Mercoledi 26 Giugno 2019
libri di Marketing e ComunicazioneNaming. Guida per attribuire la migliore denominazione a un’azienda o a un prodotto

Naming. Guida per attribuire la migliore denominazione a un’azienda o a un prodotto

"Naming" di Giovanni Sodano è una guida breve, scorrevole, interessante e adatta a lettori che hanno meno familiarità con il tema.

libro Naming
EDITORE Flaccovio
PUBBLICAZIONE 2019
EDIZIONE
PREZZO 16,92 su Amazon
PAGINE 174
LINGUA Italiano
ISBN/ISSN 8857908909
AUTORE
Giovanni Sodano
VALUTAZIONE
Recensione Inside Marketing

Raquel Baptista
A cura di: Raquel Baptista Autore Inside Marketing

«Dare un nome ci consente non solo di dominare gli oggetti, ma anche di gestire il caos che, altrimenti, ci circonderebbe e non ci consentirebbe di capire dove ci troviamo e con che cosa abbiamo a che fare». Il libro di Giovanni Sodano, “Naming“, pubblicato dalla casa editrice Dario Flaccovio nel 2019, consiste, come si evince dal titolo, in una «guida per attribuire la migliore denominazione a un’azienda o a un prodotto». 

Non un nome ma “il nome giusto”: perché è importante nel mondo aziendale

L’autore parte dal libro della Genesi, nella cui narrazione ci si sofferma sull’attribuzione di un nomeogni cosa creata, proprio per spiegare l’importanza del nome per l’essere umano, facendo notare la «posizione privilegiata» di quest’ultimo «all’interno della natura», per la capacità «di definirla, di gestirla e di dominarla in modo preciso».

7 capitoli su 32 puntano così a spiegare, giustificare e reiterare l’importanza di fare una scelta ponderata e strategica quando si tratta di scegliere non un nome ma un buon nome, ossia un nome adeguato al brand, all’azienda, al prodotto che si vuole far conoscere e anche al target a cui ci si rivolge. Il naming, come sostiene l’autore, non è solo l’attribuzione di un nome a una cosa, ma una pratica che conferisce «a quella cosa un “volto, cambiando quello che sarà il nostro modo di percepirla».

Nell’approfondire l’argomento “naming” l’autore non fa riferimento soltanto all’attività di attribuzione di un nome a un prodotto o a un’azienda ma anche al conferimento di un nome a un sito web. Un brevissimo capitolo viene infatti dedicato a questo tema, segnalando alcune caratteristiche necessarie per poter scegliere un URL adatto. Un altro capitolo (forse troppo sintetico) è dedicato invece al renaming, processo che comporta grossi rischi come quelli collegati alla perdita della riconoscibilità del marchio o alla non accettazione del nuovo nome da parte dei consumatori.

Naming: COSA FARE E COSA NON FARE

L’analisi dell’autore, per tutto il testo, intende portare il lettore attraverso un percorso di riflessione sugli aspetti che andrebbero valutati nella scelta di un nome che sia adatto all’obiettivo comunicativo prefissato. Vengono dunque elencati elementi come la percezione che il target avrà della parola in questione (a livello semanticosonoro e di fonosimbolismo); le varie associazioni che potrebbero essere fatte con la parola; l’eventuale similitudine con il nome dei competitor, di altre aziende o prodotti, per esempio. Vengono poi menzionati anche altri aspetti più formali come la proprietà industriale e la difendibilità legale del nome scelto.

L’autore presenta anche la “tecnica dell’imbuto“, idonea in fase di selezione, da utilizzare in seguito a una fase più creativa in cui si cercano dei nomi possibili, «senza limiti o censura» e senza considerare aspetti formali di alcun tipo.

All’interno di un capitolo apposito vengono presentate, poi, diverse domande che consentono a chi si occupa di naming di “filtrare” i nomi che potrebbero realmente essere adatti. Per esempio, “Il nome esiste in altri ambiti?“, “È un nome di dominio disponibile?“, tra tante altre questioni forse non esaustive ma certamente essenziali per fare una scelta ponderata.

L’idea è quella di porre enfasi sul fatto che anche il processo creativo deve seguire determinate regole pur di essere funzionale agli scopi desiderati. Al fine di evitare che i lettori cadano nell’errore (troppo frequente) di badare solo alla creatività senza considerare però tutti gli aspetti legati al marketing e alla proprietà industriale che possono determinare l’adeguatezza (o meno) di un nome,Giovanni Sodano dà un consiglio decisamente utile in tal senso.

Il naming nei diversi settori

All’interno dei diversi capitoli vengono presentati diversi casi di successo di nomi di brand e le ragioni per cui essi “funzionano”. Parallelamente, l’autore illustra anche diversi esempi di insuccesso che, per diversi motivi, non potevano essere adatti al nome di un prodotto o di un’azienda.

Giovanni Sodano ha scelto poi di dedicare un piccolo approfondimento all’applicazione del naming a tre diversi settori, con tre capitoli appositi su industria automobilistica, foodfashion. Anche in questo caso vengono menzionati e analizzati diversi casi di successo nei diversi ambiti menzionati, da Fiat Cinquecento a Zara, fino ad arrivare a Vitasnella.

Il titolo del libro, comunque, può facilmente richiamare l’attenzione di piccoli imprenditori, vicini ad avviare la propria attività o a lanciare un nuovo prodotto sul mercato, che non hanno però delle conoscenze di naming e di branding: in questa guida, in effetti, potranno trovare nozioni di base e tutti gli aspetti essenziali che bisogna valutare prima di scegliere il nome per la propria azienda o il proprio prodotto. Detto ciò, “naming” di Giovanni Sodano è una guida breve, concisa, scorrevoleinteressante e soprattutto adatta a un target che ha poca familiarità con l’argomento.

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