MacroambienteGli italiani e lo streaming sui siti pirata: qualche numero da time2play

Gli italiani e lo streaming sui siti pirata: qualche numero da time2play

time2play ha provato a calcolare quanti sono gli italiani che usano siti di streaming illegali e a capire perché lo fanno.

L'abbondanza di film e serie TV gratuiti in Rete, insieme al costo a volte alto degli abbonamenti e a fattori di natura "socio-culturale" convincono gli italiani a usare spesso i siti di streaming pirata, dice time2play.

Non sono solo avvezzi a condividere password e credenziali di Netflix, tanto da costringere la piattaforma a correre ai ripari pensando, tra l’altro, a dei piani di abbonamento con pubblicità; sono numerosi anche gli italiani che usano siti di streaming illegali e torrent per guardare i propri film e le proprie serie TV preferiti. Il dato corrisponderebbe al 64% del campione di time2play, dato che conferma peraltro quelli di studi precedenti secondo cui la pirateria è aumentata ancora in questi anni a livello globale.

Italiani che usano siti di streaming illegali: una panoramica sul perché lo fanno

Una vita da pirata” è lo studio dedicato da time2play agli italiani che usano siti di streaming illegali. Al suo interno ci si è soffermati, in particolar modo, sulle ragioni che spingono a cercare vie alternative – e gratuite – per intrattenersi guardando film, serie TV, spettacoli live.

Del quasi 64% (63.8%) dei rispondenti che ha ammesso di fare uso di siti pirata, oltre il 62% ha sostenuto di farlo per l’impossibilità di trovare sulle piattaforme a pagamento quello a cui è interessato. La seconda ragione più in voga ha a che vedere con le difficoltà economiche a pagare un abbonamento streaming (è così per oltre il 16% del campione), tanto più se il prezzo non è commisurato alla qualità del servizio di cui si gode (se ne dice convinto l’11.6% dei rispondenti).

Una percentuale residuale di italiani userebbe, però, siti di streaming illegali per altre ragioni: il fatto di non guardare tanti film, serie TV, spettacoli non giustificherebbe un abbonamento; inoltre, tra le ragioni c’è l’avere già uno o più abbonamenti alle piattaforme di streaming televisivo non riuscendo comunque a trovare qualcosa di proprio interesse; un altro motivo è il desiderio di avere salvati in backup i propri spettacoli preferiti.

Ci sono comunque anche «fattori culturali e sociali», come sottolineato da time2play, da cui dipenderebbe la pirateria informatica, come il non voler pagare per qualcosa che si può avere gratis (citato come tale da quasi il 75% del campione), un reddito basso (71%), la volontà di andare contro le regole (6.6%) e una sorta di divertimento che ne deriva (2.4%), oltre al riconoscersi nello stereotipo degli italiani a cui piace approfittarsene (8.8%).

una vita da pirata time2play

Fonte: time2play

Tra gli italiani che usano siti di streaming illegali ce ne sono comunque alcuni che dicono di farlo perché insoddisfatti da quella che è l’offerta attuale delle piattaforme del settore: hanno cataloghi scadenti, aggiornati in ritardo tanto che spesso i titoli arrivano dopo anni o eccessivamente dislocati e tali per cui si dovrebbero avere innumerevoli abbonamenti per riuscire davvero a guardare ciò a cui si è interessati; senza contare che a volte la qualità audio-video e traduzioni e sottotitoli risultano migliori sui siti pirata.

Non solo pirateria: gli illeciti di cui gli italiani sono protagonisti in Rete

Frequentare siti pirata non sembra essere comunque l’unica attività illecita che gli italiani fanno sul web o, meglio, lo studio di time2play ha confermato come gli italiani che usano siti di streaming illegali siano anche italiani propensi a compiere in Rete altri illeciti (sarebbe vero per oltre un partecipante allo studio su quattro).

Nella maggior parte dei casi si tratta di attività che continuano ad avere a che vedere con l’intrattenimento, come usare programmi e software senza licenza (lo farebbe oltre il 44% di chi ha ammesso di compiere altre attività non permesse in Rete oltre a usare siti pirata), scaricare musica (37.7%), guardare programmi TV online su canali non ufficiali (25.3%).

usi illeciti che gli italiani fanno di internet

Fonte: time2play

Sebbene in minoranza, ci sarebbero anche italiani che vendono online senza dichiarare gli introiti di questa attività (quasi il 9% degli italiani che usano siti di streaming illegali) o che condividono immagini e foto coperte da diritti d’autore (7.9%), si connettono sfruttando la rete Wi-Fi del vicino (6.5%) o hanno sbloccato uno smartphone bloccato per poter utilizzare un’altra SIM (5.8%). Non mancherebbe, infine, chi ha insultato qualcuno sui social media o usato piattaforme e servizi digitali per fare cyberstalking .

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