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Content marketing: come gestire i propri contenuti?

Il content marketing è fondamentale per la propria strategia. Per migliorare i propri contenuti, però, è necessario seguire alcuni step.

Content marketing: come gestire i propri contenuti?

Tra le innumerevoli sottocategorie del macrosettore del marketing vi è anche il content marketing, che sembra stia acquisendo sempre più popolarità poiché consente di far crescere il proprio business online, attraverso i contenuti del proprio blog o della propria pagina Facebook.

In primo luogo è importante, però, sapere come funziona, in modo da applicare determinati principi alla propria attività, concetto valido sia per le aziende B2B che per quelle B2C. Nello specifico sono quattro le parti fondamentali del processo da non trascurare:

  • creazione dei contenuti;
  • ottimizzazione dei contenuti;
  • distribuzione dei contenuti;
  • analisi dei contenuti.

Una volta messa in campo una strategia di content marketing è importante riuscire a capire quali sono i contenuti che performano meglio e se le migliori prestazioni derivano da questa precisa parte del processo. Da una buona riuscita della strategia, attraverso i contenuti adatti, si ottiene un miglioramento della brand awareness, cosa possibile utilizzando piattaforme come Facebook. Il principale vantaggio a lungo termine che ne deriva, però, è sicuramente l’aumento del traffico sul proprio sito web tramite la ricerca organica: con la pubblicazione di contenuti sul blog, la scelta delle giuste parole chiave e un po’ di pazienza sarà semplice attirare traffico organico durante il ciclo di vita del business. Si tratta di un aspetto fondamentale e, quindi, è necessario capire come mantenere vivo un contenuto.

Come aumentare il tempo di vita di un contenuto?

Una delle caratteristiche dell’inbound marketing è il potere acquisito dai consumatori in una nuova prospettiva utente-centrica. La chiave è, quindi, la creazione di contenuti che l’utente vuole e sta cercando. Nello specifico, attrai, converti, chiudi, delizia sembrano essere i quattro punti che muovono un estraneo a visitare un sito. Una volta intercettati i bisogni degli utenti con il giusto uso delle parole chiave sta ai contenuti prodotti dal brand riuscire ad ottenere da tale ‘interesse’ un lead o una vendita.

Con un buon servizio di CRM (customer relationship management) si dovrà puntare, poi, alla fidelizzazione per guadagnare un cliente soddisfatto. È legittimo però chiedersi come far sì che i propri contenuti risultino sempre rilevanti e interessanti. Gli step da seguire sono tre:

  1. Condividere. Una volta prodotto un contenuto diventa essenziale distribuirlo correttamente affinché le persone possano leggerlo. Condividere un contenuto solo una volta non basta, perché gli utenti potenzialmente interessati potrebbero non essere su Facebook o su Twitter in quell’esatto momento. Anche utilizzare una strategia di email marketing non garantisce il successo, soprattutto se si considera che, mediamente, un blog post inserito in una newsletter viene visualizzato da circa il 5% degli iscritti. È opportuno, quindi, condividerlo più volte. Inoltre, grazie ai software che forniscono report sulle campagne di email marketing è possibile inviare una seconda volta la stessa newsletter a chi non l’ha aperta in precedenza.
  2. Nutrire i vecchi contenuti. Dopo aver ottenuto più traffico sui propri contenuti a partire dalle numerose condivisioni non è possibile pensare che il lavoro sia finito. È necessario riprendere i vecchi contenuti ed aggiornarli costantemente in modo da generare ancora più visite al proprio portale. Gli studi dimostrano che l’aggiornamento dei contenuti non ne garantisce soltanto la promozione, ma porta a lungo termine vantaggi maggiori e numeri più elevati. Un’idea potrebbe essere quella di analizzare tutti i vecchi post e migliorare quelli che hanno ottenuto risultati non eccelsi.
  3. Analisi. Le due fasi precedenti non sono ancora abbastanza per potersi ritenere soddisfatti ed infatti, a questo punto, entra in gioco l’analisi dei dati. Se non la si fa si lasciano sfuggire delle grandi opportunità, in quanto dalla lettura di quello che sta accadendo ai contenuti pubblicati su un sito è possibile elaborare una futura strategia. Il primo passo è fare un’analisi granulare, ossia l’analisi di ogni singolo post, valutando le conversioni derivate da quel particolare post, tralasciando le visite e le azioni specifiche degli utenti. È possibile, infatti, identificare i contenuti top da cui partire per ottenere risultati sempre migliori.

Il valore di vita di un blog post

Nonostante il blogging sia una delle principali attività del content marketing, gli studi indipendenti circa il suo valore e la sua potenza ad oggi sono davvero pochi. IZEA, però, ha commissionato una ricerca dal titolo “Il valore di vita di un post sul blog” per scoprire l’esatto valore di un blog post, fornendo al marketing dati da confrontare con gli altri mezzi a disposizione.

Lo studio ha rivelato che la durata della vita di un post è quasi 24 volte maggiore rispetto alla misura attualmente accettata di 30 giorni, dimostrando che le pratiche di misurazione tradizionali non sono solo imprecise, ma sottovalutano significativamente le prestazioni di un post sul blog.

Inoltre sono state individuate tre distinte “fasi di vita“: Shout, Echo, Reverberate.

Content marketing: come gestire i propri contenuti?

Fonte: clearslide.com

  • Shout: questa fase produce un picco ripido iniziale di impression che si verifica entro la prima settimana.
  • Echo: questo periodo inizia poco dopo e dura fino ad un mese, quando il 72% delle impression del post sono state ormai raggiunte.
  • Reverberate: la terza e probabilmente meno studiata fase del ciclo di vita di un post. Include il 28% delle impression rimanenti e dura dal primo giorno, dopo il primo mese, fino al settecentesimo giorno. È una fase importante sia per i creatori di contenuti che per il marketing, in quanto è qui che si verifica il valore della coda lunga. Si tratta anche dello step che la maggior parte delle metriche sui post non riesce a prendere in considerazione e quantificare.

A firma di: Annette Palmieri Contributor
© RIPRODUZIONE RISERVATA E' vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti
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