Instagram per il turismo: così le scelte di viaggio si fanno sui social

Degli igers non si copiano solo i look ma anche le mete di viaggio. Abbiamo parlato di Instagram per il turismo con Marika Marangella.

Instagram per il turismo: così le scelte di viaggio si fanno sui social

Il sistema turistico sta cambiando profondamente, in Italia e non solo. Gli ambienti digitali ci hanno reso, infatti, viaggiatori sempre più informati e consapevoli, desiderosi di fare della nostra fuga dalla routine quotidiana un’esperienza unica e di avere come alleati in questo operatori del settore che siano qualificati, con buona reputazione, in grado di assicurarci il meglio.

Instagram per il turismo: dall’influencer al destination marketing

A essere cambiato, a ben guardare, è soprattutto il modo in cui si formano le decisioni di acquisto. Chi viaggia, come chi compra beni di lusso o gadget hi-tech, trova infatti sempre più di frequente nell’influencer marketing la bussola per scegliere tipologia di viaggio, destinazioni e tutta una serie di servizi accessori che fanno più al caso suo. Usare Instagram per il turismo –poiché questo social è stato definito da alcune statistiche almeno dieci volte più coinvolgente di Facebook ed è notoriamente ad alto impatto visivo – sembra essere allora una tattica perfetta per chi voglia mettersi al servizio di questi nuovi turisti 2.0. Non solo album e scatti di viaggio, anche se il solo hashtag #instatravel, il più usato dagli instagramer quando si tratta di condividere racconti di viaggi e vacanze, ha avuto nel giugno 2017 quasi 39.1 milioni di ricorrenze. Sul social di casa Zuckerberg si trovano travel blogger di lungo corso che hanno fatto dei loro account un moltiplicatore della loro presenza online e che, tramite questi, continuano a dispensare consigli su mete, escursioni, accoglienza. È possibile, inoltre, trovare intere community regionali di igers impegnati di fatto a portare avanti una strategia di promozione territoriale partecipativa e dal basso: i soggetti istituzionali, anche quelli italiani, sembrano averne cominciato a capire la rilevanza e a renderli parte integrante per questo di una visione decisamente più social del destination marketing. Soprattutto, però, ci sono su Instagram centinaia di influencer, utenti con grande seguito che, anche se a rigore al di fuori del settore del travel, sono spesso d’ispirazione per i propri follower. Il meccanismo è di tipo fiduciario e imitativo. «Fino a qualche tempo fa la scelta della destinazione di un viaggio era influenzata dagli amici, dai parenti o dalle foto dei cataloghi d’agenzia. Oggi, invece, più facilmente guardiamo a queste figure amiche, gli instagramer, che hanno già visitato certi luoghi documentando tutto sui loro profili social. E ci piace immaginare di rivivere le loro esperienze quasi nella loro integrità, motivo per cui spesso i viaggi degli igers sono studiati e realizzati su pacchetti riproducibili e rivivibili», ci spiega infatti durante un’intervista Marika Marangella, Local Manager della community degli @Igers_Taranto.

Si può dire, insomma, che gli instagramer siano diventati al pari delle figure istituzionali degli ambasciatori del territorio?

Non credo che l’instagramer possa essere avvicinato troppo a una figura istituzionale. Piuttosto è una figura che riesce a mostrare il territorio (una destinazione, un locale, una struttura ricettiva o altro) dal suo punto di vista, certo più vicino al nostro modo di guardare alle cose rispetto alle foto istituzionali di un catalogo. Direi, insomma, che l’instagramer mostra la parte concreta di quello che puoi fare, vedere e trovare in un posto. Spesso ti mostrerà luoghi noti da prospettive diverse, altre volte ti farà magari riscoprire il luogo in cui vivi. Sì, sarà un ambasciatore del territorio ma dovrà lavorare bene, con serietà e dimostrare coerenza tra quello che promuove ed i suoi valori affinché possa definirsi ed essere definito una sorta di “figura istituzionale”.

Investire su Instagram per il turismo: qualche caso di scuola

Chi opera nel settore, insomma, dovrebbe considerare che investire su Instagram per il turismo e, in particolare, su attività di promozione che riservino un ruolo attivo agli instagramer più seguiti, può essere di grande aiuto non solo a livello d’immagine, ma anche per ritorni concreti.

instagram per il turismo Wanaka

Uno scatto di Chris Burkard, uno degli instagramer invitati a Wanaka (Nuova Zelanda).

Un esempio che ha fatto scuola in questo senso è quello di Wanaka, una località della Nuova Zelanda, unica per il suo paesaggio fatto di cime montuose e ghiacciai che si specchiano nelle acque limpidissime di un lago di montagna e che è riuscita a diventare in questi anni una tra le mete più ambite dai turisti di tutto il mondo. Come? Grazie a soggetti istituzionali e operatori del settore che hanno invitato alcuni tra i più seguiti utenti Instagram, tra quelli famosi e apprezzati per la fotografia di viaggio, a passare del tempo nella zona e a raccontare spontaneamente il loro soggiorno attraverso il mezzo con cui avevano più familiarità, gli scatti sul social, appunto. Ne sono risultati alcuni post ad alto impatto visivo, con migliaia di interazioni e, facile da immaginare, reach particolarmente elevata. Soprattutto però, come racconta Business Insider UK proprio a proposito del successo turistico di Wanaka, ne è risultato un aumento degli arrivi di circa il 14% in un solo anno nella località e del 7% nell’intera Nuova Zelanda. Risultati in parte sorprendenti, che mostrano però come Instagram abbia cambiato il turismo e possa farlo ancora di più in futuro e che «siamo ormai tutti lontani meno di dieci click dal vedere un’immagine su Instagram e comprare dei biglietti per andare in quel posto», come ha sottolineato su National Geographic il fotografo Chris Burkard.

Cos’è, se esiste, il “turismo da Instagram”

Parafrasando, significa cogliere i segnali di un genere tutto nuovo di turismo: una sorta di turismo da Instagram in cui, piuttosto che top ten della Lonely Planet o classifiche delle destinazioni più prenotate sui principali siti di booking, sono i racconti fotografici degli instagramer a dettare le mete imperdibili del periodo. Forse è già successo anche in Italia con destinazioni come il lago di Braies in Alto Adige o Ortigia e Marzamemi in Sicilia che hanno visto impennarsi in poco tempo il numero delle visite anche per merito della popolarità raggiunta sui social e tra alcuni utenti con un buon seguito.

instagram per il turismo marzamemi

Alcuni degli scatti nella gallery di Instagram per #marzamemi.

Ed è la stessa ragione per cui – si potrebbe azzardare – la possibilità di postare un perfetto scatto di coppia sul Ponte dei Sospiri o quello in cui si addenta un manicotto di Boemia in Piazza dell’Orologio a Praga o si sfrutta la prospettiva per toccare con un dito la punta della piramide del Louvre, proprio come prima di noi hanno fatto i nostri instagramer di riferimento, sia un incentivo in più nella scelta di una meta di viaggio. «Io però credo sia fin troppo azzardato parlare di un ‘turismo da Instagram’ – ha ribadito durante l’intervista ai nostri microfoni Marika Marangella – anche se, certo, in un certo senso è cambiato il modo di fruire dell’immagine e di pensare alla vacanza per immagini. Un selfie, uno scatto visto sul profilo di un instagramer di cui ammiriamo lo stile e la galleria influenza la nostra meta. Nell’era dell’immagine, la foto scattata a Venezia o Parigi identifica il nostro status sui social conducendo, e alcune volte riducendo, la nostra esperienza di viaggio a un ‘io sono qui’. Instagram si sta rivelando, cioè, uno strumento interessante per identificare nuovi target e per comunicare in modo unconventional seppur sfruttando un canale ufficiale. Da Instagramer vedo l’evoluzione dello strumento ed il potenziale, quindi nei panni di un operatore turistico lo terrei d’occhio. Per finire, però, sarebbe interessante considerare Instagram all’interno di una strategia di gamification marketing, una combo da non sottovalutare”. Come a dire che la strada per chi voglia utilizzare Instagram per il turismo è ancora (quasi) tutta da spianare.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing
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