Lunedi 15 Ottobre 2018
MacroambienteVamping: cause ed effetti della nuova tendenza giovanile

Vamping: cause ed effetti della nuova tendenza giovanile

Il fenomeno del vamping sta coinvolgendo gli adolescenti di tutta Italia, spinti a connettersi di notte. Quali le cause e gli efffetti?


Giuliana Maria Volpe

A cura di: Giuliana Maria Volpe Autore Inside Marketing

Vamping: cause ed effetti della nuova tendenza giovanile

Il vamping, la tendenza a restare connessi sui social per l’intera notte, è un fenomeno che è nato originariamente negli Stati Uniti e che si sta rapidamente diffondendo anche in Italia. È in continuo aumento, in effetti, il numero di adolescenti che restano connessi fino a notte inoltrata per chattare e postare foto, pensieri e stati d’animo. Si tratta di ragazzi che, alla stessa stregua dei vampiri – da cui deriva, appunto, il nome del fenomeno – sembrano vivere la propria vita sociale e social nelle ore notturne, sentendosi poi stanchi, fiacchi e inconcludenti nelle ore diurne, nelle quali dovrebbe espletarsi la vera vita adolescenziale.

Il progresso delle tecnologie, la diffusione dei social network e l’immenso potenziale che li caratterizza esercitano un fascino irresistibile per gli adolescenti. Come è risaputo, l’adolescenza è una delle fasi più delicate e problematiche della vita di una persona: è questo periodo, infatti, a segnare il passaggio da una fase infantile ad una fase “pre-adulta”. Per compiere questo passaggio, i ragazzi devono formare la propria personalità, inglobando e integrando i vari modelli educativi appresi da genitori, pari e insegnanti, secondo una propria e personale lettura. Proprio perché la personalità non è ancora del tutto delineata, è possibile che si tenti di seguire anche modelli non propriamente adeguati, cominciando ad assumere comportamenti dannosi, come ad esempio il vamping.

Cause ed effetti del vamping

Le cause del vamping si collegano a varie aree della personalità del ragazzo; tra le principali sicuramente vi sono la tendenza alla ribellione e la mancanza di socializzazione. Il bisogno di ribellione, tipicamente adolescenziale, spinge i giovani ad aspettare la quiete notturna per collegarsi: la notte costituirebbe, difatti, l’habitat perfetto per effettuare ciò che non è concesso durante la giornata, liberandosi così dal controllo genitoriale. Nello specifico, le attività notturne degli adolescenti spaziano dal guardare serie TV al chattare su Facebook, postando contemporaneamente foto e selfie su Instagram e generano sia una sensazione di libertà, dovuta alla trasgressione delle regole e delle raccomandazioni ricevute, sia un piacevole accenno di autonomia. In effetti, grazie al vamping, i ragazzi azzerano il controllo genitoriale, sentendosi così gli unici padroni della loro vita e gli unici artefici delle loro azioni.

Un’altra causa del vamping è sicuramente la scarsa concretezza nelle attività di socializzazione. Proprio perché l’uomo è un animale sociale, la socializzazione è un aspetto fondamentale della vita umana e in quanto tale non può e non deve essere trascurato o relegato in secondo piano come sta pericolosamente accadendo nella società contemporanea. In effetti, gli adolescenti di oggi vivono una vita molto laboriosa caratterizzata da mille impegni: la scuola, lo sport, altre attività culturali extracurriculari che impediscono, difatti, di stare insieme ai coetanei per il solo piacere di farlo.

Ovviamente questo crea un vuoto relazionale che i ragazzi cercano di colmare di notte proprio grazie al vamping che può essere associato, inoltre, anche al bisogno di sentirsi speciali: essere coinvolti in notturne multichat fa sperimentare all’adolescente la piacevole sensazione di essere parte di un gruppo unico che ha delle altrettante uniche modalità di comunicazione e di richiamo.

Per quanto riguarda le conseguenze, si percepisce come il vamping sia un fenomeno non avulso da dannosi effetti sui ragazzi. Come dimostra una ricerca condotta dalla Goldsmith University di Londra e dalla Tel Aviv University su adolescenti e vamping, i ragazzi che dormono male e poco rischiano di manifestare vari problemi, come ad esempio comportamenti antisociali o predisposizione a sviluppare dipendenze da sostanze come alcol e droghe. Considerando che si rimane svegli fino a tardi, il principale effetto collaterale è la scarsa qualità del sonno che si ripercuoterebbe su molteplici aspetti della vita. Dormendo poco di notte, durante il giorno si è stanchi, poco attenti e concentrati, si è irritabili ed aggressivi.

In altre parole, il vamping e il continuo connettersi notturno potrebbe generare disturbi dell’umore come ansia e depressione, disturbi dell’alimentazione nonché del comportamento a scuola e in famiglia. Infatti, non sono rari i casi di scontri con i genitori che, sentendo di non saper gestire la gravità della situazione, finiscono per imporre ai figli limitazioni e restrizioni che hanno solo l’effetto contrario.

Il vamping potrebbe diventare anche una vera e propria ossessione che spingerebbe gli adolescenti a non avere altre esigenze al di fuori del collegarsi di notte e controllare i commenti ai post e le notifiche di WhatsApp, il che sfocerebbe in una dannosa dipendenza che altererebbe l’equilibrio psicofisico dei giovani.

Gestione del problema

Fatte queste valutazioni, bisogna precisare che ci sono degli accorgimenti che se seguiti permetterebbero una corretta gestione del vamping per evitare che si tramuti in una insalubre abitudine. Ovviamente spetta ai genitori il compito maggiore che dovrebbero:

  • educare i figli alla tecnologia fin da piccoli, attraverso delle regole ben precise che scandiscano tempi e modalità per il consumo di TV, smartphone, videogame, computer e internet;
  • concedere ai ragazzi lo spazio necessario a un’adeguata socializzazione: trovare dei momenti in cui possano essere liberi di stare con gli amici senza nessuna ulteriore “distrazione” intorno;
  • essere qualitativamente presenti nell’adolescenza dei figli con discrezione, in modo da configurarsi come dei punti di riferimento su cui poter fare affidamento in caso di dubbi, bisogni e necessità.
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