Venerdì 27 Novembre 2020
MacroambienteProfessionisti italiani: uno su due usa Immuni, soprattutto in caso di contatti duraturi con i clienti

Professionisti italiani: uno su due usa Immuni, soprattutto in caso di contatti duraturi con i clienti

La ricerca di ProntoPro.it ha un valore soprattutto qualitativo dal momento che indaga su cosa ha spinto i professionisti italiani a scaricare Immuni, quali categorie professionali usano di più l'app di contact tracing e in che momenti, ma anche da cosa deriva un certo scetticismo nei suoi riguardi.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore
Professionisti italiani: uno su due usa Immuni, soprattutto in caso di contatti duraturi con i clienti

Mentre arrivano la notizia dell’interoperabilità con le app di tracciamento di altri Paesi europei e i rumor sulle presunte intenzioni del premier Conte di rendere obbligatorio il contact tracing almeno in occasioni a rischio come l’utilizzo dei mezzi pubblici, c’è chi ha provato ad analizzare i dati sull’uso di Immuni tra i professionisti italiani. ProntoPro.it ha chiesto infatti agli iscritti al proprio portale se avessero già scaricato l’app ufficiale per il tracciamento del contagio, quando e, in caso di risposta negativa, se intendessero farlo in vista della tanto discussa seconda ondata e, ancora, principalmente in quali situazioni si accertassero di avere l’app attiva e funzionante. Si precisa comunque che il campione non è vastissimo, ma, raccogliendo oltre cinquecento categorie diverse di servizi, è comunque almeno qualitativamente rappresentativo della popolazione dei professionisti italiani.

Uso di immuni tra i professionisti italiani: alcuni insight

I risultati confermano quello che è il quadro più generale del successo e dell’efficacia dell’app italiana per il tracciamento dei contatti: poco più di un professionista su due (il 53% del campione ProntoPro.it per l’esattezza) la utilizza già, anche se la buona notizia è che, anche tra chi non l’ha ancora scaricata, uno su tre si dice disposto a farlo ora che il numero di contagi giornaliero sta crescendo nuovamente.

uso di Immuni tra i professionisti italiani chi la scarica

Un professionista italiano su due ha già scaricato e utilizza Immuni, ma la percentuale potrebbe crescere ora che anche la curva dei contagi sta salendo nuovamente. Fonte: ProntoPro.it

uso di Immuni tra i professionisti italiani seconda ondata

L’uso di Immuni tra i professionisti italiani è concentrato in particolare nella fascia di chi ha tra i 25 e i 34 anni: qui la percentuale di freelance o lavoratori autonomi che hanno scaricato l’app sale al 59%. Anche i professionisti senior e over 55 si sono mostrati sensibili all’appello istituzionale di scaricare e utilizzare un’app come questa che faciliti la ricostruzione delle catene di contagio: in questa fascia di età, infatti, almeno il 55% degli intervistati ha Immuni sul proprio smartphone.

Tra i 35 e i 54 anni, fascia d’età a cui non è difficile immaginare appartenga il grosso dei professionisti nostrani, l’uso di Immuni cala invece sotto la media nazionale (rispettivamente al 51% per chi ha tra i 35 e i 44 anni e al 52% per chi ha tra i 45 e 54 anni). Le principali ragioni che spingono a non scaricare l’app per il contact tracing sarebbero la preoccupazione per la violazione della propria privacy (per il 35% degli intervistati che non usa Immuni) e i dubbi sulla sua stessa utilità (il 32% del campione confessa di nutrirne alcuni). C’è però anche una percentuale di lavoratori non indifferente (più di uno su quattro) che non ha Immuni sul proprio telefono perché quest’ultimo non la supporterebbe.

uso di Immuni tra i professionisti italiani perché non la scaricano

Preoccupazioni riguardo alla privacy e dubbi sull’efficacia del tracciamento dei contagi sarebbero le principali ragioni per cui i professionisti italiani non scaricano e non utilizzano Immuni. Fonte: ProntoPro.it

Gli insight sull’uso di Immuni tra i professionisti italiani si spingono, comunque, a tratteggiare una sorta di ritratto di chi sfrutta l’app per mantenersi sicuro e protetto anche sul lavoro e, quasi sempre, per citare la stessa ricerca, si tratta di individui «che hanno a cuore la collettività e con affetti stabili». I professionisti che usano Immuni, cioè, sono quasi sempre sposati, divorziati o in diverso modo coinvolti in una relazione di coppia e nel 70% dei casi hanno dei figli.

I dati più interessanti riguardano, comunque, come il tipo di attività che svolgono e in particolare la probabilità che si trovino quotidianamente a contatto con molte persone diverse funzionino da incentivo a scaricare l’app. La maggior parte dei professionisti che già usano Immuni apparterrebbe, infatti, alla categoria di chi riceve clienti in studio o si reca personalmente a domicilio del cliente per offrire il proprio servizio. Ben oltre un lavoratore su due, cioè, tra chi organizza corsi o lezioni private – di lingua, di musica, di ripetizione di materie scolastiche, ecc. – ha scaricato e ha attiva Immuni; il rapporto è grosso modo uguale anche tra i professionisti del mondo casa – come imbianchini, idraulici, elettricisti, ecc. – e per chi si occupa professionalmente di cura e benessere della persona – in questo caso inclusi anche estetisti, personal trainer e personale sanitario come dermatologi e psicologi.

quali sono i professionisti che più usano immuni

L’uso di Immuni tra i professionisti italiani è generalizzato soprattutto tra chi passa molto tempo a contatto con i propri utenti, sia in uno studio privato e sia a domicilio. Fonte: ProntoPro.it

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