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MacroambienteOra è possibile chiedere a Google di rimuovere le immagini dei bambini con pochi click

Ora è possibile chiedere a Google di rimuovere le immagini dei bambini con pochi click

C'è un apposito form, che possono compilare genitori, tutori e lo stesso minore. Nonostante qualche punto ancora da chiarire, l'iniziativa rientra tra quelle con cui Google cura il benessere digitale dei più piccoli.

Da qualche giorno è più facile far rimuovere da Google le foto di minori: il motore di ricerca ha reso disponibile, infatti, un apposito form tramite cui genitori, tutori o il bambino stesso possono segnalare le immagini di cui trovano inappropriata la permanenza tra i risultati di ricerca.

Annunciato già ad agosto 2021[1] insieme ad alcune impostazioni con cui da Big G intendevano prendersi cura di privacy e sicurezza dei bambini in Rete, il nuovo procedimento per segnalare e far rimuovere da Google le foto di minori si ispira al funzionamento del diritto all’oblio su Internet anche per i grandi: non è necessario che le informazioni – o le immagini in questo caso – siano controverse, offensive o lesive della dignità della persona, basta che non ci sia un reale interesse pubblico alla loro permanenza online per poterne chiedere la rimozione.

In verità, però, proprio come è stata risolta fin qua la maggior parte di casi in cui gli internauti hanno provato ad adire il diritto all’oblio ha fatto dubitare qualche commentatore[2] rispetto alla trasparenza e alla linearità con cui dal motore di ricerca applicheranno ora il principio del «sicuro interesse pubblico e dell’inevitabile notiziabilità» anche alla rimozione delle immagini dei minori di diciotto anni da Google.

Come funziona il nuovo form per far rimuovere da Google le immagini di minori

Nello stesso annuncio ufficiale da Google chiariscono che una volta compilato l’apposto form di segnalazione potrebbe volerci del tempo – e non è meglio precisato quanto – perché un team dedicato prenda in carico la richiesta.

Non è escluso neanche che a chi ha effettuato la segnalazione siano richieste alcune informazioni aggiuntive, fermo restando che devono esserne fornite di default alcune come l’ url esatto dell’immagine che ritrae il minore e che si desidera venga nascosta, i propri dati anagrafici e in che relazione ci si trova con il minore, i dati anagrafici dell’ultimo, i termini esatti di ricerca per cui le immagini in questione vengono fuori tra i risultati di ricerca.

form segnalazione immagini di minori su Google

È una sorta di wizard guidato il nuovo procedimento per chiedere su Google la rimozione di foro di minori.

Solo dopo un accurato processo di verifica il team addetto stabilirà se le foto violano effettivamente standard, linee guida e policy di casa Google e, in questo caso, di nasconderle dai risultati di ricerca o se, invece, non esiste una sostanziale violazione degli stessi e le immagini dei minori possano restare quindi indicizzate e visibili. Nell’ultima ipotesi un feedback inviato al titolare della richiesta di far rimuovere da Google le foto di minori spiegherà nel dettaglio perché.

Qualche dubbio su come Google si farà davvero carico della rimozione delle foro dei minori

Due nodi in particolare sarebbero sembrati al momento poco chiari agli occhi dei addetti ai lavori.

Il primo riguarda dove saranno effettivamente rimosse le immagini segnalate. L’ipotesi più probabile è non solo dai risultati di ricerca – sia nella pagina principale del motore di ricerca e sia nelle sezioni verticali come Google Immagini per esempio – ma anche da anteprime e snippet dei risultati. È lo stesso team di Google, però, a ricordare a tutori, genitori e adolescenti alla ricerca di un modo semplice per far rimuovere le immagini indesiderate che le stesse, anche se non più incluse tra i risultati del motore di ricerca, rimangono comunque in Rete e accessibili in diverso modo e che altre azioni potrebbero essere necessarie se si desidera che siano effettivamente cancellate, come chiederne la rimozione ai gestori delle singole piattaforme usando come tesi la violazione di policy e standard per le comunità o la possibilità che diano adito a episodi di bullismo secondo quanto previsto dalla legge italiana sul cyberbullismo per esempio.

La seconda questione riguarda cosa vuol dire davvero che si può chiedere di far rimuovere da Google le foto “di” minori. Senza dubbio si potrà chiedere la rimozione di foto di bambini che hanno ancora, al momento della segnalazione, meno di diciotto anni. Cosa succede, però, quando la segnalazione è retroattiva[3], cioè che la foto in questione è stata scattata quando il bambino o ragazzo aveva meno di diciott’anni e la segnalazione è stata fatta solo quando lo stesso risulta ormai maggiorenne? O, peggio, quando il minorenne raffigurato dalle immagini in questione è morto?

Non è chiaro come potrebbe intervenire Google in casi come questi, forse anche perché per la novità dello strumento il motore di ricerca non si è trovato ancora ad affrontare concretamente ipotesi di questo tipo. C’è chi sostiene, però, che potrebbero essere occasioni di rifiuto alla richiesta di far rimuovere da Google le foto di minori, per quanto le stesse possano risultare nei fatti non meno offensive o pericolose.

Come (e perché) Google difende benessere e sicurezza digitale dei più piccoli

Se si considera l’intento di Google dietro alla decisione di rendere più facile, immediato e intuitivo l’iter per segnalare e far rimuovere foto e immagini che immortalano minori di 18 anni, comunque, appaiono più comprensibili anche apparenti contraddizioni come quelle appena accennate.

Il nuovo form non è un generico strumento per la rimozione dalla Rete dei contenuti controversi o pericolosi. Aiutarli ad avere più controllo sulla circolazione delle proprie immagini in Rete è soprattutto un modo per farsi carico del benessere digitale dei più piccoli in un’era in cui «bambini e teenager devono affrontare online sfide inedite», si legge ancora nella presentazione del nuovo iter per far rimuovere da Google le foto dei minori. Non è la prima volta che da Mountain View si muovono in questa direzione: negli anni non sono mancate, anzi, iniziative di digital wellbeing dedicate da Google a bambini e genitori, a bambini e insegnanti.

Ora, però, Big G sembra volersi tutelare anche e soprattutto dall’ondata di visibilità mediatica di cui al momento godono insidie e rischi che i bambini corrono in Rete e dalle accuse di lassismo a cui le big tech vanno incontro quando si tratta di questo. C’è chi sostiene che i recenti problemi di Facebook sarebbero nati proprio dall’ipotesi che la compagnia sapesse di come i suoi servizi potessero nuocere alla salute mentale dei più piccoli ma poco facesse per rimediare, ipotesi che potrebbe aver concorso peraltro al rebranding di Facebook in Meta.

Insieme a un processo più snello e veloce per la segnalazione delle foto dei minori inappropriate, non a caso, Google ha presentato anche altre feature tese a migliorare privacy e sicurezza digitale dei bambini: su YouTube verranno applicate automaticamente, per esempio, impostazioni per la privacy più stringenti nel caso in cui a caricare un video siano minori di diciotto anni e per gli under 18 è vietata sulle piattaforma di casa Google anche la targettizzazione pubblicitaria basata su età, genere o interessi.

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