Mercoledi 21 Novembre 2018
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YouTube marketing: come farlo e perché

Una guida essenziale e qualche consiglio degli esperti su come fare YouTube marketing, sfruttando il potere del video per coinvolgere gli utenti.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing
YouTube marketing: come farlo e perché

Broadcast Yourself. Mai slogan avrebbe potuto essere più profetico del successo della piattaforma di video sharing di Google: oggi, infatti, YouTube è accessibile in 76 lingue diverse, riuscendo a raggiungere il 95% della popolazione globale, e ha oltre un miliardo di utenti attivi. Se a questo si aggiunge che almeno un terzo del tempo online sarebbe speso guardando video, è facile capire perché è diventato prioritario per aziende, brand e altri soggetti pubblici investire in video strategy efficaci, video strategy in cui non può mancare appunto la componente di YouTube marketing.

(Perché) è tempo di strategie video e di YouTube marketing

Sono lontani, insomma, i tempi in cui marketer e advertiser sembravano provare una sorta di pregiudizio rispetto al format video. Da un lato, nel pieno di un’era della comunicazione spettacolare e interdigitale, gli operatori di marketing sembrano essersi convinti infatti che le immagini, in movimento o meno, rappresentano una delle risorse più preziose a loro disposizione — non a caso hanno cominciato a investire su piattaforme prettamente visive e a fare Instagram marketing, per esempio. Dall’altro è la disponibilità di strumenti e metriche ad hoc — solo per fare un esempio quelle offerte da Facebook che, quando si parla di video ad, si dimostra oggi il principale competitor di YouTube — a convincere gli operatori del settore a investire anche in questa direzione.

Il risultato è che, oltre a quelli che stanno già investendo in YouTube marketing, stando allo State of Inbound 2017, il 48% dei brand prevede di aggiungere YouTube ai propri canali entro la fine del 2018.

Perché tutti amano e vogliono essere su YouTube

Per fare in modo, però, che la propria presenza su YouTube sia davvero profittevole bisognerebbe prendere in considerazione alcune caratteristiche specifiche della piattaforma. A partire dalla semplicità: condividere un video su YouTube richiede conoscenze, tecniche almeno, elementari sia che si abbia un account base, sia che invece se ne abbia uno business. Questo non significa, però, che non si necessiti di skill e competenze più soft e strategiche e che, se quello a cui si punta è un ritorno concreto sull’investimento, non siano indispensabili esperienze e know how quanto a digital e social media marketing. Un’altra premessa è necessaria: nonostante sia ancora in larga parte uno strumento gratuito, non è semplice riuscire a monetizzare la propria presenza sulla piattaforma, tanto più se si considera la stretta sui criteri per la YouTube advertising voluta per assicurare una migliore esperienza utenti da un lato e una maggiore brand safety dall’altra.

Ci sono, insomma, passaggi e step fondamentali che chiunque intenda fare marketing attraverso YouTube dovrebbe seguire.

Per fare YouTube marketing? Inizia dalle giuste analisi

Il primo è fare ricerca. Si tratta di analizzare il panorama in cui ci si muove, le strategie — di video content marketing e non solo — già adottate dai propri competitor, i bisogni espressi o latenti del proprio target di riferimento. Il grosso delle analisi, del resto, riguarda proprio questo: come l’utente tipo di YouTube e il proprio core target si sovrappongono, ossia la possibilità di fare in modo che anche la propria strategia di YouTube marketing sia quanto più mirata e su misura possibile. La piattaforma offre in questo senso uno strumento di valido aiuto: le YouTube Analytics permettono di ricavare dati macroscopici come i video più visti e quelli che hanno generato più engagement, ma se utilizzate correttamente danno idea per esempio anche del watch time (cioè per quanto tempo è stato visto un video o, in media, i video del canale, parametri del resto utilizzati da YouTube quando si tratta di stabilire il ranking dei singoli contenuti) o della provenienza del traffico o, ancora, della demografica della propria audience, utile quando si tratta di definire le proprie buyer personas.

Tanti possibili contenuti diversi per il tuo YouTube marketing

Creare valore per l’utente, del resto, è il mantra di qualsiasi strategia di contenuto e, quindi, anche di qualsiasi investimento in YouTube marketing. Il secondo step, allora, non potrebbe che essere trovare, e creare, il contenuto giusto. Ci sono video che spopolano su YouTube più di altri e, nella maggior parte dei casi, sono video di cose mai viste prima, video emozionali e che toccano corde sensibili (amore, paura, umorismo) o giocano sulle passioni (sport, musica, arte). Non esistono, però, regole perfette per la viralità, né la viralità dovrebbe essere per un’azienda o un brand un obiettivo da raggiungere a tutti i costi. Meglio puntare sul veicolare in maniera efficace i propri valori, la propria storia e la propria identità aziendale anche attraverso i propri contenuti video. Tra le tipologie di video che si potrebbero caricare su YouTube, così, una delle più efficaci è quella delle testimonianze: di chi lavora all’interno dell’azienda, per esempio, in modo da mostrarne il volto umano e facilitare il dialogo e il contatto diretto con il consumatore; in alternativa anche quelle dei clienti fedeli del brand che se ne facciano ambasciatori possono dimostrarsi altamente coinvolgenti. Per le aziende più product driven che vogliano promuoversi attraverso YouTube, poi, anche tutorial e dimostrazioni d’uso possono rivelarsi efficaci: la domanda che un consumatore si pone più frequentemente, del resto, è come utilizzare un prodotto e non c’è, ovviamente, soggetto più credibile del brand in questione per rispondere. Consumatori e utenti, comunque, vogliono essere ispirati, per questo se c’è un genere di video YouTube che sembra intramontabile è quello dei video motivazionali, meglio se con protagonisti ben noti o dall’alto carico emotivo. Se si ha un blog aziendale, infine, si potrebbe pensare anche a una sua versione video, esattamente come la funzione Live di YouTube è uno strumento interessante quando si organizzano eventi e si vuole dare a tutti la possibilità di partecipare, anche indipendentemente dalla presenza fisico-geografica.

Come promuovere i propri contenuti YouTube

Una strategia di YouTube marketing, comunque, non può fermarsi alla creazione di un contenuto: bisogna curarlo e, cioè, avere cura che abbia la giusta diffusione e che generi il giusto engagement. In altre parole, promuovere il proprio (o i propri) video su YouTube richiede un approccio integrato. Si possono condividere, per esempio, i propri contenuti sui canali social, pensando a copy appositi o a campagne hashtag che inseriscano il video in un apposito flusso di conversazione. In alternativa si può pensare di integrare il video a un blog post o un’uscita della newsletter. Anche trovare dei partner, però, è una delle strategie più efficaci e sottovalutate per attirare traffico sul proprio canale YouTube: scegliere marchi e aziende che operino nello stesso settore o in settori affini e disposti a collaborare, con reciproco guadagno, per iniziative di co-marketing è un modo per ottenere migliori (e maggiori) risultati. Il coinvolgimento della propria community, infine, è un tassello fondamentale se in gioco c’è la popolarità dei propri contenuti video. Una premessa indispensabile da fare è che un video YouTube genera mediamente meno azioni (commenti, like, dislike) di quanto non ne generino contenuti pensati per altri social; questo non significa che non serva un’adeguata strategia di community curation, che voglia dire per esempio rispondere ai commenti alle richieste che si ricevono, scegliendo un tono di voce adeguato, e mostrarsi trovabili agli utenti. Dove non arrivano i risultati organici poi, e a seconda degli obiettivi specifici fissati per la propria strategia, può essere utile investire in una campagna YouTube.

Una guida di HubSpot offre, infine, delle tip pratiche per chi voglia investire su YouTube.

  • Fare attenzione al contesto. Il singolo video, infatti, serve a poco se non si dispone di un canale YouTube ben organizzato e che rispecchi valori e mission aziendali. Tutto, dalla scelta dell’immagine di cover all’organizzazione di playlist tematiche e alla compilazione di didascalie chiare ed esaustive, deve rendere migliore l’esperienza utente e risultare in qualche misura di valore per questo.
  • Pensare a un calendario editoriale. Ancora una volta, un singolo video caricato sporadicamente sul canale aziendale è poco utile in una prospettiva di YouTube marketing. Una cadenza regolare (e rispettata) serve invece a fidelizzare l’utente e, più in generale, ad aumentarne il coinvolgimento.
  • Organizzare i contenuti. Se si accennava alle playlist tematiche, che raccolgano contenuti video simili o che rispondano alle stesse necessità, è perché aiutano a dare ordine al materiale che si mette a disposizione dell’utente e, in qualche modo, orientano quest’ultimo. Considerato l’overload di informazione a cui è sottoposto e il gran numero di competitor che, in genere, tratta gli stessi argomenti, è di gran lunga più probabile che un utente si fermi a guardare sul proprio canale un tutorial su come si crea un bot funzionale se esiste una playlist dedicata ai chatbot, esattamente come è più probabile che continui a guardare poi anche gli altri video affini.
  • Aggiungere i sottotitoli. La maggior parte degli utenti, infatti, guarda i video in pubblico e senza che l’audio sia attivato, perciò è essenziale che qualcosa sostituisca la traccia audio e quel qualcosa sono proprio i sottotitoli, in lingua originale e nelle altre, che per fortuna possono essere inseriti oggi in maniera (quasi) automatica grazie a tool ad hoc.
  • Fare attenzione alla SEO. YouTube rimane il secondo più grande motore di ricerca e per questa ragione ottimizzare i propri contenuti è essenziale. Tutto parte dai metadati. Scegliere un titolo chiaro, che dia subito idea del contenuto del video e che includa (nei suoi raccomandati 60 caratteri) la parola chiave scelta dopo aver fatto le opportune ricerche è un buon punto di partenza. Esattamente come lo è scrivere una descrizione altrettanto chiara, non più lunga di 100 caratteri se non si vuole costringere gli utenti a cliccare il “Mostra di più” e che contenga ancora le giuste parole chiave e dei link rilevanti. A proposito di scelte, poi, tag e categorie giuste rendono il proprio video trovabile tra quelli di un determinato argomento, mentre il giusto thumbnail, cioè la stessa immagine di anteprima (YouTube ne genera in automatico alcune, ma si può decidere di caricarne di apposite) aumenterebbe del 90% le probabilità che un video sia visto.

Libri di approfondimento

  • Video marketing con YouTube
    Avere successo con YouTube: strategie e best practice di video marketing

    I consigli di Antonio Tresca e Filippo Bottai per fare video marketing con YouTube e comprendere le dinamiche delle video community online.

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