Giovedi 16 Agosto 2018
MarketingUser engagement: le metriche per misurare il coinvolgimento

User engagement: le metriche per misurare il coinvolgimento

Come si misura lo user engagement? Quali sono gli indici per valutare se gli utenti hanno un'esperienza felice di navigazione?


Gerardo Grasso

A cura di: Gerardo Grasso Autore Inside Marketing

User engagement: le metriche per misurare il coinvolgimento

Big data, inbound marketing, siti progettati in base ai principi della user experience design, gamification, social Media monitoring: cosa accomuna tutte queste attività? Ciascuna di queste è una strategia per implementare e incrementare lo user engagement.

Il coinvolgimento degli utenti oggi passa attraverso una combinazione olistica di tre fattori: velocità, nella presentazione dei contenuti, intesa come perfetta funzionalità di tutte le infrastrutture web per far sì che ogni utente riceva le informazioni che ricerca rapidamente; correttezza, nel senso di pertinenza dei contenuti al fine di acquisire autorevolezza e fiducia online; qualità, intesa come ottimizzazione del contenuto attraverso layout piacevoli e accattivanti, navigazione intuitiva, possibilità di customizzazione. Sono questi i tre fattori attraverso i quali è possibile garantire un’esperienza di navigazione felice e quindi l’interazione e il coinvolgimento.

Ma in che modo va misurata lo user engagement? Quali sono le metriche da considerare per avere una visione completa sulla capacità di coinvolgimento degli utenti di un sito Innanzitutto, occorre partire dal time to start render, ossia il lasso di tempo tra la richiesta al browser di una pagina web e l’inizio dell’effettiva visualizzazione dei contenuti: ottimizzare questo intervallo di tempo può significativamente influenzare l’engagement dell’utente e la sua capacità di interazione con il sito.

Un indice simile è il time to display, che indica l’effettivo tempo attraverso il quale un utente può avviare l’interazione con una pagina web anche se non tutti gli elementi che la compongono sono caricati e visualizzabili. Questo indice è strettamente connesso al modo in cui gli utenti percepiscono l’usabilità di un sito web, nonostante non possano interagire con tutti i suoi contenuti. Si parla invece di time to interact per indicare il tempo necessario perché un utente possa acquisire un controllo completo sulla pagina web a partire dalla richiesta al browser fino a giungere all’interazione con tutti gli elementi di una pagina, compresi video o foto particolarmente pesanti.

Il bounce rate, poi, è certamente tra le metriche più conosciute per misurare l’efficacia di un website: è la percentuale di abbandono di un sito web dopo aver visitato una singola pagina. Una metrica da tenere costantemente sotto controllo perché può essere indice dei problemi di performance di un sito ma anche di pertinenza dei contenuti, perché un utente che non trova le informazioni che ricerca inevitabilmente abbandona il sito e in molti casi non tornerà più a visitarlo.

Si parla di time on site per indicare la durata di una sessione di visita, compresa tra l’atterraggio alla pagina web fino all’abbandono del sito: più un sito risulta ben strutturato, con contenuti interessanti e di qualità, una navigazione user-friendly, maggiore sarà la capacità di user engagement e quindi il tempo trascorso sul sito. Strettamente connessa al tempo di visita è la metrica denominata pages per visit, ossia il numero di pagine visitate durante la medesima sessione, un indice particolarmente utile per misurare il grado di attenzione maturata dagli utenti e la capacità del sito di focalizzare su specifici contenuti.

Ricordiamo poi il conversion rate, una metrica che ovviamente varia non solo in base alla tipologia di bene o servizio ma anche in base alla tipologia di sito: generalmente indica la percentuale di utenti che un sito è in grado di convertire trasformandoli in lead o clienti acquisiti. Molto si è scritto su questo indice, ma il presupposto imprescindibile è che un utente accetti di rilasciare i propri dati o effettui un acquisto online solo in un sito web altamente performante, affidabile, con contenuti autorevoli e veloce nelle prestazioni. A proposito di conversioni, un indice particolarmente importante è l’abandonment rate, vale a dire la percentuale di utenti che iniziano un percorso di conversione – sia esso l’acquisto o la compilazione di un form – senza portarlo a termine. Una elevata percentuale di utenti che abbandonano un certo task sicuramente è indice del malfunzionamento del sito o di scarsa affidabilità percepita.

Infine, strettamente connessa agli eCommerce va ricordato l’order value che misura il valore medio degli acquisti e transazioni effettuati dagli utenti attraverso il rapporto tra la revenue complessiva ottenuta in un dato lasso di tempo e il numero di ordini effettuati. Non esiste, dunque, un unico indice per misurare lo user engagement, ma è innegabile che la capacità di coinvolgimento esercitata da un sito web è profondamente legata al tipo di esperienza che l’utente vive attraverso la navigabilità, i contenuti e le informazioni, la velocità delle prestazioni e l’autorevolezza che un sito è in grado di comunicare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA E' vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti
×

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.