Venerdì 03 Aprile 2020
MarketingCome fare dell’Instagram Zoom un alleato della propria strategia di contenuti

Come fare dell'Instagram Zoom un alleato della propria strategia di contenuti

Si tratta della funzione che permette di ingrandire i post: come e perché sfruttare Instagram Zoom per la propria strategia di contenuti.


Redazione
A cura di: Redazione
Come fare dell'Instagram Zoom un alleato della propria strategia di contenuti

È diventato ormai un gesto spontaneo: allargare due dita poggiate sullo schermo per ingrandire le foto su Instagram, ovvero “pitch to zoom“, come la piattaforma ha chiamato al rilascio la feature tanto attesa dagli utenti. L’Instagram Zoom, però, non permette solo di apprezzare di più «l’adorabile sorriso di un cucciolo e ogni singolo dettaglio della nuova t-shirt dell’amico» (così scrivevano da casa Zuckerberg nella presentazione della nuova feature per lo zoom su Instagram, ndr) o, perché no, di curiosare di più tra quello che gli altri fanno e decidono di condividere sui social.

Fin dall’inizio molti brand hanno sfruttato la nuova feature per interagire con i propri follower , coinvolgere la propria community in sfide, challenge e giveaway, raccontare meglio la marca e la sua identità visiva soprattutto o, ancora, in combinazione con altre funzioni come il bottone Compra di Instagram, per generare lead concreti come più carrelli chiusi per restare all’esempio appena fatto.

C’era bisogno davvero di una funzione per zoomare sui post di Instagram?

Da anni, del resto, la (ardua) sfida per restare tra le piattaforme social più utilizzate e da un pubblico di giovani e giovanissimi ha portato Instagram a sperimentare nuove funzioni e impostazioni e a “copiarne” altre, molto amate, da app e ambienti digitali terzi (così sembra aver fatto per esempio con le Instagram Stories prima e con Instragram Reels più di recente, ndr). Il leitmotiv sembra essere stato creare occasioni per un coinvolgimento reale degli utenti, che non si fermasse al semplice like e non si traducesse per i marketer nella disponibilità di semplici vanity metrics. Molto più pragmaticamente? La risposta a un sondaggio sulle Storie di Instagram o, ancora, un tap sul bottone Compra ingaggiano meglio di un semplice cuoricino sotto al post e offrono indietro dati più significativi a chi investe in Instagram marketing. Come funziona in questo senso l’Instagram Zoom? A giudicare dal numero di brand e influencer che hanno deciso di sfruttarla per la propria strategia di contenuti su Instagram (per farsi un’idea basti pensare che l’ hashtag #instazoom, ufficialmente usato dalla piattaforma per il lancio del pitch to zoom, raccoglie quasi 20mila post a marzo 2020, ndr), anche questa funzione dovrebbe migliorare l’ engagement , non fosse altro che perché aumenta il tempo di esposizione al singolo post su Instagram come hanno fatto notare dal Digital branding Institute. In altre parole? La possibilità di zoomare rallenta la velocità con cui si scrolla il feed Instagram e aumenta, invece, la probabilità di interagire con il singolo contenuto.

Come sfruttare l’Instagram Zoom per la propria strategia di contenuti

Con un po’ di creatività, insomma, si può sfruttare l’Instagram Zoom all’interno della propria strategia di content marketing , ricordandosi certo di rispettare sempre la propria immagine e il tono di voce e il purpose della propria comunicazione.

Spingere i propri follower a zoomare su un post Instagram può essere un ottimo modo, per esempio, per anticipare il lancio di un nuovo prodotto o svelare gradualmente alcune sue caratteristiche. Così ha fatto, per esempio, BMW Spagna in occasione dell’uscita sul mercato della nuova BMW M4.

Anche Primark ha sfruttato lo zoom di Instagram per condividere con i propri follower delle anticipazioni sulla nuova collezione.

Se il proprio prodotto o servizio è, poi, tra quelli che si prestano di più a una comunicazione squisitamente visiva, si può usare lo zoom di Instagram per reinventare o massimizzare i propri investimenti in product photography: se l’utente può cliccare sull’immagine e ingrandirla, infatti, ne apprezzerà di più la qualità e la cura per i dettagli. Non è un caso, così, che i primi a fare esperimenti di questo tipo con l’Instagram Zoom siano stati i brand del food che da tempo investono in food photography: KFC Australia, per esempio, ha condiviso una foto “zoomabile” che invitava i follower a immergersi in una ciotola di nuggets di pollo, con un coinvolgimento anche sensoriale evidente.

La feature di Instagram, però, è risultata subito d’appeal anche per il settore turistico e dell’ospitalità. British Airways l’ha sfruttata per la prima volta pubblicando un panorama di Berlino e invitando gli utenti ad anticipare l’esperienza di viaggio facendo zoom e scoprendo attrattive della città da non perdere una volta a destinazione, forse anche nella consapevolezza che un social come Instagram ha sempre più peso nella scelta di mete e tappe dei propri viaggi.

Reyka Vodka, un produttore tradizionale di vodka islandese, ha sfruttato invece la funzione pitch to zoom per un inedito connubio tra marketing del territorio e branding: ingrandendo la mappa dell’isola pubblicata dall’account Instagram aziendale, infatti, si scoprono attrattive, luoghi imperdibili e prodotti tipici dell’Islanda, Reyka Vodka compresa.instagram zoom reika vodka

L’Instagram Zoom si può rivelare utile, però, anche quando si ha un messaggio particolarmente articolato, lungo o dalla natura piuttosto tecnica, che rischia di passare inosservato data la natura prettamente visiva di Instagram da un lato e, dall’altro, dato l’utilizzo perlopiù ricreativo che gli utenti fanno della piattaforma. Il vero beneficio di questa funzione di Instagram è riuscire a dare una call-to-action semplice e immediata, a cui è più probabile che gli utenti rispondano. Non fa differenza che si tratti di individuare sulla mappa del campus la corretta collocazione di ogni edificio (questa la sfida che la Northwestern University ha lanciato ai propri iscritti e follower su Instagram) o di leggere l’invito al voto di un negozio di dischi (così ha fatto Subpop a Seattle).

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Va da sé che si sono anche possibili usi più ludici dell’Instagram Zoom. Si possono invitare gli utenti a zoomare sui propri post alla ricerca del proprio logo aziendale (come ha fatto FedEx, tra i primi a sfruttare la feature di Instagram per il content marketing) o per giocare a una versione, naturalmente branded, di memo (è quello che ha fatto The Cheesecake Factory, sfidando a riconoscere tra diverse fette di torta quelle che avessero stessa ricetta e stessa preparazione) o, ancora, per trovare uno speciale ingrediente nascosto su una tavola abbondantemente imbandita, per indovinare il modello preciso dell’aereo in foto o il numero di binari immortalati in una foto da Pulitzer (così rispettivamente TurboTax, Qantas e General Electrics). E se a ciascuna di queste azioni compiute correttamente si aggiunge un premio, il contest sui social efficace e a costo (quasi) zero è presto servito.

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