Giornale di marketing,
comunicazione e cultura digitale
Resta aggiornato:
Inside Marketing
MarketingCresce l’uso di hashtag per i contenuti sponsorizzati degli influencer e non ne intacca il coinvolgimento secondo Buzzoole

Cresce l'uso di hashtag per i contenuti sponsorizzati degli influencer e non ne intacca il coinvolgimento secondo Buzzoole

Con il report

Con il report "La trasparenza nell'influencer marketing" Buzzoole indaga come gli influencer segnalano come sponsorizzati o frutto di collaborazioni commerciali i loro contenuti: gli insight sembrano incoraggianti.

Se si guarda all’uso degli hashtag della trasparenza dati e insight sembrano sempre più incoraggianti. Forse ormai convinti che segnalare come #sponsored i post frutto di una collaborazione commerciale non intacchi la capacità degli ultimi di generare engagement o, più probabilmente, obbligati da un codice di autodisciplina introdotto in Italia dallo IAP, gli influencer hanno sempre meno remore a rendere evidente se e quando dietro alle proprie attività e ai propri contenuti sui social ci sono rapporti commerciali e partnership con i brand . Per farlo utilizzano appunto hashtag detti “della trasparenza” come #adv, #sponsorizzato, #gifted, #supplied e via di questo passo: Buzzoole ne ha tracciato l’utilizzo in Italia nel corso del 2021 su quattro delle piattaforme social più utilizzate (Instagram, Facebook, Twitter e YouTube).

Uso degli hashtag della trasparenza: dati e insight macroscopici

L’insight più macroscopico di “La trasparenza nell’influencer marketing”, il report che contiene i risultati dell’analisi di Buzzoole, è che in totale 426.233 contenuti social lo scorso anno sono stati segnalati come frutto di collaborazione commerciale.

La loro distribuzione nel tempo sembra seguire il più generale andamento del settore, influenzato com’è stato anche nel corso del 2021 dalla pandemia e dalle misure di contenimento del contagio adottate dal governo: i post segnalati come #adv sono aumentati in numero in corrispondenza con le prime riaperture, quando i brand hanno incrementato i propri investimenti in campagne con gli influencer, e la dinamica si è ripetuta simile in occasione di black friday e cyber monday e in prossimità delle festività natalizie.

post segnalati come sponsorizzati dagli influencer nel 2021

Fonte: Buzzoole

Riguardo all’uso degli hashtag della trasparenza dati interessanti mostrano come, rispetto alla rilevazione precedente, proprio questo sia aumentato del 69% almeno su Instagram e, come in parte già si accennava, come l’essere chiari sulla natura dei post non abbia intaccato la capacità degli stessi di generare engagement, se si considera che gli oltre 426mila contenuti segnalati come sponsorizzati nel 2021 hanno generato almeno 214 milioni di interazioni.

Occorre sottolineare che usare Instagram come social “campione” è motivato in questo senso sia dal fatto che continua a essere la piattaforma su cui le aziende investono di più per le campagne di influencer marketing e sia dal fatto che è qui che si concentra oltre il 65% dei post analizzati segnalati come #sponsored, cosa che di fatto rende facilmente estendibili al resto delle piattaforme i risultati riferiti a Instagram.

I settori più trasparenti dell’influencer marketing e quelli più ingaggianti

Nello stesso report Buzzoole ha provato a stilare una classifica dei settori in cui influencer e brand si dimostrano più attenti alla trasparenza, classifica che non può non risentire naturalmente di come sono distribuiti a oggi gli investimenti in campagne di influencer marketing .

Poco a sorpresa, così, il settore a cui è riferibile la percentuale maggiore di post segnalati come sponsorizzati (il 29.2% di quelli presi in considerazione, il 5.2% in meno rispetto al 2020) è quello del fashion. Segue il beauty (con 13.9% di post sul totale e un -2% rispetto alla rilevazione precedente) e al terzo posto si trova il food (con 9.8% dei post sul totale e +3.3% rispetto al 2020) che ha scalzato nel 2021, facendolo scendere al quarto posto, il settore tech (con il 9% dei post sul totale, percentuale invariata rispetto allo scorso anno).

La classifica dei settori più trasparenti continua con l’entertainment, gli accessori e il beverage. Una new entry è quella dell’health care (a cui è riferibile poco più del 3% di post): lo scorso anno gli health influencer sembrano essere stati impegnati soprattutto nello sponsorizzare prodotti che potessero proteggere dal contagio o favorire comunque il benessere generale della persona anche in isolamento o in quarantena.

influencer marketing settori più trasparenti

Fonte: Buzzoole

Anche se si guarda alla capacità di generare engagement dei post con «menzioni di trasparenza», come le definisce Buzzoole, gli insight rimangono simili: la maggior parte delle interazioni (un terzo) è raccolta da contenuti sponsorizzati nel settore del fashion, seguita da contenuti dei settori beauty ed entertainment.

I primi dieci post segnalati come sponsorizzati per numero di interazioni sono di Chiara Ferragni con il più coinvolgente in assoluto – quello in cui l’imprenditrice ospite ai GQ Awards a Berlino per ritirare il premio di “Donna dell’anno” indossa un corpetto nude look di Schiaparelli – che ha superato, alla data dell’analisi di Buzzoole, 1.8 milioni di interazioni.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

target =”_blank” rel=”noopener”>Un post condiviso da Chiara Ferragni ✨ (@chiaraferragni)

Poco più in basso nella classifica, dopo un video in cui Vic De Angelis promuove la collezione Yves Saint Laurent Beauty che ha ricevuto oltre 950mila interazioni, è possibile trovare Fedez con un contenuto video di presentazione della collezione di smalti NooN di Layla Cosmetics con cui gli utenti hanno interagito più di 940mila volte.

I brand sono sempre più attenti alle segnalazioni delle collaborazioni con gli influencer: i più virtuosi

Guardando a ogni settore e a come al loro interno i creator hanno fatto uso degli hashtag della trasparenza dati interessanti che si possono ricavare da “La trasparenza nell’influencer marketing sono quelli sui brand “più virtuosi” e che più sembrano attenti, cioè, a che gli influencer che coinvolgono nelle proprie campagne rispettino standard e accorgimenti contro la pubblicità ingannevole, almeno quelli applicabili anche nel mondo del marketing digitale, e segnalino cioè opportunamente i propri contenuti.

Per il settore del fashion, così, il marchio più citato nei post “trasparenti” degli influencer è stato Shein; seguono Nike e Adidas.

Per quanto riguarda il beauty, il podio dei brand più menzionati nelle conversazioni online su cosmetica e prodotti benessere insieme ad hashtag che chiarivano la natura commerciale dei post è formato da Nivea, Yves Rocher e Shiseido.

Nel food le prime tre aziende che si sono distinte per attenzione alla trasparenza dei post e dei contenuti progettati con gli influencer sono state Prozis, Fage e Rigoni d’Asiago.

Per il tech la maggior parte dei post che contengono hashtag come #sponsored, #adv, #suppliedby è divisa tra Oppo, Samsung ed eBay.

Guardando al mondo dell’entertainment tra i brand che hanno condotto campagne con gli influencer i più attenti a che gli stessi comunicassero le partnership commerciali alle loro community sembrano essere stati Lego, Netflix Italia e Prime Video.

Nei post adv riferiti al settore degli accessori i brand più citati sono Comete Gioielli, Kosiner e Bulgari.

Guardando alle campagne di influencer marketing per il settore beverage, invece, i nomi virtuosi quanto a trasparenza dei contenuti sembrano essere quelli di Fitvia, Martini e Tummy Tox.

© RIPRODUZIONE RISERVATA È vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti

Resta aggiornato!

Iscriviti gratuitamente per essere informato su notizie e offerte esclusive su corsi, eventi, libri e strumenti di marketing.

© Inside Marketing 2013 - 2022 è un marchio registrato ® P.iva 09229251211
loading
MOSTRA ALTRI