ComunicazioneI-vote: effetti del web sulla partecipazione.

I-vote: effetti del web sulla partecipazione.

Che effetti ha il web sulla partecipazione alla vita sociale? Il voto online aumenta la partecipazione democratica? Chi usufruisce del voto online e perchè?

I-vote: effetti del web sulla partecipazione.

Il web ha senza dubbio degli effetti sulla partecipazione alla vita sociale, ma quali sono?
Proviamo a farcene un’idea analizzando uno studio pubblicato nello scorso febbraio dalla Banca Mondiale sugli esiti di una votazione nello stato brasiliano di Rio Grande do Sul.

Con questo voto nel 2012 si chiedeva ai cittadini di esprimersi sull’allocazione di un budget di denaro pubblico. Era possibile votare sia online che offline. Quest’analisi è stata effettuata grazie a degli exit poll online con lo scopo di indagare tre macro aree.
Ci si chiede se la possibilità di votare online aumenta l’affluenza attraendo online-only voters, che profilo hanno questi soggetti e quanto sono realmente interessati alla res publica. Si prende come esempio un Paese in forte sviluppo come il Brasile, all’avanguardia per democrazia partecipativa.

Si nota innanzitutto che affiancando al seggio la possibilità di votare tramite il web l’affluenza è aumentata dell’8%. Se si considera che il 12% è pervenuto da remoto, e che il 63% di quanti votano sul web dichiara che diversamente non avrebbe votato, si può dire che il voto online aumenta la partecipazione democratica alla vita del Paese.
Gli online-only voters sono soggetti giovani, colti e benestanti. Ma soprattutto, sono utenti attivi dei social media. L’ampia visibilità che acquisiscono sui social i link diretti alla piattaforma di voto può rendere virale la partecipazione.

In accordo con la letteratura tradizionale sul digital divide, handicap economici o di utilizzo pratico incidono negativamente sull’accesso al voto online, ed inoltre chi prima votava offline continua a farlo anche adesso.
Il dato che dovrebbe preoccupare però è un altro. Nove persone su dieci, prima di procedere al voto online, non hanno mai preso parte ad un dibattito pubblico sull’argomento in questione.
Si teme qui il fenomeno dello slacktivism, quando l’attività online sostituisce l’attivismo offline, di cui diventa variante low cost. I più ottimisti, come il sottoscritto, potranno però vedere il bicchiere mezzo pieno: magari qualcuno fra questi soggetti, sulla spinta della partecipazione ad una votazione online, può imboccare la strada della partecipazione attiva.

In ogni caso, il percorso è lungo, ma sicuramente da intraprendere. Il web i suoi effetti ce li ha, sta a noi lavorare affinché siano sempre più positivi.

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