ComunicazioneTwitter fa causa a Elon Musk dopo il dietro front sull’accordo per l’acquisizione

Twitter fa causa a Elon Musk dopo il dietro front sull'accordo per l'acquisizione

Ha violato gli accordi precedentemente presi sull'acquisizione e rivelato informazioni riservate: ora Twitter fa causa a Elon Musk.

Non solo ha rivelato informazioni riservate, ma con il suo atteggiamento provocatorio sta cercando di venir meno agli accordi precedentemente presi senza pagare la penale: così Twitter trascina Elon Musk davanti alla corte.

C’è ancora una novità nel lungo affaire tra la piattaforma dei cinguettii e il patron di Tesla e SpaceX ed è che Twitter fa causa a Elon Musk. Solo qualche giorno fa, infatti, Elon Musk aveva annunciato di voler rinunciare a comprare Twitter per via dei troppi bot e profili fake presenti al suo interno: già allora dalla piattaforma avevano lasciato intendere di essere disposti a tutto purché l’imprenditore rispettasse gli impegni precedentemente presi, anche ricorrere alle vie legali appunto.

Nella giornata di martedì 12 luglio 2022 è stato Bret Taylor, attuale presidente del consiglio di amministrazione della compagnia, a dare pubblicamente la notizia secondo cui Twitter fa causa a Elon Musk.

Come la querelle tra Twitter ed Elon Musk è arrivata davanti a una delle più importanti corti americane

Nel lungo documento[1] presentato alla Delaware Court of Chancery – una delle tre principali corti americane, specializzata nelle dispute commerciali e che coinvolgono aziende e soggetti business – la piattaforma accusa l’imprenditore di «ipocrisia»: dopo aver firmato un accordo ampiamente a proprio favore, «si è sentito libero di cambiare idea, scaricare la compagnia, distruggere le sue operazioni e il valore delle sue azioni e infine tirarsi indietro», il tutto mettendo su uno «spettacolo pubblico» per il solo tornaconto personale.

Non troppo velatamente le accuse di Twitter a Elon Musk sembrano richiamare, insomma, alcune osservazioni che gli addetti ai lavori avevano fatto già tempo fa, quando per la prima volta Elon Musk aveva manifestato l’intenzione di sospendere temporaneamente l’accordo per comprare Twitter: con i mercati instabili per via della complessa situazione internazionale e le azioni di Twitter che cominciavano a calare in borsa, l’affare non doveva più apparire tale agli occhi dell’imprenditore che per pagare gli oltre 44 miliardi di dollari promessi – oltre 54 ad azione – aveva dovuto distrarre risorse da Tesla e SpaceX e impegnarsi con importanti istituti di credito a livello internazionale.

Da qui, ricorda Mashable riassumendo il contenuto del documento con cui Twitter fa causa a Elon Musk, erano partite diverse provocazioni[2] da parte dell’imprenditore, che non sembravano tanto mirate a far sì che la piattaforma gli fornisse i tanto desiderati dati su bot e profili fake quanto a mettere pubblicamente in cattiva luce Twitter e potersi ritirare dalla trattativa senza dover pagare la pesante penale prevista dagli accordi originali. A sostegno della propria tesi Twitter ha allegato alla corte una serie di tweet e meme pubblicati dall’imprenditore di cui risulterebbe evidente, appunto, l’intento provocatorio.

Tra le accuse mosse all’imprenditore c’è, peraltro, quella di aver rivelato pubblicamente informazioni riservate, come quelle sulle stime ufficiali sul numero di bot su Twitter, presenti in un documento riservato agli azionisti, e che avevano costretto il CEO di Twitter, Parag Agrawal, a spiegare in un lungo thread[3] come avviene sulla piattaforma la conta dei profili non umani.

Twitter fa causa a Elon Musk: cosa succede ora

Cosa c’è da aspettarsi ora? Twitter fa causa a Elon Musk con in mente una meta ben precisa: un provvedimento di «specific performance» rivolto dalla corte all’imprenditore. La formula è quella usata quando si tratta di costringere un soggetto, quasi sempre commerciale, a rispettare gli accordi precedentemente presi e la Delaware Court of Chancery è famosa per esprimersi raramente a favore di chi prova a tirarsi indietro[4] anche se, come sottolinea tra gli altri The New York Times, il suo è un intervento “di mediazione” e vi si ricorre alla ricerca di una soluzione per quanto possibile pacifica prima di entrare nel vivo delle battaglie legali.

Dal canto proprio Elon Musk sembra aver accolto con leggerezza e il solito atteggiamento provocatorio anche la notizia di essere stato citato in causa da Twitter: poche ore dopo l’annuncio ufficiale twittava, infatti, «oh che ironia lol».

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