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ComunicazioneIKEA arriva su Clubhouse con una casa e delle stanze tematiche frequentate da clienti, influencer, dipendenti

IKEA arriva su Clubhouse con una casa e delle stanze tematiche frequentate da clienti, influencer, dipendenti

Il gigante svedese del furniture non è il primo brand ad aprire o partecipare a delle stanze sul social "della voce" fenomeno del momento. Nella cucina, nel soggiorno, nella camera da letto di IKEA su Clubhouse, però, clienti e dipendenti esperti in home design, volti noti della Rete, content creator professionisti si incontrano per dar vita a conversazioni di valore, verticali, capaci di impersonare la vera voce dell'azienda.

Con la Casa di IKEA su Clubhouse arrivano room tematiche dove parlare con esperti e influencer di routine e segreti per vivere meglio.

Non c’è voluto molto perché arrivasse anche IKEA su Clubhouse. La branca italiana del brand ha creato sul social “della voce” fenomeno del momento tre stanze tematiche e ha chiamato clienti appassionati, dipendenti, lifestyle influencer ed esperti di arredamento a interagire tra loro, in un mix perfetto di community management , content marketing , employee advocacy.

Che ci fa un’azienda leader dell’arredamento low cost sul social “vocale” fenomeno del momento

Casa di IKEA” è stata chiamata l’iniziativa. Per un brand che da decenni è ormai leader indiscusso dell’arredamento low cost sarebbe stato impossibile, del resto, resistere alla tentazione di “esserci” su un social network che ha come caratteristica distintiva proprio l’esistenza di stanze tematiche. Nelle room virtuali di Clubhouse ci si ritrova, esattamente come nelle stanze fisiche di una casa arredata IKEA, per passare del tempo in compagnia degli altri “abitanti”. Molto tempo, soprattutto da un anno a questa parte: se le misure di contenimento del contagio da coronavirus adottate dai vari governi e le limitazioni agli spostamenti hanno cambiato le abitudini di molti, infatti, hanno anche fatto aumentare il tempo trascorso, durante la giornata, negli ambienti domestici.

Già nei mesi passati, così, la strategia di comunicazione di IKEA sembra essere stata improntata – oltre che sulla sostenibilità e sulla necessità di un approccio più green alla vita quotidiana – a ispirare una “nuova normalità” di certo più casalinga. Durante il primo lockdown sui canali social del brand sono abbondati consigli e tip pratici per riadattare gli spazi domestici alle nuove esigenze di chi lavora in smart working o delle famiglie con bambini alle prese con la DAD. Qualcuno ha considerato persino il catalogo IKEA 2021 una sorta di rivista di lifestyle, da cui poter ricavare spunti e ispirazioni per costruire una nuova routine domestica.

La Casa di IKEA su Clubhouse: tre room tematiche per parlare di benessere domestico

Anche le stanze di IKEA su Clubhouse, ora, proseguono su questo filo rosso. Sono tre, come i tre principali ambienti domestici di cucina, soggiorno e camera da letto con bagno e sono pensate – da We Are Social e Studio Re che hanno curato la campagna per la branca italiana del brand – perché i clubhouser, ossia gli iscritti al social, che le frequentano possano fare conversazione riguardo alle proprie abitudini casalinghe e a come le stesse sono cambiate nel tempo o a causa della pandemia e possano eventualmente scambiarsi consigli pratici o trarre ispirazione per migliorare la vivibilità dei propri spazi domestici.

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Posted by IKEA on Wednesday, February 24, 2021

Tanto più che, come già si accennava, ad animare la propria “Casa di IKEA” il brand ha chiamato alcuni suoi dipendenti esperti in home design, lo psicologo Luca Mazzucchelli, Riccardo e Stefano di GNAMBOX (food content creator con un buon seguito su Instagram) e l’influencer di lifestyle Stefano Guerrera. Loro il compito di coinvolgere ascoltatori e fan di IKEA in conversazioni sul tema casa e benessere abitativo.

Il brand non è certo nuovo all’attenzione verso i fenomeni del momento e a strategie di comunicazione below the line e non convenzionali. Anche sbarcando su Clubhouse IKEA ha dimostrato di sapere cogliere, insomma, peculiarità e potenzialità specifiche del social.

La “Casa di IKEA” su Clubhouse, infatti, ha tutte quelle caratteristiche che qualche addetto ai lavori ha già riconosciuto come la vera ragione del “fenomeno” Clubhouse. C’è la verticalità di canali tematici dove chi entra ha la sicurezza di partecipare a conversazioni su argomenti di proprio  interesse o riguardo ai quali voglia informarsi o imparare. C’è la volontà, almeno, di creare contenuti di brand originali e di valore, per cui valga la pena, per il fruitore, investire il proprio tempo e capaci di compensare l’intimità di un medium per certi versi invasivo come la voce. Ci sono, anche per riuscire meglio in questo, host (così si chiamano sulla piattaforma gli utenti che hanno il compito di moderare la conversazione all’interno della singola stanza) esperti e carismatici che, a volte, sono personaggi famosi o influencer e, altre volte, sono dipendenti o figure chiave nell’organigramma aziendale.

Non solo IKEA, le altre aziende italiane che hanno già provato Clubhouse

Il modo forse più interessante in cui le aziende potranno sfruttare Clubhouse potrebbe non essere tanto il semplice aggiungere il tassello di un ennesimo canale a uso e consumo della propria strategia di comunicazione aziendale, di content marketing, di branded content , quanto provare a «portare valore al brand aziendale e, allo stesso tempo ai brand personali che ci sono al suo interno», come ha sottolineato Cristiano Carriero nella puntata di “Inside Talk”, nostro format di dirette video, del 19 febbraio 2021, e riuscendo «a sviluppare temi aziendali» che siano, di volta in volta, l’ABC della finanza per le PMI nel caso di una banca, le più importanti novità di campionato in quello brand di abbigliamento sportivo o, appunto, trend e tendenze dell’home living per un brand come IKEA.

Non è però la nota azienda del furniture la prima a sbarcare sul social del momento. Prima di IKEA su Clubhouse erano già arrivati, come sottolinea tra gli altri Il Sole 24 Ore, diversi brand come Parmigiano Reggiano (all’interno di una stanza dedicata al linguaggio pubblicitario e giocando con il pubblico a un finto brainstorming per un nuovo slogan per il consorzio), Pescaria (per presentare il nuovo punto vendita napoletano del famoso panino con il pesce di Polignano a Mare), Barilla (presentando alcuni nuovi progetti in cui era coinvolta), Peroni (come parte della propria campagna per San Valentino 2021), l’Inter persino (con una stanza, “The Night Before”, interamente dedicata alla trepidante attesa del derby milanese).

Le aziende su Clubhouse hanno cercato ognuna il proprio, personalissimo, tono di voce, capace di distinguerle dalle altre, ma tutte sembrano aver avuto anche la necessità di mettersi in ascolto «di quello che le persone pensano: qui, infatti, in un istante – ha ribadito Gianluca Lo Stimo all’interno della stessa puntata di “Inside Talk” dedicata a Clubhouse – potresti fare una sorta di ricerca di mercato o cercare di capire che opinioni, che paure ci sono relativamente a un prodotto che vuoi lanciare, un servizio che hai in testa o vuoi migliorare». Una propensione all’ascolto che per qualche brand come IKEA è di lungo corso e quasi innata, ma per altri è da sperimentare e perfezionare con il tempo.

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