MarketingGli italiani ricevono quasi due chiamate commerciali indesiderate al giorno (e temono si tratti di truffe)

Gli italiani ricevono quasi due chiamate commerciali indesiderate al giorno (e temono si tratti di truffe)

dati sul telemarketing in Italia

time2play ha raccolto alcuni dati sul telemarketing scoprendo che in media gli italiani ricevono 1.8 chiamate commerciali in un giorno, perlopiù da aziende di luce e gas e senza che si possa escludere il rischio di truffe.

Il nuovo registro pubblico delle opposizioni era in funzione da appena ventiquattro ore eppure, secondo dei dati ufficiali, lo scorso 28 luglio erano oltre duecento mila[1] gli italiani che avevano già deciso di iscrivere il proprio numero di telefono cellulare nella “black list” di quelli non contattabili dai call center a scopo commerciale. Un numero che riflette solo in parte dati sul telemarketing in Italia come quelli raccolti da time2play.

L’Italia del telemarketing (molesto) in una mappa di time2play

I principali insight sono che in undici regioni italiane su diciannove (dallo studio è stata esclusa per mancanza di dati la Valle d’Aosta) la totalità della popolazione riceve chiamate di spam quasi giornalmente.

La media nazionale è di 1,8 chiamate di spam, telemarketing o che si rivelano tentativi di truffa al giorno e 1,6 SMS dello stesso tipo.

Sembra esserci una precisa geografia del telemarketing aggressivo con regioni come il Lazio, il Veneto e la Sardegna dove un’abbondante fetta della popolazione – oltre il 90% – riceve chiamate commerciali indesiderate quasi ogni giorno.

telemarketing in Italia le regioni più colpite

Fonte: time2play

I dati sul telemarketing in Italia di time2play disegnano una speciale mappa anche delle tipologie di aziende da cui gli italiani ricevono più chiamate commerciali indesiderate e di fasce orarie e momenti della giornata in cui con buona probabilità se il telefono squilla a chiamare sono call center e operatori di telemarketing.

La maggior parte di chiamate e SMS di spam (il 45.6% di quelle ricevuti dal campione) provengono da fornitori di gas e luce; seguono nella classifica di chiamate commerciali indesiderate più frequenti quelle ricevute da operatori di telefonia mobile (20.8%) e fissa e di fornitori di rete Internet (19.3%) diversi dai propri gestori. C’è poi una percentuale residuale (il 12.3%) di chiamate commerciali indesiderate che provengono da aziende che si occupano di finanza e recupero crediti, criptovalute e depurazione dell’acqua, mentre minima sembra essere la quantità di chiamate di spam che gli italiani ricevono da parte di aziende che si occupano di trading online (sono solo il 2% del totale).

Il momento della giornata che gli operatori di telemarketing sembrano preferire per contattare i consumatori è dalla mattina all’ora di pranzo: il 46% degli intervistati racconta di ricevere la maggior parte delle chiamate commerciali tra le 11.00 e le 13.00, ma c’è anche quasi un 29% del campione che individua nella fascia 14.00 – 16.00 quella più critica per essere contattato dai call center. Il volume di chiamate di spam diminuisce man mano che si avvicina la sera: solo poco più del 2% del campione racconta di essere stato contattato dopo le 20.00. Non si può escludere, però, che gli operatori di telemarketing “studino” le abitudini dei consumatori, non avendo remore per esempio a contattare i più mattinieri già a partire dalle 8.00.

Secondo i dati sul telemarketing in Italia i consumatori hanno paura di essere truffati al telefono

I dati sul telemarketing in Italia, anche i più macroscopici come quelli di time2play, mostrano comunque quale sia una delle più grandi preoccupazioni degli italiani quando ricevono chiamate commerciali indesiderate, ossia che non si tratti di “semplice” spam bensì di tentativi di truffa.

È una paura in parte giustificata dal fatto che quasi l’80% del campione ha effettivamente risposto almeno una volta a quella che sembrava all’apparenza una chiamata commerciale e si è poi rivelata invece essere un’operazione truffaldina. A questa fetta di campione si aggiunge quella di chi ha un amico, un parente, un conoscente che ha subito un furto d’identità proprio tramite quelle che sembravano essere comuni chiamate dei call center (poco meno del 30% del totale del campione time2play) o che nella stessa maniera è stato derubato (è così per il 23.4% e da time2play è stato stimato che l’importo medio rubato tramite chiamate di spam si aggira intorno ai 2.700 euro).

Oltre che per sé gli italiani temono per genitori, nonni e parenti più anziani, tra le vittime predilette del telemarketing aggressivo e più ancora dei “pirati” del telemarketing e, cioè, di chi sfrutta finte chiamate o SMS commerciali per raggirare i destinatari: è così per oltre l’83% del campione.

Anche prima che il nuovo registro pubblico delle opposizioni provasse a porre rimedio alla questione delle chiamate commerciali moleste e del telemarketing pirata, gli italiani avevano sperimentato comunque soluzioni “fai da te”: nel 67.6% dei casi evitando di rispondere a chiamate da parte di numeri sconosciuti e nel 33.5% utilizzando app che identificano se il numero da cui provengono chiamate o SMS è sospetto o in uso a operatori di telemarketing, lo etichettano come spam e lo bloccano, quasi sempre con buoni risultati (è soddisfatto di app come le ultime almeno l’84% di chi le ha utilizzate almeno una volta).

dati sul telemarketing in italia time2play

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