Giovedi 16 Agosto 2018
IntervisteWay out. Studenti imprenditori di se stessi: dal sogno alla vision

Way out. Studenti imprenditori di se stessi: dal sogno alla vision

Inside Marketing intervista la docente Maddalena Della Volpe che ci spiega il progetto Way Out di Unisob e l’ importanza della comunicazione nelle strategie dello startupper


A firma di: Martina Eboli Contributor
Way out. Studenti imprenditori di se stessi: dal sogno alla vision

Reduce dal successo riscosso dal ciclo d’ incontri “Studenti imprenditori di se stessi”, la Professoressa Maddalena Della Volpe, docente di Comunicazione e organizzazione d’impresa presso l’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, ci illustra le prospettive della formazione universitaria nella ricerca del lavoro dei sogni.

Il problema fondamentale dei giovani laureati è di sicuro la ricerca estenuante di un lavoro.Quanto incide la formazione universitaria in una carriera di successo?  

A mio avviso la ricerca di un lavoro dovrebbe iniziare prima di laurearsi. Io sono docente responsabile degli stage curriculari al Suororsola Benincasa con un progetto che si chiama Way out: questo progetto intende accompagnare lo studente nella formazione di un percorso di sviluppo della sua vocazione imprenditoriale. Ogni giovane deve fare del suo sogno il proprio progetto di vita. 

Secondo Lei quali sono i punti di forza e quali invece le falle dell’istruzione universitaria nostrana?
Più che di università nostrana, metterei in evidenza la nostra università: il Suororsola Benincasa. Ascoltare lo studente è il nostro punto di forza. Credo che fare in modo che la teoria sia accompagnata alla pratica, in modo da sviluppare le competenze e confrontarsi col mondo del lavoro, sia fondamentale.  Non sempre l’ università però è in grado di far questo e  se si parla tanto di innovazione e avanguardia bisogna convertire il linguaggio più antico dell’ università in una formazione moderna per i giovani.

 Lei è stata tra i protagonisti del TechnologyBiz, un evento molto atteso dagli esperti ed appassionati di tecnologia del Sud Italia. Qual è l’importanza di manifestazioni del genere? Quali sono state le motivazioni che l’hanno indotta a partecipare a quest’ evento?
Questo evento, sebbene non sia molto grande e magari rispetto ad altri incontri che si tengono in Europa o nelle città italiane di rilievo sia meno conosciuto, credo che metta in evidenza anche i punti critici del mondo delle start-up: solo l’ 80% delle imprese emergenti sopravvive e purtroppo l’ altro 20 è destinato a morire. Il 28 e 29 novembre i miei studenti, piuttosto che partecipare alle lezioni universitarie erano qui ed io ne sono più che orgogliosa.

Qual è l’aspetto che i giovani laureati devono necessariamente potenziare per potersi assicurare un futuro roseo dal punto di vista professionale?
Secondo me gli studenti devono essere contaminati: non basta più conoscere una sola  disciplina, quella caratterizzante del proprio percorso di studi ma interessarsi ad altro che sia arte, letteratura o cinema, perché è da tutto questo mix che i giovani riescono a formare una personalità ricca e complessa così da poter entrare a far parte di un mercato del lavoro ricco ed esigente.

Qual è la sua personale ricetta per raggiungere gli obiettivi prefissati?
La mia passione.

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