Mercoledì 23 Ottobre 2019
MacroambienteGen Z e viaggi: così i giovanissimi si lasciano ispirare dai social e scelgono le mete turistiche

Gen Z e viaggi: così i giovanissimi si lasciano ispirare dai social e scelgono le mete turistiche

Quanto contano social media e influencer nella scelta delle mete turistiche? Uno studio di booking.com su Gen Z e viaggi prova a rispondere.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore
Gen Z e viaggi: così i giovanissimi si lasciano ispirare dai social e scelgono le mete turistiche

Vivono la propria vita onlife, senza soluzione di continuità cioè tra quello che succede online e quello che succede nella realtà, ma sono anche parsimoniosi e attenti alle spese e apprezzano in particolar modo il portato esperienziale di ogni acquisto. Per questo nell’indagine di booking.com su Gen Z e viaggi non sorprendono alcuni insight anche apparentemente in contrasto tra di loro.

Gen Z e viaggi: le scelte si fanno sui social e grazie ai consigli degli influencer

Più di un giovanissimo su due cerca sui social foto di viaggi e post a tema vacanze e si direbbe divertito nel farlo, mentre per il 40% del campione Instagram e co. sarebbero addirittura luoghi d’ispirazione senza pari, con hashtag  – pure molto generici – come #travel o #viaggi utilizzati per scoprire destinazioni in voga e nuove mete. È un’abitudine che la Gen Z sembra condividere con la generazione immediatamente precedente: anche tra i Millennial c’è, infatti, un 30% di viaggiatori che basa le proprie scelte di viaggio su trend e tendenze scoperte su Instagram o che, addirittura, sceglie le mete delle proprie vacanze a seconda di quanto queste risultino instagrammabili.

Le donne più degli uomini – la percentuale salirebbe infatti, in questo caso, al 47% – sarebbero propense a cercare ispirazione per i viaggi sui social, come del resto fanno per acquisti e consumi in altri campi molto diversi, dal food al fashion.

Quando si tratta di Gen Z e viaggi, però, anche gli influencer sembrano giocare la propria parte: in barba a qualsiasi previsione che vuole in crisi l’influencer marketing, infatti, il 45% del campione di booking.com ammette di seguire travel influencer e travel blogger , di lasciarsi ispirare da mete e destinazioni che questi propongono dai propri profili social o sui blog e, nel 35% dei casi, di seguirne raccomandazioni e consigli riguardo ad attrattive da visitare, locali in cui mangiare e bere, strutture d’ospitalità.

Questo non vuol dire che i giovanissimi rinuncino in toto a consigli e raccomandazioni di amici, familiari, conoscenti e più in generale di persone che frequentano offline: per oltre il 30% dei partecipanti all’indagine in questione, infatti, questi ultimi giocano ancora un ruolo fondamentale.

Un dato interessante riguarda, comunque, l’ispirazione che viene da cinema e serie TV: un giovane su tre, infatti, sceglierebbe per le proprie vacanze luoghi celebri del piccolo e del grande schermo, dove sono stati girati o che hanno fatto da ambientazione ai più amati cult cinematografici e televisivi. Una conferma, l’ultima in ordine di tempo, che il cineturismo è un settore in espansione e che vive di declinazioni molto diverse tra loro, dal tour sui set di Game of Thrones ai viaggi alla scoperta dell’area interdetta di Chernobyl diventati popolari dopo il successo dell’omonima serie, passando per la possibilità di dormire nella casa del deserto dell’ultima stagione di Black Mirror.

Instagrammabile e tech quanto basta: una vacanza a misura di Gen Z

Date premesse come queste, sarebbe spontaneo arrivare alle conclusione che ci sia un solo scopo principale nei viaggi e nelle vacanze dei più giovani: postare sui social lo scatto perfetto. E, in effetti, il 43% degli intervistati avrebbe ammesso di scegliere destinazioni che, più di altre, permettono di realizzare lo scatto «spettacolare» da postare su Instagram e altre piattaforme simili. Più in generale, una percentuale simile di viaggiatori della Gen Z dice di condividere «sempre» qualche foto della vacanza sui social e un giovanissimo su quattro avrebbe scattato più di cinquanta foto durante una sola vacanza. Sono percentuali decisamente più alte rispetto a quelle riferite ad altre generazioni: basti pensare che già a partire dalla generazione dei millennials la percentuale di chi condivide almeno una foto delle vacanze sui social scende al 35%.

Il binomio Gen Z e viaggi, insomma, farebbe meglio a trasformarsi nel trinomio Gen Z, viaggi e tecnologia. Quello che di nuovo (o almeno in parte) dice lo studio di booking.com è, infatti, che la discriminante tech assume un peso importante nelle scelte di viaggio dei più giovani: basti pensare che più della metà degli intervistati non saprebbe rinunciare al WiFi durante il soggiorno e, per questo, sceglie sistemazioni e soluzioni d’ospitalità che lo contemplino. Esserci sui social, anche mentre si è in vacanza, conterebbe insomma per questi giovani viaggiatori più della possibilità di concedersi una pausa dal digitale.

O, meglio, non è detto che una cosa escluda l’altra: fluida e dalle mille sfumature, come molte altre esperienze, anche d’acquisto o legate al brand , una vacanza può essere infatti per la Gen Z tanto l’occasione per mantenersi in contatto con la propria community sui social con contenuti inediti e interessanti, quanto il pretesto per godersi amicizie ed esperienze senza l’imperativo del posta-condividi-commenta. Per il 57% degli intervistati infatti pubblicare sui social una foto del tramonto o dell’aperitivo non è importante come «vivere il momento» e un giovanissimo su due sembra, infine, in grado di fare autocritica ammettendo che spesso viene data «troppa rilevanza» all’aspetto social dei viaggi.

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