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MacroambienteUso della realtà virtuale in Italia: l’opinione dei consumatori e alcuni dati

Uso della realtà virtuale in Italia: l'opinione dei consumatori e alcuni dati

Quali sono le aspettative degli italiani relativamente all'uso della realtà virtuale nel contesto d'acquisto? Alcuni dati sull'opinione dei consumatori e sulla diffusione di questa tecnologia dall'inizio della pandemia in Italia e in Europa.

Quali sono le opinioni dei consumatori sull'uso, da parte delle aziende, della realtà virtuale in Italia? I dati da uno studio di Capterra.

Negli ultimi anni la realtà virtuale ha rivelato le sue grandi potenzialità in diversi settori. Questa tecnologia, oltre ai vari utilizzi, può essere usata all’interno del punto vendita per aumentare il customer engagement oppure può rappresentare un’alternativa allo store fisico e quindi può essere utilizzata per proporre tour virtuali, per “testare” i prodotti a distanza prima di comprarli. Cosa però sanno e cosa sperano i consumatori relativamente all’uso di questa tecnologia per migliorare l’esperienza d’acquisto? Capterra ha condotto un’indagine sull’uso della realtà virtuale in Italia, analizzandone il livello di diffusione anche in altri Paesi Europei da quando ha avuto inizio la pandemia da COVID-19.

Realtà virtuale in Italia: cosa si aspettano i consumatori?

La realtà virtuale consente non agli utenti non solo di sentirsi completamente immersi all’interno di un ambiente simulato, ma anche di interagire con questo contesto virtuale. La tecnologia in questione offre ai brand infinite possibilità di interazione con i consumatori, i quali, stando ai risultati della ricerca di Capterra sull’uso della realtà virtuale in Italia, sono sempre più consapevoli delle sue potenzialità. Infatti, il 65% del campione, costituito da 990 italiani, ha dichiarato di aver utilizzato o di voler utilizzare la realtà virtuale per effettuare degli acquisti (il 9% degli italiani l’avrebbe già sperimentata e il 56% avrebbe intenzione di farlo in futuro).

In quali settori gli italiani vorrebbero sfruttare la realtà virtuale?

Dai dati della ricerca è emerso che i consumatori sarebbero interessati maggiormente a utilizzare questa tecnologia per la prova e per l’acquisto di prodotti appartenenti ad alcune categorie specifiche: il 78% dei consumatori vorrebbe utilizzare la realtà virtuale per l’acquisto di abbigliamento e di accessori (il 64% l’avrebbe già utilizzata a questo scopo); il 67% vorrebbe servirsi di questa tecnologia per l’acquisto di arredamento e di decorazioni (solo il 32% ha però avuto modo di utilizzarla in questo settore); il 57% degli italiani vorrebbe sfruttare la VR per l’acquisto di cibo e di bevande ma solo il 45% l’ha già sperimentato.

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Fonte: Capterra

In alcuni settori in particolare la VR potrebbe rivelarsi più utile per permettere ai consumatori di vedere meglio i prodotti, osservandoli da diverse prospettive o angolature (per esempio nel caso di oggetti di arredamento o di decorazione) oppure potrebbe essere utile per ricreare virtualmente degli spazi fisici (è il caso di tour virtuali nel settore immobiliare). Secondo la ricerca di Capterra, il 56% degli italiani vorrebbe farne uso per la realizzazione di tour virtuali nelle abitazioni, anche se solo il 32% degli intervistati l’avrebbe già provata in questo senso.

La realtà virtuale può infatti rivelarsi un’ottima opportunità per le agenzie immobiliari che intendano offrire un’esperienza innovativa ed efficiente. Come emerge da uno studio condotto da Casa.it i consumatori avrebbero manifestato un’apertura in questo senso. Secondo l’indagine condotta ad aprile 2020 su 3700 italiani alla ricerca di casa, il 32% preferirebbe una visita virtuale all’immobile prima di vederlo di persona.

Coronavirus e ricerca della casa: i risultati della ricerca di Casa.it
Coronavirus e ricerca della casa: i risultati della ricerca di Casa.it

Non a caso, sempre più startup e aziende creano tour immobiliari. Simili tour possono essere utili anche per ricreare (almeno parzialmente) l’esperienza in-store oppure nel settore culturale per la realizzazione di visite virtuali ai musei e ai monumenti turistici.

Quali sono i dispositivi più usati per acquistare con la VR?

La ricerca di Capterra aveva tra gli obiettivi quello di conoscere il grado di utilità e il livello di adozione di questa tecnologia nella vita quotidiana dei consumatori, provando a far luce anche sugli strumenti più utilizzati per fare acquisti con la realtà virtuale in Italia.

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Fonte: Capterra

Tra gli intervistati che hanno effettuato acquisti online sfruttando la realtà virtuale, il 58% lo ha fatto utilizzando degli appositi visori; il 31% ha fatto uso di applicazioni di VR installate sullo smartphone e utilizzando delle cuffie; l’11% ha usato dei browser web per navigare in un ambiente 3D (come nel caso delle visite a store virtuali come quello di Ralph Lauren).

I benefici della VR secondo i consumatori e cosa è cambiato con la pandemia

Certamente la pandemia ha accelerato notevolmente la digitalizzazione di molte imprese che, a causa delle misure di contenimento dei contagi, hanno dovuto trovare delle soluzioni alternative per continuare a fornire i propri servizi e prodotti ai clienti.

Così, anche la realtà virtuale potrebbe rientrare tra gli strumenti atti a fornire una soluzione più sicura – riducendo le occasioni di potenziale contagio – rispetto alla visita e all’acquisto in negozio. Sembra essere proprio questa l’opinione di un buon numero di consumatori: secondo il sondaggio di Capterra, il 50% degli italiani vedrebbe nella VR un valido modo per ridurre il rischio di contagio.

Tra gli altri benefici, il 61% dei consumatori ha menzionato la possibilità di vivere un’esperienza simile a quella del punto vendita senza però uscire di casa; per il 44% si potrebbero ottenere maggiori informazioni sul prodotto; secondo il 42% dei consumatori questa tecnologia renderebbe il processo di acquisto più rapido (non dovendo recarsi in negozio); per il 41% si tratterebbe di un’esperienza di acquisto più divertente.

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Fonte: Capterra

Per quanto riguarda i principali svantaggi, su 342 consumatori che hanno risposto di non aver usato mai la realtà virtuale, il 54% ha spiegato che preferirebbe vedere e provare i prodotti, di persona, prima di comprarli.

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Fonte: Capterra

L’indagine di Capterra ha analizzato anche il grado di diffusione di questa tecnologia dall’inizio dell’emergenza sanitaria non solo in Italia ma anche in altri paesi europei. Dopo la pandemia, il 53% degli italiani sarebbe più propenso a utilizzare la realtà virtuale; in Spagna questo dato sale al 62%; in altri paesi, invece, l’impatto della pandemia sulla diffusione di questa tecnologia è stato minore, con il 45% dei consumatori nel Regno Uniti che ha dichiarato di essere ora più propenso a utilizzarla; dato che scende al 42% in Francia e al 36% in Germania.

I dati di Capterra relativamente all’accelerazione dell’uso della VR dopo la pandemia sembrano in sintonia con altre voci che indicano un aumento dell’interesse nei confronti di questa tecnologia anche in altri ambiti. Un esempio è l’aumento dell’utilizzo di piattaforme di videoconferenza in VR come Spatial, pensate per ottimizzare il lavoro da remoto , ma anche l’aumento dell’uso di questi strumenti nell’industria del turismo per la realizzazione di esperienze di viaggio virtuali e immersive.

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