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ComunicazioneDalle Stanze per le dirette audio ai podcast integrati: la svolta vocale di Facebook è ufficiale

Dalle Stanze per le dirette audio ai podcast integrati: la svolta vocale di Facebook è ufficiale

Il team di Zuckerberg ha annunciato in queste ore tre nuove feature: le Live Audio Rooms, Soundbites e la possibilità di ascoltare podcast direttamente all'interno dell'app (forse anche grazie a una partnership con Spotify). Con la svolta audio di Menlo Park c'entra certamente il successo di Clubhouse: puntare sulla voce è però una scelta strategica, oltre che concorrenziale.

Facebook diventa audio e sempre più simile a Clubhouse

Dopo mesi di rumor secondo cui il team di Zuckerberg era a lavoro su un’app “rivale” di Clubhouse, la conferma arriva in queste ore: Facebook diventa audio. Lo fa per provare a doppiare il successo della creatura di Davison e Seth, ma anche e soprattutto nella convinzione che sia la voce il medium del momento.

La nuova «social audio experience», come la chiamano dalla Newsroom di Facebook, potrebbe non essere messa definitivamente a punto comunque prima dell’estate; come per la maggior parte delle novità di Menlo Park sarà in roll out progressivo e non è escluso che i primi a provare le nuove impostazioni audio di Facebook possano essere content creator, influencer e altri personaggi pubblici.

Insomma, quello che di sicuro c’è al momento è che Zuckerberg e il proprio team non lavorano da mesi a una sola app “clone” di Clubhouse ma a un modo per portare il live audio broadcast all’interno delle proprie, ben frequentate, piattaforme: Facebook diventa audio, cioè, ma lo fa con tre nuove impostazioni – le Live Audio Rooms, Soundbites e la possibilità di ascoltare i podcast direttamente in app – messe a disposizione dei propri iscritti anche, più pragmaticamente, per impedire che gli stessi “fuggano” altrove.

Live Audio Rooms: arrivano su Facebook le Stanze audio tematiche

Tra le nuove impostazioni annunciate da Facebook le Live Audio Rooms sembrano quelle che, già dal nome e dai pochi elementi grafici rivelati, richiamano più da vicino come funziona Clubhouse con la sua grammatica di stanze, host, guest. Avviare una stanza audio su Facebook basterà, infatti, per iniziare a parlare in diretta a una platea più o meno selezionata di ascoltatori.

Live Audio Rooms Facebook cosa sono

Le Live Audio Rooms sono la novità di Facebook più simile (per funzionalità, grafica, eccetera) alle stanze di Clubhouse. Fonte: Facebook

Inizialmente le Live Audio Rooms di Facebook dovrebbero essere disponibili solo per Gruppi e personaggi pubblici con Pagine verificate (dal team di Zuckerberg citano campioni di football americano, candidati ai Grammy, giovani imprenditori digitali tra i papabili “tester” della nuova funzione), forse anche per avere maggiore controllo sui contenuti in circolazione ed evitare di ritrovarsi, com’è successo a Clubhouse, nell’occhio del ciclone per la cattiva gestione di casi di abusi e hate speech . In un secondo momento, invece, le nuove stanze audio dovrebbero diventare disponibili anche su Messenger, come versione solo voce delle Messenger Rooms utilizzate già da mesi dagli utenti per le video-call di gruppo, dando a chiunque la possibilità di organizzare una diretta audio pubblica.

Chi avvia una Live Audio Rooms potrà decidere di registrarla e trasformarla in un podcast da mettere a disposizione delle proprie community e di chiunque voglia risentirla in un secondo momento. Non solo all’host ma anche ai singoli partecipanti alla stanza sarà data, ancora, la possibilità di estrapolarepassaggi più significativi della diretta e condividerli sul proprio profilo o ripubblicarli su Soundbites per continuare ad alimentare la conversazione.

Una delle novità più interessanti e che rende difficile pensare alle nuove Live Audio Rooms come a dei “cloni” di Clubhouse è il fatto che, mentre Davison e Seth hanno più volte ribadito la propria intenzione di lasciare anche in futuro l’app completamente gratuita, Facebook diventa audio ma pensa subito anche a come poter monetizzare le nuove impostazioni. Non è escluso, cioè, che si possa accedere alle stanze audio di Facebook a pagamento, sia acquistando di volta in volta una sorta di “biglietto” per ascoltare la diretta e sia grazie a formule in abbonamento. Già da subito potrebbe essere data, inoltre, la possibilità agli utenti di remunerare i propri audio creator preferiti attraverso il meccanismo delle Stelle già rodato per le dirette Facebook .

Con Soundbites le clip audio arrivano direttamente sul feed di Facebook

Davanti alle informazioni su cos’è Soundbites e come funziona, invece, a qualcuno potrebbero venire in mente le voci che circolano da tempo rispetto all’arrivo delle note vocali sul feed di Facebook. Gli sviluppatori lo descrivono, infatti, come un tool audio per creare «clip brevi e creative, capaci di catturare aneddoti, momenti di ispirazione ma anche poesie e molte altre cose che non abbiamo ancora immaginato».

Non è un mistero che il fenomeno Clubhouse e il più generale successo dei social con al centro la voce sia in parte legato proprio alle opportunità di sperimentare con forme espressive fin qui poco frequentate.

È per questo, per permettere a chi si occupa per professione di contenuti per i social di esplorare tutte le possibilità creative della nuova impostazione, così, che dalla compagnia hanno annunciato un Audio Creator Fund da erogare in concomitanza al lancio di Soundbites. Non è una vera novità: anche TikTok in America aveva destinato dei fondi ai tiktoker con più seguito per continuare a garantirsi un buon numero di contenuti originali ed evitarne la fuga verso piattaforme competitor ai tempi della guerra tra Trump e ByteDance.

È The Verge comunque a fornire qualche dettaglio in più su come potrebbe funzionare la nuova impostazione: con ogni probabilità si potranno registrare le clip audio fuori dal social grazie a un tool per l’editing con diverse funzioni, ma una volta registrati i Soundbites dovrebbero poter essere ascoltati direttamente dal feed Facebook, un po’ come già avviene con le Storie. Parlando con un columnist della testata, del resto, Zuckerberg si sarebbe riferito a Soundbites come a una sorta di versione audio di Reels.

come funziona Soundbites Facebook

Una delle novità annunciate da Facebook in queste ore è Soundbites, una sorta di versione solo audio di Reels. Fonte: Facebook

Perché Facebook diventa audio (e punta per la prima volta alla qualità dei contenuti vocali)

Lo avrebbe fatto tra l’altro nel corso di una conversazione in cui motivava la propria passione per le dirette audio – è stato personalmente ospite di diverse stanze su Clubhouse – e la recente, quasi consequenziale, virata di Facebook verso la voce con l’evidenza che i media audio siano più versatili, adatti a molte occasioni diverse e a un ascolto interstiziale e multitasking.

«L’audio si adatta bene alle nostre vite indaffarate, ci permette di essere ispirati da nuove idee e di parlare senza ansia con altre persone che la pensano come noi. Puoi condividere la tua storia personale o partecipare a una conversazione tra utenti di tutto il mondo in ogni modo, quando vuoi e da dove vuoi – anche senza avere i capelli sistemati o esserti truccato – sulla tua macchina o mentre stai correndo!»,

scrivono, infatti, dalla Newsroom per provare a spiegare perché Facebook diventa audio.

Anche la capacità di un medium caldo e intimo come la voce «di farti sentire di essere nella stessa stanza con i tuoi amici o la tua famiglia, seduti attorno al tavolo anche se siete miglia lontani» ha naturalmente inciso sul proliferare di social simili a Clubhouse in un momento come questo in cui molte delle misure adottate dai governi per il contenimento del contagio da coronavirus rimangono ancora valide.

Dopo anni in cui da Facebook lavorano per dare a content creator e utenti comuni strumenti adatti a rendere più originali, qualitativamente apprezzabili e di valore  per le community i propri contenuti soprattutto foto e video, così, la svolta audio di Facebook passa ora anche dall’offrire a chi lavora con i contenuti social e a chi semplicemente si diletta con essi nuovi strumenti per l’editing audio. Presto per chi lo vorrà sarà come avere «un sound studio in tasca», scrive ancora il team di Zuckerberg: grazie all’AI e ad altre tecnologie audio, infatti, Facebook darà possibilità a chi usa Soundbites, le Live Audio Rooms e le altre novità audio di mixare le tracce audio, usare background musicali o filtri ed effetti per la propria voce.

Nel futuro audio di Facebook c’è spazio anche per più podcast

Un ulteriore tassello utile a capire come Facebook diventa audio – o, per lo meno, “più audio” – è la possibilità che gli utenti avranno di ascoltare podcast senza uscire dall’app, sia quando questa sia in uso e sia quando rimanga in background.

facebook diventa audio grazie ai podcast

Tra le novità annunciate da Facebook anche la possibilità di ascoltare i podcast direttamente all’interno dell’app, forse grazie a una partnership con Spotify. Fonte: Facebook

Da Menlo Park si dicono consapevoli, infatti, che centinaia di milioni di persone seguono già Pagine Facebook dedicate ai podcast o sono iscritte a gruppi sullo stesso argomento: da qualche anno, del resto, il mercato dei podcast è florido e il podcasting ha dimostrato, insieme alla radiofonia, una buona resilienza anche al cambiamento dei consumi mediatici e delle abitudini digitali durante la pandemia.

Per avvicinare ancora di più gli utenti ai podcast e i podcaster a target di ascoltatori affini alle tematiche che affrontano nei propri contenuti audio, così, Facebook starebbe lavorando a meccanismi che, sulla base degli ascolti recenti o dei propri interessi, suggeriscano nuove puntate e nuove serie da ascoltare. È ancora The Verge a sottolineare che, per farlo, Menlo Park potrebbe star lavorando a una partnership con Spotify: mancano, però, conferme ufficiali.

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