Venerdì 14 Agosto 2020
MacroambienteFacebook acquista Giphy per 400 milioni di dollari: quali motivazioni alla base dell’acquisizione?

Facebook acquista Giphy per 400 milioni di dollari: quali motivazioni alla base dell'acquisizione?

Facebook acquisisce Giphy: la piattaforma per cercare, condividere e creare GIF e sticker diventa parte dell'universo di Mark Zuckerberg.


Simona Rossi
A cura di: Simona Rossi Autore
Facebook acquista Giphy per 400 milioni di dollari: quali motivazioni alla base dell'acquisizione?

Il futuro di Facebook si fa sempre più colorato, animato e intriso di quei riferimenti alla cultura pop che tanto piacciono a millennials e Gen Z. Giphy, la più grande e popolare libreria di stickers e GIF animate del web, entra ufficialmente a far parte della famiglia Zuckerberg e lo fa a seguito di un’operazione che, secondo qualche indiscrezione, sarebbe costata al gigante blu quasi 400 milioni di dollari. Un’acquisizione che sembra essere in linea con la filosofia che da diverso tempo ormai guida la strategia di crescita del gruppo di Menlo Park che non è nuovo ad acquisizioni milionarie (WhatsApp nel 2014 e Instagram nel 2012, solo per citare gli esempi più noti) e che proprio per questo è stato spesso nel mirino dell’antitrust statunitense per sospette pratiche anti-concorrenziali.

Che cos’è Giphy?

Nata nel 2013 da un’idea di Alex Chung e Jace Coke, Giphy è uno dei più grandi database di GIF – acronimo che sta per “graphics interchange format” – del web. Diventato in poco tempo il principale punto di riferimento per utenti e piattaforme che utilizzano questo formato, Giphy consente agli utenti non solo di sfogliare la ricca libreria alla ricerca della GIF perfetta, ma anche di crearne una da zero, da condividere sulle app di messaggistica istantanea e i social network preferiti.

Il formato GIF, comunque, esiste già da qualche decennio, ma a renderlo così diffuso e popolare ci hanno pensato proprio i social network. Nel 2016 Twitter è stata tra le prime piattaforme a inserire la possibilità di aggiungere sticker e animazioni ai Tweet. Qualche anno più tardi, anche le app del gruppo Facebook hanno introdotto la possibilità di inviare GIF senza doverle scaricare da programmi esterni, seguite a ruota da Telegram, Snapchat, Tinder, TikTok e tanti altri. Insomma, se inizialmente si trattava esclusivamente di immagini digitali di tipo bitmap, oggi le GIF sono una parte importantissima del linguaggio online. Vero e proprio vocabolario della cultura pop e termometro dei tempi in cui viviamo, le GIF esprimono a pieno il sentiment delle nuove generazioni e quell’immediatezza comunicativa che le caratterizza, tanto che alcune di esse sono diventate dei veri e propri fenomeni virali.

Il film Pulp Fiction ha dato vita a tantissime GIF diventate virali.

Giphy diventa «parte del team Instagram»

Secondo quanto riportato dal vice president of product Vishal Shah in un blog post ufficiale, Giphy e i suoi cento dipendenti diventeranno presto parte integrante del team Instagram per «rendere più semplice per le persone trovare le GIF e gli sticker perfetti da inserire nelle Storie e in Direct». Sarebbero infatti oltre 700 milioni gli utenti che la piattaforma raggiungerebbe ogni giorno con i suoi contenuti, metà dei quali proprio tramite Facebook, Messenger, WhatsApp e Instagram nello specifico.

Come viene specificato nel comunicato stampa ufficiale, «le GIF e gli sticker offrono alle persone modi significativi e creativi per esprimersi. Vediamo la positività nel modo in cui le persone usano Giphy all’interno dei nostri prodotti e sappiamo che riunire la creatività e il talento del team Giphy con i nostri non farà che accelerare il modo in cui le persone usano la comunicazione visiva per connettersi tra loro».

L’obiettivo sembra essere quello di integrare definitivamente il servizio con le app del gruppo, fermo restando che la piattaforma ufficiale continuerà a essere attiva. Gli utenti di Giphy, infatti, potranno continuare a creare e condividere le proprie GIF preferite anche al di fuori dei social network di Mark Zuckerberg. Stesso discorso vale per le piattaforme esterne – Twitter, TikTok, Telegram, Tinder e Signal solo per citarne alcune – che potranno continuare a utilizzare le API di Giphy senza particolari limitazioni. Tuttavia, resta da capire se e come queste ultime accetteranno di utilizzare un servizio che è a tutti gli effetti nelle mani della concorrenza.

Quali sono le motivazioni alla base dell’acquisizione?

A prescindere dai benefici di carattere funzionale legati all’integrazione tra le diverse piattaforme, sembrano essere altre e più profonde le motivazioni alla base dell’acquisizione di Giphy da parte di Facebook.

Una prima motivazione è sicuramente legata alla questione dati, in particolar modo a un dato specifico: il device ID tracking. Attualmente tutte le piattaforme esterne che utilizzano Giphy come motore di ricerca, infatti, sono tenute a fornire un codice di tracciamento che permette di ricostruire il percorso condotto dall’utente sulla piattaforma. Un dato utile non solo per comprendere i termini più cercati e i precorsi di navigazione più comuni, ma anche una preziosa fonte di informazioni per affinare ancora di più le opzioni di targetizzazione offerte da Facebook ai suoi inserzionisti.

Proprio in termini di advertising, l’azienda potrebbe inoltre sfruttare Giphy per ripensare le strategie esistenti, implementare formati pubblicitari sempre più creativi e affini a un pubblico giovane, così come nuove forme di branded content . Giphy e le GIF, in effetti, rappresentano uno spaccato colorato e multiforme della cultura giovanile. Dalle serie tv più amate ai meme e le espressioni più popolari, possedere Giphy significa non solo avvicinarsi al mondo di Millennials e Gen Z, ma anche riuscire a studiarne le preferenze per costruire nuove strategie e modalità di coinvolgimento sempre più puntuali.

La rottura sul palco di Sanremo 2020 tra Bugo e Morgan ha ispirato la creazione di meme e GIF divenuti popolarissimi tra i più giovani e non solo.

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