, la vita della propria famiglia e di tante altre persone che nel mondo affrontano problemi simili. Proprio per questo, la sua ricerca, come ha spiegato nell’intervista a Forbes, si focalizza sullo sviluppo di «soluzioni innovative per migliorare la salute mentale e ridurre il suicidio»: puntando sugli interventi digitali (particolarmente utili in un momento in cui le persone potrebbero essere meno propense a cercare un aiuto professionale, a causa della pandemia), Sandersan Onie vuole promuovere delle «iniziative che siano low cost e che possano raggiungere un gran numero di persone».

In quest’ottica, un aspetto particolarmente interessante del progetto che sfrutta Google Ads riguarda proprio la possibilità di replicarlo in diversi paesi: infatti, se da un lato le parole chiave di ricerca collegate al suicidio variano di paese in paese e di lingua in lingua, le funzionalità e il potenziale di Google Ads sono trasversali a tutti i paesi in cui lo strumento è disponibile, per cui la logica di utilizzo di questo strumento per la prevenzione del suicidio può essere facilmente ripresa e adattata a differenti lingue e nazioni.

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