Videology e la programmatic revolution

Il video advertising e la programmatic revolution secondo José Enrique Rodriguez, Regional Manager Southern Europe di Videology.

Videology e la programmatic revolution

Quella che il programmatic advertising sta vivendo è una vera e propria rivoluzione fatta di un diverso approccio alle metriche utilizzate per la misurazione delle performance e di una maggiore attenzione alla brand safety. Qual è il punto di vista dei provider tecnologici a riguardo? Di questo ne parliamo oggi con José Enrique Rodriguez, Regional Manager Southern Europe di Videology.

Un mercato che nasce nel 2009 e che da quel momento è sempre stato in continua crescita. Che cos’è il programmatic advertising per Videology? Secondo lei, in questa programmatic revolution vince il brand più grande o quello più intelligente?

Il programmatic advertising è semplicemente una forma di advertising in tempo reale che unisce dati, matematica e tecnologia per offrire all’inserzionista efficienza e prestazioni superiori. Il programmatico è molto più del semplice RTB in quanto non è il prezzo l’unica variabile che determina il successo della campagna. Quando si parla di advertising a mezzo video non bisogna dimenticare un aspetto fondamentale: l’utilizzo del potere della vista, del suono e del movimento ne fanno un efficace strumento di costruzione del brand. Il programmatic advertising è accessibile a tutti gli inserzionisti e il suo successo può essere definito in vari modi, dall’efficienza nel risparmiare, dalle campagne di targhettizzazione, dalla consapevolezza del brand, dalle metriche della campagna e anche dal ROI. Il segreto sta nel dare alle agenzie e ai brand stessi un maggiore potere decisionale affinchè si orientino al meglio verso il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Quali sono i parametri di riferimento nella misurazione delle performance del video advertising? Quali sono i vantaggi che la targhettizzazione offre nel video advertising?

I parametri di riferimento più comuni sono la composizione del pubblico, la completion rate e la viewability. Gli inserzionisti vogliono sapere chi ha visto il loro annuncio e come lo ha fatto. Abbiamo visto un progressivo allontanamento dalle metriche tradizionali basate sul numero di click a favore di una maggiore creazione di engagement e costruzione del brand. Il programmatic advertising propone molti vantaggi di targhettizzazione come ad esempio offrire una maggiore precisione senza necessariamente utilizzare il contenuto come proxy per il pubblico; è possibile utilizzare qualsiasi set di dati per raggiungere il pubblico desiderato come ad esempio i dati demografici o i comportamenti d’acquisto offline.

Quali sono gli aspetti chiave su cui puntare per realizzare campagne video che possano aumentare la riconoscibilità del brand e ottenere un tasso di conversione elevato?

Una campagna a mezzo video non è diversa da una campagna attraverso altri media. Gli aspetti chiave che la caratterizzano sono un pubblico ben definito e degli obiettivi di campagna misurabili. In questi casi una soluzione valida è quella di utilizzare una soluzione software che permette ai marchi di comprendere la relazione tra esposizione e richiamo del brand per il brand stesso.

Quando nasce la partnership con StickyAds.tv? Quali benefici porterà ai vostri clienti?

La partnership con StickyAds.tv, principale piattaforma Supply-Side (SSP) di video programmatic a livello mondiale, ha inizio lo scorso dicembre perché ora più che mai le agenzie hanno bisogno di inventari sicuri e contenuti di qualità. L’obiettivo è quello di offrire agli utenti Videology l’accesso a una inventory di video premium su più di 55 marketplace disponibili sulla piattaforma StickyADS.tv in Europa, con il conseguente risultato di un’ampia gamma di contenuti di elevata qualità dai migliori publisher. L’accordo consente ai clienti demand-side di Videology, alcuni tra i più importanti advertiser e agenzie in Europa, di accedere alla piattaforma di StickyADS.tv per l’acquisto di inventory video di elevata qualità.

Se parliamo di brand safety e frodi pubblicitarie, quali tipologie di frodi possiamo più comunemente individuare e quali sono le garanzie che dovrebbero offrire i provider tecnologici?

Le frodi pubblicitarie sono presenti sotto varie forme ma sono facilmente identificabili in tre categorie: ambienti non idonei (annunci illegali o contenuti per adulti), annunci non visualizzabili a causa del loro posizionamento (annunci below the fold o annunci pubblicitari 1×1 pixel) e impressioni generate automaticamente (traffico di bot). I provider tecnologici, per fornire campagne pubblicitarie in sicurezza devono offrire un triplice approccio che tenga conto dei contratti con i publisher, della tecnologia proprietaria, dell’integrazione di terze parti senza mai sottovalutare il controllo umano.

 

 


Angela Rita Laganà
A cura di: Angela Rita Laganà Autore Inside Marketing
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