Il Report Not Provided all'interno delle strategie di web marketing

Report not Provided: un metodo di analisi delle SERP che nasce dall’eterogeneità di un gruppo di lavoro e si basa sull’analisi matematica di una struttura web.

Il Report Not Provided all'interno delle strategie di web marketing

Per poter costruire o ottimizzare una strategia di posizionamento serve necessariamente avere una base dati da analizzare. Fra i dati a nostra disposizione, c’è sicuramente il “not provided” che negli ultimi tempi ha riscosso un particolare interesse poichè riguarda il reindirizzamento automatico alla versione in https per tutti gli utenti loggati ai servizi Google. Come può essere utilizzato all’interno di una consulenza in ambito web marketing? Daniele Vinci, co founder di Report Not Provided, illustra come partendo da alcune anomalie sui bot è stato possibile estrapolare un algoritmo che faccia da supporto alle imprese che decidono di investire on line e che preventivamente possono sapere se conviene lavorare a una determinata strategia di posizionamento.

Quando nasce l’idea di usare il Report Not Provided per consulenze in ambito web marketing?

L’idea nasce, come spesso accade, da un bisogno. Faccio parte di un team di progetto che coinvolge otto persone e due anni fa, ci siamo accorti di alcune anomalie sui bot che generano visite sui siti web. In pratica, siamo riusciti a dimostrare come sia possibile manipolare dati provenienti da bot e farli percepire a Google Analytics come visite reali. Da lì è nata l’intuizione che ha cambiato completamente la nostra prospettiva di “rete complessa” e web come modello di rete. Che il web sia una rete ne siamo consapevoli tutti, almeno quelli che lavorano online lo sanno. Quello che non tutti sanno è come agisce una rete a livello informatico e come si comportano i contenuti all’interno di una rete semantica. Occupandoci di web marketing, conosciamo le regole per un’ottimizzazione di una struttura web e di come costruire i contenuti in maniera performante per concorrere al meglio su determinate SERP.

Fare un’analisi di mercato online studiando la concorrenza: quali sono i vantaggi che un’azienda può trarre dall’utilizzo del Report Not Provided?

Quello che abbiamo creato è un supporto funzionale per un’impresa che deve investire online e vuole sapere cosa troverà in SERP, quante difficoltà ci saranno di ottenere risultati nel posizionamento, quanto dovrà investire per superare i concorrenti e soprattutto potrà decidere preventivamente, senza investire un solo centesimo ulteriore, se conviene o meno lavorare su un determinato progetto o puntare ad una determinata strategia di posizionamento. In altre parole, sapere esattamente dove stanno i propri competitor e sapere in anticipo la strategia che stanno adottando per posizionarsi online, conoscere tempi, costi ed obiettivi per competere prima ancora di iniziare a farlo e costruire o ottimizzare una strategia partendo da una base dati da analizzare.

Quale è il fattore innovativo rispetto alla metodologia utilizzata finora?

L’innovazione nell’uso del “Report not Provided” sta nell’aver applicato dei modelli matematici all’analisi di un contenuto online e per studiare la strategia della concorrenza. Possiamo dimostrare matematicamente ciò che accade sulla SERP e studiare come stanno cercando di scalare i motori di ricerca i concorrenti, quanto stanno investendo per farlo su rispettive ricerche, come lo stanno facendo e se stanno lasciando scoperte delle strade. Oggi, chi si occupa di attività di SEO, oltre la propria competenza ed esperienza, usa dei keyword tool, o tool di analisi di un sito web, per poter avere dei dati da analizzare e su cui fare delle valutazioni. Per poter avere visione di tutti i dati utili allo studio di un progetto in ottica SEO serve investire molto tempo ed avere l’esperienza necessaria per interpretare dei valori. I keyword tool sono “operatore dipendente” e forniscono delle proiezioni statistiche più o meno organizzate visivamente e delegano all’operatore la capacità di saper sfruttare quelle informazioni e saperle interpretare correttamente per costruire la strategia SEO. Il fatto che i keyword tool siano operatore dipendente, significa che il loro utilizzo non basta per poter avere un’analisi di un caso di studio, ma serve avere molta esperienza, conoscere bene il mercato di analisi, saper interpretare la moltitudine di dati e saperli sintetizzare in uno schema di base per poi svolgere l’analisi e quindi le azioni. Report Not Provided è un report SEO disegnato su misura che utilizza un approccio di analisi scientifica basato sulla verifica matematica dei dati. Il vantaggio sta nell’ottenere già pronto un report con tutti i dati necessari per poter operare a livello SEO sul sito web del proprio cliente. Fa risparmiare tempo all’operatore SEO, permette una visione differente rispetto a determinate informazioni di analisi, come ad esempio conoscere le query “not provided” rilevanti che le persone generano quando visitano un contenuto, ma soprattutto conoscere le query “not provided” rilevanti per cui le persone trovano i competitor.

Come è possibile conoscere il valore di un contenuto online rispetto alla Serp di riferimento?

Il valore di un contenuto online rispetto alla SERP è determinato dalla struttura semantica in cui è inserito e dalla struttura del singolo contenuto rispetto ai contenuti concorrenti. Ma se parliamo di valore commerciale, invece, dipende dalle ricerche fatte dalle persone per trovare quel contenuto e dal valore dell’oggetto del contenuto. Il valore dell’oggetto del contenuto, quasi sempre, è proporzionale al volume delle ricerche che le persone fanno sui motori di ricerca per cercare quel prodotto, servizio o informazione. Funziona un po’ come l’agenda setting nel giornalismo: i contenuti più “importanti” sono quelli che la maggioranza delle persone stanno cercando e di cui hanno bisogno di approfondimento. Stabilendo in maniera “autorevole” la priorità con cui diffonderle e renderle prioritarie. Il web, a differenza della tv, ha un numero immenso di fornitori di contenuti. I motori di ricerca sono il “telecomando” digitale con cui le persone cambiano canale. Una singola SERP determinata da una chiave di ricerca, volendo azzardare una metafora, è come un una schermata che mostra piú “canali tv” ovvero i fornitori di un’informazione “impacchettata”. Le differenti query di ricerca che le persone fanno per cercare informazione rappresentano i tasti del telecomando per fare lo zapping e cercare differenti fonti di informazione. Se cambiando la ricerca (quindi cambiando termine di ricerca) tra i risultati della SERP individuo più volte la stessa fonte di informazioni (quindi un particolare sito web) questo lo riterrò più autorevole e rilevante rispetto agli altri.


Angela Rita Laganà
A cura di: Angela Rita Laganà Autore Inside Marketing
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