Domenica 12 Luglio 2020
MacroambienteIl mondo delle discoteche in tempo di pandemia: dalle serate in auto ai party su Zoom

Il mondo delle discoteche in tempo di pandemia: dalle serate in auto ai party su Zoom

Duramente colpiti dall'emergenza COVID-19, gli operatori propongono servizi alternativi: ecco la risposta delle discoteche in tempo di pandemia.


Raquel Baptista
A cura di: Raquel Baptista Autore
Il mondo delle discoteche in tempo di pandemia: dalle serate in auto ai party su Zoom

Il mondo della movida e la “vita notturna” attraversano attualmente una dura crisi dettata non solo dalla chiusura dei locali durante il tutto il periodo di lockdown ma anche dalle sfide che si porranno ora, in vista della riapertura dei locali (tra l’altro slittata a metà luglio), che sarà comunque legata alle misure restrittive necessarie al contenimento dei contagi. Per quanto riguarda il settore delle discoteche in tempo di pandemia, si parla di cali del fatturato di oltre il 90%, con «il rischio di non guadagnare nulla fino a fine 2020»come ha dichiarato all’AGI Damir Ivic, tour manager, consulente e contributor di riviste del settore. Di fronte a questa grande sfida, non sono mancate le proposte alternative di molti operatori che hanno proposto servizi di intrattenimento alternativi, pur di mantenere il rapporto con i clienti, rispettando le norme di sicurezza imposte dai governi.

la creativa (e necessaria) trasformazione del settore delLe discoteche in tempo di pandemia: alcuni esempi

Dagli operatori delle telecomunicazioni al mondo dei videogiochi e delle piattaforme di streaming, nel mondo dell’intrattenimento non sono mancate le iniziative volte a offrire agli utenti dei momenti di svago durante il lockdown.

Lo stesso hanno cercato di fare le discoteche in tempo di pandemia, anche se nell’ambito dell’intrattenimento notturno” la chiusura dei locali ha imposto delle chiare limitazioni a gestori e artisti che lavorano in questi spazi (come DJ o ballerini). Il settore, però, non si è arrestato completamente, poiché sono sono nati, tra discoteche e DJ, eventi in diretta sui social media e su piattaforme come Zoom, puntando a coinvolgere gli utenti dalla propria abitazione: gli individui si vestono come per una regolare uscita notturna, restando invece nella propria stanza e ballando al suono della musica trasmessa, bevendo un drink o interagendo a distanza con gli altri partecipanti.

E se molte persone hanno deciso di organizzarsi con il proprio vicinato, creando delle discoteche fai da te” (come successo in un appartamento di Tyneside, in Inghilterra, dove un drone ha “catturato” la festa organizzata dagli abitanti della zona), molti sono stati gli utenti che durante il lockdown hanno scelto di pagare per accedere a varie feste, organizzate virtualmente, da discoteche di differenti paesi.

Un esempio è la catena di nightclub Deltic, presente nel Regno Unito, che ha proposto delle dirette streaming su Facebook, trasmesse dai locali Atik (in Scozia) e Pryzm (in Inghilterra) e con la possibilità di interagire virtualmente tra utenti geograficamente vicini e di creare delle feste virtuali private, tra amici. Come riferisce la BBC, circa 350mila persone si sarebbero collegate alle dirette trasmesse sulle pagine Facebook dei differenti nightclub.

Il successo di Zoom durante il periodo di lockdown è emerso anche nel settore della movida, con l’organizzazione di feste dall’ingresso esclusivo, con tanto di guest list, dress code, DJ e buttafuori.

House of Yes, discoteca di New York attualmente chiusa a causa del coronavirus, opera come un «club digitale»: il calendario di eventi può essere consultato tramite il sito e i biglietti possono essere acquistati su Eventbrite. Ai partecipanti viene chiesto di vestirsi per l’occasione, ma anche di lavorare sul background, allestendo la stanza con delle luci LED o delle candele. In ogni festa ci sarebbero differenti stanze (o differenti piste da ballo) e chat room, così come stanze segrete (accessibili agli utenti che durante la festa ricevono password entrare). Come riportato in un articolo di Bloomberg, alla fine della serata i partecipanti vengono invitati a entrare nella stanza “Hot tub” (in italiano “vasca idromassaggio”), dove il costume da bagno è un requisito per l’ingresso.

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Keep the vibe alive! Every Saturday we meet on our digital dancefloor to groove, move, and stay connected ❣️Cuz Zoom parties are totally a thing now!? THANK YOU to everyone who has joined the party so far – the next one goes down tonight at 8pm EST!! We’re also doing a Bottomless Brunch party on Sunday at 3pm EST 🍑 ⠀ Extra special thanks to @davidk1ss for providing the jams and mastering the broadcast setup 🙏🏽 ⠀ 🎥 @1986ph 🎶 Todd Terje 'Alfonso Muskedunder' Cameos by @rawblane @captaincerf @kd_kinetic @dance.heals.all @theteaganlee @costumejim @kaeburke @shenryxshmenry @amyvandoran @lalolacarter @little.cinema @kmora11 @jonesywine @pixelwitchadventures @davidjamesmountain @chiquitabrujita @ugretchen @gutter.face @lovelivingart @kylemcmahonworks @chop_suiie @eyeroll.gif @sabdiee @subtleaesthetics ⠀ #houseofyes #socialdisdance

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Nella festa Zoom “Club Quarantine, il senso di esclusività e il trattamento VIP, tipico da molte discoteche e locali, sono le caratteristiche principali. Infatti, i partecipanti possono pagare 10 dollari per un biglietto oppure 80 se vogliono avere accesso a una stanza privata condivisa con DJ rinomati e ballerini. Come ha spiegato il fondatore del clubnoto come Cristian, alla testata Bloomberg, «le persone hanno voglia di interazioni sociali, e noi possiamo offrire una parte importante dell’esperienza che si può trovare in un club: il legame emotivo».

Fonte: Club Quarantine

Attualmente, con l’attenuarsi delle misure restrittive, c’è chi lavora a soluzioni per un ritorno sicuro alle serate in discoteca, all’interno dei locali. Nascono così soluzioni alquanto improbabili come la tuta in polifeniletere chiamata “Micrashell”, progettata dallo studio Production Club di Los Angeles e pensata per tutti coloro che non intendono rinunciare alla vita notturna, ma con le dovute precauzioni: la tuta consentirebbe di bere, di usare lo smartphone e, secondo i designer, persino di avere rapporti, senza la necessità di svestirsi.

così una serata in discoteca diventa un’esperienza drive-in

In fondo a una lunga fila di automobili nel parcheggio della discoteca tedesca Index c’è un palco su cui si esibiscono artisti e DJ, come il rapper Dopebwoy, in eventi “drive-in”: delle esperienze musicali, come quelle di solito proposte dai locali notturni, sono tenute in ampi spazi all’aperto, dove i clienti partecipano all’interno delle proprie automobili.

Fonte: The New York Times

Prevedendo la possibilità di riapertura soltanto per il 2021, Index ha avviato un servizio di discoteca drive-in a inizio maggio, promuovendo il raduno di un gran numero di persone, desiderose di condividere un’esperienza dal vivo, ma con le necessarie misure di sicurezza.

Fonte: Forbes

L’unico momento in cui i clienti possono entrare nel locale è per andare in bagno, dove possono entrare soltanto due persone alla volta: tutto l’evento viene vissuto in auto, in cui si balla, si beve (le bevande sono portate dai clienti stessi) e si parla dal finestrino con chiunque si trovi nell’automobile vicina; tre le auto, poi, camminano i membri dello staff e gli animatori durante la serata.

Secondo The New York Times, durante lo spettacolo tenuto da Dopebwoy si sono radunate nel parcheggio della discoteca 100 automobili: per ogni veicolo (con conducente e un passeggero) il costo ammontava a circa 30 euro (più 13 euro per ogni passeggero “extra”).

Nonostante la curiosità nata tra i consumatori, eventi simili rimangono un’eccezione, almeno tra gli operatori del settore dell’intrattenimento notturno.

Discoteche e coronavirus: La situazione in italia durante e dopo il lockdown

In Italia la situazione resta critica tra gli operatori del settore: nonostante le nuove misure attuate dal governo e l’apertura progressiva di molte attività commerciali nel mondo dei servizi, è ancora in vigore il divieto, almeno fino al mese di giugno, di apertura per le discoteche. Non sono mancati gli appelli da parte dei proprietari e dei gestori che hanno richiamato l’attenzione sui problemi attuali del settore. Recentemente la polemica si è accentuata ulteriormente poiché la riapertura dei locali da ballo era prevista per il 15 giugno, ma poi è stata rimandata di un mese. Infatti, il 9 giugno 2020 si era ipotizzata la possibilità di riaprire seguendo le linee guida definite e approvate durante una conferenza delle Regioni tenutasi il 9 giugno. Tra le misure previste c’era la necessità di limitare gli accessi in modo da garantire la distanza di almeno un metro tra le persone (e di due metri tra chi si trova sulla pista da ballo). Inoltre, le misure prevedevano che i drink non venissero consumati al bancone del bar e che si ballasse solo negli spazi all’aperto, con l’obbligo della mascherina negli ambienti chiusi. Al momento, però, sembra che per il governo tali regole non siano sufficienti a garantire la completa sicurezza degli individui nei locali da ballo e, quindi, finché la riapertura non sarà possibile, continueranno a essere necessarie (e anche ben accette) le proposte creative.

Così, per quanto riguarda le iniziative digitali relative al mondo delle discoteche in tempo di pandemia, anche in Italia ci sono degli esempi di soluzioni alternative come quella proposta da Ugo Dalla Pria, noto promoter di Milano che, con feste organizzate su Webiner e su Zoom (alle quali si può partecipare in maniera gratuita), è riuscito a coinvolgere centinaia di italiani in quella che ha definito «La prima discoteca virtuale»: sono necessari, come per una normale discoteca, i buttafuori (virtuali) per mantenere l’ordine e per bloccare l’accesso a utenti che violino le regole.

Discoteche virtuali: potranno resistere dopo la pandemia?

È possibile che il successo di simili iniziative porti gli utenti a ripensare le modalità di fruizione della musica e degli spettacoli dal vivo: nello scenario relativo al post coronavirus, potrebbero gli utenti essere più propensi a prendere parte e a continuare a pagare per partecipare a esperienze musicali alternative, come quelle realizzate online?

La continuità e l’adesione a eventi simili, in futuro, è incerta, ma la creazione di soluzioni alternative come quelle menzionate resta, almeno per ora, l’unica via di uscita per gli operatori del settore e per tutti coloro che si rifiutano di rinunciare alle serate d’estate trascorse in discoteca con gli amici. In merito alle discoteche virtuali (ma anche a tutte le misure di sicurezza previste per la riapertura dei locali) molti saranno i consumatori che vedranno in queste alternative delle soluzioni “anomale” e restrittive per un settore come quello della movida.

È stato un lungo periodo di quarantena, durante il quale le persone in ogni parte del mondo sono state invitate (o obbligate) a restare a casa per poter contenere la diffusione del COVID-19: oltre a tutte le problematiche di tipo sanitario, politico e economico che sono emerse negli ultimi mesi, la complessa situazione ha ovviamente avuto delle ripercussioni anche in termini di benessere sociale e emozionale nella popolazione, che ha visto la propria routine improvvisamente interrotta dall’esplosione di una pandemia. Anche se parliamo, dunque, di esperienze totalmente diverse rispetto alle tradizionali “serate” in discoteca, riuscire a restare rilevanti e a proporre soluzioni adatte ad arginare e affrontare le sfide imposte da simili periodi di crisi, presentandosi inoltre come luogo (fisico o virtuale) di svago e di divertimento, non può che rivelarsi utile per il business, anche nel post pandemia.

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