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Domenica 16 Dicembre 2018
libri di Marketing e ComunicazioneI riflessi di Black Mirror. Glossario su immaginari, culture e media della società digitale

I riflessi di Black Mirror. Glossario su immaginari, culture e media della società digitale

“I riflessi di Black Mirror” analizza gli snodi di una delle serie tv più emblematiche del contemporaneo, offrendo importanti spunti di indagine sul panorama sociale digitale.

I riflessi di Black Mirror. Glossario su immaginari, culture e media della società digitale
EDITORE Rogas Edizioni
PUBBLICAZIONE 2018
LINGUA Italiano
AUTORE
Antonio Tramontana, Mario Tirino
VALUTAZIONE
Recensione Inside Marketing

Simona Castellano
A cura di: Simona Castellano Autore Inside Marketing

Analizzare i prodotti culturali audiovisivi del contemporaneo permette di operare diverse riflessioni sui molteplici aspetti che essi trattano, consentendo così di focalizzarsi, su tutti, anche sulle svariate sfaccettature della società che essi ritraggono e di cui si fanno inevitabilmente portavoce. Per tale ragione e, dunque, per l’inestimabile ricchezza che racchiudono, è naturale che siano diventati oggetto di studio nell’ambito di consolidate discipline scientifiche e accademiche. È in questo contesto che si colloca “I riflessi di Black Mirror. Glossario su immaginari, culture e media della società digitale“, libro edito da Rogas Edizioni e pubblicato nel 2018, curato da Mario Tirino e Antonio Tramontana. Il volume, come si evince dal titolo, si focalizza sulla serie Black Mirror“, «opera (ancora non conclusa) capace di tenere in sé le tensioni di un’epoca», come sottolineano gli autori, e ritrae un immaginario distopico ma non per questo del tutto distante dalla contemporaneità.

Una particolare struttura

La peculiarità del testo è rappresentata dalla modalità attraverso cui è stato concepito: esso, difatti, si presenta come un glossario, realizzato a più voci mediante il contributo di studiosi – dottori di ricerca, assegnisti, ricercatori, professori – italiani e internazionali, che riprende, capitolo per capitolo, termini e concetti chiave che aiutano a mettere in evidenza una serie di aspetti fondamentali utili alla comprensione e a una esaustiva disamina del prodotto seriale.

Ogni voce (per l’esattezza diciassette) – e dunque ogni capitolo – è realizzata da un singolo studioso. Nello specifico, i vari capitoli si compongono in questo modo: «Algoritmo» di Mario Pireddu; «Atmosfera» di Giulia Raciti; «Audience» di Antonella Mascio; «Corpo» di Claudia Attimonelli; «Democrazia» di Milena Meo; «Esperienza» di Vincenzo Susca; «Illusione» di Federico Tarquini; «Interazione» di Antonio Tramontana; «Memoria» di Damiano Garofalo; «Morte» di Alessandra Santoro; «Paranoia» di Mario Tirino; «Pathos» di Ivan Pintor Iranzo; «Paura» di Fabio D’Andrea; «Schermo» di Fabio La Rocca; «Serialità» di Angela Maiello; «Tecnica» di Antonio Lucci; «Zootecnica» di Pier Luca Marzo. Come è possibile intuire, dunque, si tratta di concetti che attraversano la serie tutta, imprescindibili per scandagliare un prodotto che si erge a prodotto mediale cult e di qualità. Inoltre, a impreziosire “I riflessi di Black Mirror” contribuiscono la prefazione di Alfonso Amendola – professore di Sociologia degli Audiovisivi Sperimentali, che precisa alcune importanti questioni sulla serie e in particolare sull’approccio sociologico adottato – e una sorta di premessa dei due curatori, necessaria per comprendere i motivi che hanno destato l’interesse della comunità scientifica per il prodotto culturale in questione.

PREMESSA: BLACK MIRROR E LA POST-SERIALITÀ

“I riflessi di Black Mirror”, come accennato in apertura, si focalizza su un prodotto culturale e mediale che rientra in quel «mutamento identitario verso il post-televisivo, il post-seriale e il post-immaginario», giocando sul «paradosso, il disturbo esistenziale, le distorsioni della sfera emotiva». Si caratterizza, infatti, per essere un prodotto che «da un punto di vista narrativo spezza il flusso delle soglie di attesa e continuità tipiche della serialità e ci spinge […] verso un universo distopico e ipertecnologico».

Esattamente come sottolineato nella premessa al volume, difatti, “Black Mirror” rientra tra quei prodotti post-seriali che abbattono le logiche che hanno caratterizzato per anni la serialità televisiva, inscrivendosi in un cambiamento non soltanto narrativo ma anche distributivo e fruitivo. La serie di Charlie Brooker, definita a più riprese «antologica», è stata distribuita inizialmente (stagioni 1-2) da Channel 4 e successivamente (dalla terza in poi) da Netflix che, «grazie a strategie di marketing ed engagement molto accorte […] mette a regime un modello commerciale che massimizza le opportunità generate dall’interazione tra televisione e media digitali, nell’era del post-network», come fanno notare gli autori. La rivoluzione messa in atto da Netflix si sostanzia in un cambiamento del rapporto tra contenuti e audiovisivi e spettatori: essi vedono “cadere” «palinsesti, postazioni fisse, limiti spaziotemporali e persino dispositivi, poiché l’esperienza spettatoriale può essere liberamente configurata secondo scansioni personali su una pluralità di schermi», in una dimensione mutata radicalmente rispetto a un’epoca pre-digitale.

“I riflessi di Black Mirror”, dunque, soffermandosi anche su tali aspetti imprescindibili per contestualizzare l’oggetto di studio aiuta a riflettere sulle dinamiche produttive-distributive del contemporaneo e sui cambiamenti che interessano l’attuale società.

I RIFLESSI DI BLACK MIRROR, OVVERO UN MODO PER GUARDARE ALLA SOCIETÀ CONTEMPORANEA E AL DIGITALE…

Le tematiche, difatti, sono esattamente quelle della contemporaneità, ovvero «la ricerca ossessiva della celebrità come unica salvezza […]; la videosorveglianza e l’incertezza come unico dominio […], la vendetta intesa come calvario senza giustizia […]; la brand reputation; e tanto altro ancora», come viene fatto notare all’interno della prefazione al volume. Nei vari episodi di Black Mirror”, infatti, sebbene vi siano elementi che appaiono a un primo sguardo distanti dall’epoca in cui viviamo, la sensazione che lo spettatore ha è che siano, comunque, futuribili, ovvero ipoteticamente verificabili in un futuro prossimo, in quel «conflitto tra Sé, società e innovazione» non necessariamente lontano dai nostri giorni.

“I riflessi di Black Mirror”, allora, non soltanto si sofferma ad analizzare tali componenti, ma riflette – come fatto ampiamente notare – su questioni che caratterizzano nello specifico la società digitale e il rapporto tra uomo e tecnica e tecnologia (e quindi «Schermo», «Tecnica», «Zootecnica» «Esperienza»), punto attorno al quale ruotano gli episodi della serie. La voce e capitolo «Algoritmo», per esempio, tocca la tematica del dating online; in un altro capitolo, «Audience», ci si sofferma sui cambiamenti che hanno interessato i pubblici, sempre più connessi e multi-device, con precisi riferimenti a quelli di Black Mirror”; in «Serialità», invece, vi sono riferimenti anche a dispositivi impiantati nel corpo umano e software in grado di riprodurre voce e caratteristiche di persone defunte, con i problemi che ne derivano. Tanti, poi, i sentimenti e gli stati d’animo che coinvolgono e affliggono non solo i personaggi rappresentati di episodio in episodio, ma anche lo spettatore (approfonditi nei capitoli «Illusione», «Paranoia», «Pathos», «Paura») che però diventano la linfa vitale di una serie che riesce a catturare l’attenzione proprio in funzione di tali elementi.

…MA ANCHE ALLE TEORIE SUI MEDIA

“I riflessi di Black Mirror” fornisce, poi, un’ulteriore lettura, decisamente interessante, della serie televisiva: Black Mirror”, difatti, «sembra viaggiare in consonanza con alcune delle teorie sui media emerse nell’ultimo decennio», fanno notare gli autori. In particolare, la serie seguirebbe un approccio mediologico che si avvicina alle «intuizioni della Media Archaeology», ma anche alla «teoria della realtà come costruzione mediata di Couldry e Hepp» e la «teoria della mediazione radicale di Grusin». Tali profili di indagine, approfonditi sapientemente all’interno del volume, risultano di sicuro interesse per gli studiosi del campo.

A chi si rivolge “I riflessi di Black Mirror”?

“I riflessi di Black Mirror”, proprio grazie al contributo di diversi studiosi, rappresenta una raccolta di saggi ricca e preziosa, non soltanto perché consente di indagare strettamente, finanche nelle minuzie e nelle sottili sfumature, la serie Black Mirror”, ma anche perché offre una strada privilegiata nella comprensione dei mutamenti, conseguenti all’avvento del digitale, che hanno interessato molteplici settori e campi e in particolare la società. La scelta della casa editrice, che ha pubblicato il volume all’interno della collana La sensibilità vitale” – in cui rientrano libri di altri importanti studiosi italiani, come Fausto Colombo, Massimo Canevacci – è offrire prodotti di alta qualità, ma al contempo “divulgativi” – in un’accezione assolutamente positiva del termine –, non restringendo il target soltanto ad altri studiosi e accademici, nonostante il linguaggio “scientifico” e talvolta settoriale, ma allargandolo agli appassionati del prodotto mediale in questione o in generale appassionati di serie tv, tecnologia e digitale.

È opportuno segnalare, inoltre, che sono presenti vari “spoiler alert”, con i titoli degli episodi menzionati e analizzati, in apertura di ogni capitolo, consentendo così di venire a conoscenza prima di immergersi nella lettura delle vicende e dei passaggi cui si fa riferimento. In coda al testo, poi, sono presenti una descrizione essenziale di tutti gli episodi della serie (con titolo, piattaforma che lo ha trasmesso, anno, regia, sceneggiatura e durata), una ricca bibliografia e la filmografia.

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