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MacroambienteContro l’inquinamento digitale arriva ZED – Zero Emission Digital, un’iniziativa di IAB Italia

Contro l'inquinamento digitale arriva ZED - Zero Emission Digital, un'iniziativa di IAB Italia

zed - zero digital emission iab

ZED - Zero Emission Digital ha tre obiettivi: quantificare le emissioni di CO2 legate alle attività online, condividere buone pratiche contro l'inquinamento digitale e sensibilizzare ai temi della digital sustainability.

Associare l’utilizzo della Rete a termini come “cloud” «può far pensare che Internet sia qualcosa di etereo e, invece, il problema delle emissioni è molto concreto» ha sottolineato Carlo Noseda, presidente di IAB Italia, riferendosi alle emissioni di CO2 legate alle attività che comunemente si fanno in Rete. L’occasione, durante la prima giornata dello IAB Forum 2021, è stata la presentazione di ZED – Zero Emission Digital, un progetto e un’omonima piattaforma pensati per aiutare le aziende (ma non solo) a pensare in termini di digital sustainability.

Quanto inquina la digitalizzazione accelerata di questi anni

Mentre cresce l’attenzione pubblica su grandi temi come la lotta al cambiamento climatico e la sostenibilità ambientale, da qualche tempo i riflettori sono sempre più puntati sull’inquinamento digitale, ossia sugli effetti deleteri per il pianeta che hanno anche le più apparentemente innocue abitudini diffuse tra gli internauti, come tenere aperte numerose schede contemporaneamente nella finestra del proprio browser o rispondere con un’emoticon a un messaggio che non richiederebbe repliche.

Oggi si stima, così, che da Internet e dai servizi digitali provenga circa il 4% delle emissioni di gas serra totali, percentuale che potrebbe raddoppiare entro il 2025. L’industry digitale, dunque, inquinerebbe come e più di altri settori tradizionalmente considerati nemici del pianeta e come e più di nazioni altamente industrializzate.

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Ridurre l’impronta carbonica digitale, mission di ZED – Zero Emission Digital, è quindi indispensabile ormai anche in considerazione della «digitalizzazione accelerata», usando ancora le parole del Presidente di IAB Italia, che è stata tra i lasciti della pandemia. Per farlo serve incentivare l’adozione di comportamenti virtuosi e i luoghi di lavoro sono un ottimo punto di partenza.

Con tre step IAB Italia prova a combattere l’inquinamento digitale e raggiungere l’obiettivo zero emissioni

Con il progetto ZED IAB Italia si rivolge infatti con priorità ai propri associati, provando a farli «diventare parte del cambiamento», come recita la call to action sul sito dell’iniziativa.

Il manifesto di ZED – Zero Emission Digital

Chi decide di rendere più sostenibile la propria presenza digitale o quella della propria azienda sottoscrive innanzitutto un manifesto di semplici regole «da seguire e far seguire» affinché la carbon footprint delle proprie azioni digitali ne risulti ridotta già nel medio termine.

Sono regole come chiudere le tab che non si utilizzano mentre si naviga, cancellare dai propri dispositivi i file obsoleti o duplicati, disinstallare le app inutilizzate, disiscriversi dalle newsletter che non si leggono mai, cancellare account e profili a cui si accede molto raramente, ma anche abbassare la luminosità degli schermi, salvare le pagine web che si consultano più di frequente, salvare i propri brani preferiti per poi poterli ascoltare offline, limitare al minimo i destinatari delle email e ridurre la dimensione degli allegati. Ognuna di queste azioni infatti richiede scambio di dati, oltre che consumo di energia, che si traduce in concreto in una grande quantità di emissioni di CO2.

manifesto iab contro inquinamento digitale

Il manifesto con le semplici azioni contro l’inquinamento digitale di ZED – Zero Emission Digital. Fonte: IAB Italia

Proprio quantificare è il secondo step dell’operazione ZED – Zero Emission Digital. Da IAB Italia si sono impegnati a sviluppare e condividere un sistema di metriche utili e idonee a misurare concretamente le emissioni digitali connesse alle attività online di aziende, dipendenti, professionisti. Solo una volta messi davanti ai numeri e più consapevoli quindi di quello che è il potenziale danno ambientale legato alla propria presenza digitale è più facile fare pulizia, con la buona notizia in questo senso che i “rifiuti digitali” sono al momento più facilmente smaltibili di altre tipologie di rifiuti.

Non meno importante è l’ultimo step dell’iniziativa: sensibilizzare. IAB Italia invita infatti chi ha deciso di sposare la filosofia ZED – Zero Emission Digital a partecipare anche alla connessa campagna di comunicazione, utilizzando un badge simbolo del proprio impegno contro l’inquinamento digitale e a favore della sostenibilità digitale sul proprio sito o aggiungendo un footer con messaggi a tema nella firma digitale delle proprie email, dedicando al progetto post e condivisioni social e impegnandosi in qualsiasi altra attività utile a dare visibilità al progetto.

footer zed iab

Uno dei footer da utilizzare per le firme delle proprie mail a sostegno di ZED – Zero Emission Digital. Fonte: IAB Italia

Progetto che, a monte, conta sul sostegno di partner come Lavazza, Vodafone, Pirelli, Sky, Eni.

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