Video advertising online: analisi e prospettive future

Secondo uno studio di Videology, i video online negli anni si svilupperanno notevolmente. Quale futuro, dunque, per la video advertising?

Video advertising online: analisi e prospettive future

Videology, azienda leader nella fornitura di software per la video advertising, ha commissionato uno studio – condotto dalla Forrester Consulting – per comprendere quali sono i fattori che spingono le agenzie e gli inserzionisti ad investire o non investire in questa forma di pubblicità sia online che in TV. Tra i soggetti studiati sono stati presi in considerazione i cento maggiori inserzionisti, agenzie di comunicazione, produttori di contenuti video (sia online che tradizionali) statunitensi.

I risultati hanno mostrato un trend interessante: sia i media buyer che i venditori stanno abbracciando il cambiamento introdotto dai video online, ma lottano ancora per risolvere le sfide poste dalle abitudini del consumatore.

Nei prossimi tre anni

  • il 73% dei soggetti coinvolti nello studio prevede un aumento del consumo di video online di lunga durata;
  • il 77% prevede un aumento della visualizzazione di video da smartphone;
  • il 79% prevede che più tempo sarà speso a guardare smart TV tramite una connessione Internet.

Nonostante le previsioni e la sempre maggiore fruizione di contenuti via web, però, l’indagine ha anche rivelato una costante presenza della televisione come mezzo da utilizzare per campagne pubblicitarie e una ottimistica crescita anno dopo anno. In effetti, il 49% degli intervistati crede che il tempo trascorso a guardare la TV tradizionale aumenterà nei prossimi tre anni.

La sensazione, dunque, è che la televisione non stia del tutto scomparendo dalla nostra quotidianità. A tal proposito il CEO di Videology ha dichiarato: «Il futuro della video advertising non riguarda solo il cambiamento dei video digitali, è un approccio olistico che abbraccia tutti gli schermi. I confini tra TV e video sono netti, ma indistinguibili per i consumatori e le pubblicità di maggior successo avranno lo stesso approccio». 

Video advertising

La tecnologia, però, avanza. Dalla ricerca, a tal proposito, emerge che

  • il 72% degli intervistati si aspetta che i video incideranno in maniera decisiva durante il processo d’acquisto nei prossimi tre anni;
  • il 71% pensa, invece, che gli inserzionisti sposteranno i soldi dalla TV tradizionale ai canali digitali nei prossimi anni;
  • il 76% ritiene che la tecnologia sarà una componente fondamentale per il successo di un’impresa.

Lo studio, inoltre, rileva che quando si tratta della TV tradizionale gli acquirenti accettano più facilmente sfide rispetto a un targeting di clienti specifici perché dopo anni di esperienza e di studi nel settore hanno una certa sicurezza nello scendere in campo. Grazie anche alle nuove tecnologie, però, è più facile individuare i contenuti appropriati, legando quindi i video tradizionali a quelli digitali. Le frodi e la visibilità restano, comunque, le grandi preoccupazioni per agenzie ed inserzionisti. Dei soggetti intervistati

  • il 50% ha mostrato preoccupazioni rispetto alle frodi o ai bot che influenzano negativamente la loro spesa pubblicitaria;
  • il 47% ha mostrato preoccupazioni circa la visibilità dei propri annunci.

Le maggiori preoccupazioni riguardano, quindi, la poca chiarezza circa i dati di insight che vengono forniti dalle varie piattaforme su questa tipologia di contenuti digitali. Si temono dati falsati rispetto alla propria audience per ciò che concerne la composizione e le viewability fornite.

Cosa pensa il gigante Facebook della video advertising?

I video non sono più una parte remota e dimenticata del Facebook marketing e neanche un accessorio dell’advertising. Da quando la Rete ha permesso la riproduzione automatica dei video nel newsfeed, nel 2014, essi sono diventati parte integrante della piattaforma che rivaleggia (e, per certi versi, supera) anche YouTube.

Considerato il rapido aumento della reach (almeno secondo le statistiche fornite da Facebook stesso), molti marketer sono fortemente tentati dallo spingere il loro budget interamente su questo tipo di contenuto. E, in una certa maniera, questa tentazione ha un fondamento: il maggior successo dei post sulla più grande piattaforma di social media nel mondo suona come un fattore determinante per il successo di un intero business. Può, però, un’azienda vivere di sole views? Quando si prende in considerazione la possibilità di caricare e sponsorizzare video su Facebook bisognerebbe conoscere in maniera approfondita tutti gli aspetti della questione.

Tra quelli positivi vi è sicuramente il fatto che Facebook sia la più grande rete di social media del mondo, con quasi 1,5 miliardi di utenti attivi al mese. Allo stesso tempo, i video del social network possono raggiungere qualsiasi utente in qualsiasi parte del mondo, a differenza della TV tradizionale che ha degli spot studiati ad hoc. I video, inoltre, sono senza dubbio efficaci per lo storytelling e per commercializzare visivamente un prodotto. YouTube in precedenza era considerato il fulcro della pubblicazione di video digitali, ma ha ora una vasta concorrenza: Facebook ha registrato non meno di 8 miliardi di video visti al giorno, che superano l’ultimo rapporto pubblicato da Youtube (7 miliardi).

Mentre però la rete ha compiuto degli sforzi significativi per migliorare gli strumenti di analisi per il video marketing, le metriche del più grande social al mondo restano ancora indietro rispetto a YouTube. La riproduzione automatica del video comporta una riproduzione costante del contenuto, quindi Facebook non ha modo di distinguere le visualizzazioni passive da quelle attive. Su piattaforme come YouTube in cui la visualizzazione scatta solo in caso di una partecipazione attiva, invece, non si verifica questo stesso problema che porterebbe a un dato falsato.

I dubbi da parte degli inserzionisti sono quindi fondati? Quando si parla di video advertising non si può prescindere dalla valutazione “Facebook vs YouTube“, non bisogna credere, infatti, che una piattaforma escluda l’altra, perché entrambe hanno aspetti positivi da poter sfruttare al meglio. Qual è, dunque, il futuro della video advertising? La sensazione, in seguito a quest’analisi, è che avrà un ruolo da protagonista per la narrazione dei brand e per la narrazione dei prodotti.


A firma di: Annette Palmieri Contributor
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